L'attaccante belga, dopo essere ritornato in città negli scorsi giorni, ha parlato del suo passato al Napoli e sui motivi del suo addio.
Dries Mertens sarà sempre nei cuori dei tifosi napoletani. Il suo ritorno in città negli ultimi giorni ha scatenato tanto entusiasmo tra i supporters partenopei, che hanno avuto l'occasione di rivedere e riabbracciare uno dei più importanti protagonisti della storia recente del
Napoli.
L'attaccante belga, che nelle scorse ore ha visitato anche il centro d'allenamento della sua ex squadra, ha rilasciato una lunga intervista a
TV Luna, parlando del suo passato e della vittoria dello scudetto dell'anno scorso.
Le sensazioni sul ritorno a Napoli: "E' stato emozionante tornare a Castel Volturno e salutare i ragazzi. C'è una bella atmosfera. Non sta andando come vogliamo, ma io ci credo ancora, e devono farlo anche i ragazzi devono. In passato ho lavorato con il oro allenatore. Credo nella sua filosofia, sono fiducioso."
L'anno più bello al Napoli: "Difficile trovarne uno, sono stati tutti belli. Di sicuro quello con più rimpianti è stato quando abbiamo fatto 91 punti senza vincere lo scudetto. In
Serie A non era mai successo, e non è stato bello."
Lo scudetto dell'anno scorso: "È stato bellissimo, ed ovviamente ho festeggiato anche io. Vedere la mia famiglia vincere, perché i miei ex compagni sono come una famiglia, è stato bellissimo. So quanto questa vittoria abbia significato per loro, per Spalletti e per i tifosi. Invidia? Assolutamente no, sono un tifoso e questo scudetto me lo sono goduto anche io."
L' addio: "Sono andato via perchè non ce la facevo più. Ero diventato lento, ed è stato giusto così."
Il futuro: "Non so cosa farò dopo il ritiro. Per ora mi devo concentrare sul Galatasaray. Qualunque cosa accadrà dopo, mi ci dedicherò al 100%."
Il figlio al Napoli: "Sicuramente indosserà la maglia n.14 (ride, ndr). E' inutile che gli racconti Napoli e il Napoli: dovrà viverla lui stesso."