Il Parma ha fermato sul pari nell'ultimo match casalingo l'Inter di Simone Inzaghi. Un assoluto protagonista è stato Mateo Pellegrino subentrato dalla panchina.
Al
Tardini il
Parma è riuscito a rimontare di 2 reti la capolista del campionato e questo risultato lo deve soprattutto ai cambi di
Chivu, i quali hanno confezionato entrambe i gol della rimonta.
Tra i protagonisti del match, ma di quest'ultima parte di stagione in generale, c'è sicuramente l'attaccante argentino
Mateo Pellegrino, arrivato dal
Vélez Sarsfield nel mercato di gennaio. Contro l'
Inter ha messo in campo tutta la sua fisicità e la sua abilità spalle alla porta, facendo a sportellate con i centrali nerazzurri e servendo l'assist per il gol di
Ondrejka.
Parma, la coppia perfetta: Pellegrino con Bonny

L'argentino classe 2001 ha avuto un grandissimo impatto con il nostro calcio, segnando anche una doppietta nel 2-2 casalingo contro il
Torino. Per le sue caratteristiche probabilmente avrebbe bisogno di un compagno d'attacco al suo fianco, capace di metterlo nelle condizioni di fare gol e creare occasioni.
Per la fortuna di Chivu basta guardare leggermente più in la nello spogliatoio del Parma per trovare quello che potrebbe essere il suo compagno ideale. Si tratta ovviamente di
Bonny, giocatore che nel momento in cui si trovava a dover reggere da solo un attacco, non ha mai reso al massimo delle sue capacità, a differenza di quando aveva dei compagni in suo supporto.
Con il rientro di
Djuric, sono diverse le soluzioni a disposizione dell'allenatore rumeno, che però potrebbe aver trovato la quadra nell'affiancare questi due talentosi attaccanti.
Il paragone con Retegui

Anche solo vedendolo calcare il terreno di gioco, viene naturale fare il paragone tra Pellegrino e il bomber dell'
Atalanta Retegui. Le somiglianze sono tante: a partire dal nome, passando per l'acconciatura, al numero di maglia, alla nazionalità originaria, fino ad arrivare alle caratteristiche di gioco.
La "garra" che mettono in campo per andare a cercare il pallone e nel combattere con il difensore è molto simile, così come lo è anche la voglia di arrivare puntuali all'appuntamento con il gol. Sono due attaccanti veri, quasi definibili "vecchio stampo" per la loro fame del gol e la loro intensità messa in campo negli ultimi metri.