Il Genoa chiude la stagione casalinga con una prestazione meritoria, ma che non basta per avere ragione dell'Atalanta: decide l'ex Retegui.
Gol e spettacolo al Luigi Ferraris di Genova. Il Genoa di Vieira va avanti 2-1, ma nel finale di partita l'Atalanta ribalta. Decisivo ancora Retegui, che segna ancora e chiede scusa ai suoi (ex) tifosi.
PATRICK VIEIRA DA INDICAZIONI A ANDREA PINAMONTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Retegui segna sempre al Genoa: Gasp saluta, Vieira lo segue?
Senza più ambizioni di classifica, Vieira doveva dimostrare di essere un allenatore da grande squadra. E, per due terzi di gara, è stato davvero così. Il Genoa gioca una partita sontuosa, forse la migliore della stagione. Alla fine del primo tempo, gli uomini di Vieira erano avanti 2-0: ma il VAR annulla il gol di Bani per fuorigioco.
A inizio secondo tempo Sulemana (ancora lui, dopo il gol decisivo alla Roma) pareggia i conti, prima che Pinamonti (doppietta per lui) trovi finalmente il secondo gol nella serata del Grifone. Sembrava tutto pronto per una notte di festa, anche alla luce della recente retrocessione dei rivali di sempre della Samp in Serie C.
Daniel Maldini cerca di riabilitare una stagione (in realtà un semestre) sin qui complicata con il gol che pareggia i conti, prima che l'ex Retegui (sempre lui) indirizzi definitivamente la partita in direzione di Bergamo: è il quarto gol che El Tigre segna alla sua ex squadra, dopo la tripletta nell'Ottobre del 2024.
L'italo-argentino non esulta e chiede scusa ai suoi tifosi, alzando le braccia e quasi inchinandosi sotto la gradinata di quelli che una volta erano i suoi tifosi. Gasperini è matematicamente terzo in classifica, avendo dieci punti di vantaggio su Juventus e Lazio a due giornate dal termine, e domenica saluterà i suoi tifosi.
Potrebbe aver fatto la stessa cosa Vieira, anche se la sua ultima partita (forse, anche se parrebbe di no a sentire le parole del direttore sportivo Ottolini nel pre-partita) la giocherà domenica sul campo del Bologna, che in estate sicuramente sarà attenzionato da club più ambiziosi dei rossoblu. Per il tecnico francese un impatto davvero difficile da prevedere, dopo le avventure non particolarmente edificanti con Nizza, Crystal Palace e Strasburgo. Tuttavia, sei mesi di ottimo livello potrebbero non bastare per giustificarne il salto.
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