Il giovane centrocampista della Roma, Niccolò Pisilli, ha parlato ai microfoni di Cronache di Spogliatoio soffermandosi sulle emozioni del suo recente debutto.Niccolò Pisilli, centrocampista della Roma, è una delle note più positive in questo inizio da incubo della formazione ora allenata da Claudio Ranieri.
Il giovane giocatore si è raccontato ai microfoni di Cronache di Spogliatoio ed in particolare si è soffermato sul suo ultimo periodo della vita, nel quale c'è stato il suo esordio tra i grandi.
L’ESULTANZA DI NICCOLO PISILLI DOPO IL GOL ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Roma, le parole di Pisilli
Al mio primo gol in carriera ho pianto, non sono riuscito a trattenere le lacrime. Studio Scienze della Comunicazione, ho appena iniziato il secondo anno. Mi piacerebbe fare video che raccontano il calcio o magari anche l'inviato. Davanti alle telecamere sono ancora un po' in difficoltà, mi emoziono. Sono le prime volte...".
Ha un'esultanza che ripete?
"Vado di istinto, mi viene naturale. Non me ne rendo conto. Mi lascio solo trasportare dalle emozioni, come dopo aver perso la finale Scudetto in Primavera. Quella è una ferita ancora aperta. Era la fine del percorso giovanile: quando entri a 8 anni, vedi la Primavera come l'apice del percorso. Giocare la finale per uno entrato 10 anni prima era un sogno. Vincerla sarebbe stato come scrivere un pezzettino di storia".
Che cosa ha rappresentato per lei De Rossi?
"Per me era speciale, mi ha dato la possibilità di giocare. La prima partita da titolare in Serie A e di dimostrare quello che potrebbe essere il mio valore. Nonostante giocassi poco, ad ogni allenamento mi faceva tantissimi discorsi: lì mi arrivava la sua stima nei miei confronti e quello vale più di 1.000 altre cose".
Ranieri invece cosa vi ha dato?
"Ha riportato entusiasmo e molta serenità. Ha una carriera alle spalle che parla per lui, eppure si spende come fosse il suo primo progetto".
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A poche ore dall'attesissimo e suggestivo ritorno di José Mourinho da avversario della Roma allo Stadio Olimpico per la sfida di UEFA Champions League nell'ottobre 2026, un increscioso episodio di vandalismo ha macchiato l'attesa della vigilia nel cuore della Capitale. Nel rione Testaccio, feudo e simbolo della passione romanista, il celebre murale realizzato per omaggiare le gesta dello Special One è stato gravemente deturpato da ignoti, che hanno coperto il volto del tecnico portoghese con una densa colata di vernice nera, rovinando un simbolo di storia recente amato da gran parte della tifoseria.
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