Napoli - Salernitana, la partita che potrebbe determinare la vittoria matematica dello scudetto dei partenopei ha inizio. Con gli azzurri protagonisti assoluti.
Uno stadio animato da onde di bandiere azzurre che sventolano nell'aria e di magliette, tutte o quasi ugualmente azzurre. Lo speaker annuncia con enfasi i nomi dei giocatori del
Napoli:
Meret,
Di Lorenzo,
Rhamani e via, in un crescendo di emozioni.
Sugli spalti il presidente
De Laurentiis e un tifoso sfegatato del
Napoli, il regista
Paolo Sorrentino. Questo pomeriggio, lo stadio Maradona è la cornice perfetta per provarsi a portarsi a casa, matematicamente, il terzo scudetto nella storia del club.
Il primo tempo di questo "derby" può avere inizio. La partita vede fin da subito qual è l'equilibrio delle parti: il Napoli è scatenato, sempre in pressing alto, mentre la
Salernitana tiene botta e segue la palla.
I granata dimostrano di avere una buona solidità difensiva, siglata da una bellissima parata di
Ochoa ai danni di
Osimhen, che manda nello specchio della porta un forte tiro di testa.
Ma la Salernitana, di tanto in tanto, tenta qualche slancio in attacco: al 30'
Mazzocchi crossa in mezzo e viene deviato da
Oliveira. Meret appare in difficoltà.
Al 41' cerca di sbloccare la partita
Anguissa, da grande distanza: il tiro, però, non risulta difficile da parare per Ochoa, che esegue diligentemente.
Il primo tempo finisce con un risultato fisso sullo 0 - 0: molti i guizzi del Napoli, ma la copertura puntuale della Salernitana hanno limitato la creazione di occasioni potenzialmente pericolose da parte dei padroni di casa.
Una cosa è certa: l'esito di questa partita sarà tutt'altro che scontato, a prescindere dal vantaggio di forma e di energia degli azzurri.
Intanto i numeri sorridono al Napoli, con un
mostruoso possesso palla (dell'80%), tre tiri in porta e un'
elevatissima precisione nei passaggi (dell'89%).