L'ex centrocampista della Juventus, Paul Pogba, in un'intervista a GQ France si è lasciato andare come non mai davanti ai riflettori.
IlPaul Pogbadel 2025 è lontano anni luce da quello che il pubblico si era abituato a conoscere. Lontano dal clamore, dai balletti celebrativi, dalle tinte sgargianti e dai riflettori. In un’intervista concessa a GQ France, il campione francese si è aperto come forse non aveva mai fatto prima, rivelando il lato più umano di una carriera tanto brillante quanto tormentata.
Paul Pogba
Un Pogba mai visto prima
"Prima di tutto, non vedo l’ora di giocare", dice con un filo di emozione. "È passato così tanto tempo".
Parole che raccontano più di una semplice pausa dal campo. Pogba si riferisce al lungo periodo vissuto lontano dal calcio giocato, segnato da una squalifica pesante, da problemi personali e da un senso di smarrimento che l’ha cambiato profondamente: "Se mi fossi preso quattro anni, avrei smesso. Mi hanno dato la pena massima, non hanno ascoltato. Tutto questo mi ha fatto cambiare. È stato come una pulizia completa."
Non solo la squalifica. Pogbaha raccontato anche la questione dell'estorsione, tenuta segreta persino alla propria famiglia: "L’ho nascosta. Nemmeno mia moglie lo sapeva. Quando tornavo a casa recitavo la parte del marito e del padre. Ma dentro mi stava consumando. Provavo a concentrarmi sul campo, ma era troppo. Il calcio rappresentava solo due ore al giorno di libertà. Quando finivano, tornava tutto".
Poi il discorso si sposta sulla prima volta a Torino. "Quando sono arrivato in Italia, mi chiamavano Balotelli. Avevo già il mohawk, le tinte, i balli celebrativi, ma anche i movimenti tecnici e tutto ciò che ne consegue. È la mia personalità, ho imparato il calcio così, per strada. In quella squadra, c'era spazio per esprimermi in modo diverso.
Indimenticabile per lui il periodo da squalificato a Torino. Alla Juventus, il club che lo ha visto esplodere, Pogba ha ricordato un aneddoto molto significativo per lui: "Portavo i miei figli a scuola, accanto al campo d’allenamento. Soffrivo troppo."
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Il difensore austriaco era passato anche dalle valutazioni di Juventus e Atalanta. Il club friulano è stato quello che ha trasformato l'opportunità in un contratto.
I nerazzurri seguono il classe 2006 per il futuro del centrocampo, ma prima viene l'operazione tra Roma e Cagliari. Il nodo Çalhanoğlu aiuta a spiegare l'interesse.