Il tecnico della Roma, Claudio Ranieri, ha parlato in conferenza stampa a due giorni dalla delicata sfida interna contro il Milan di Conceicao.Claudio Ranieri, allenatore della Roma, è intervenuto in conferenza stampa a due giorni dalla difficile gara interna contro il Milan di Conceicao. Il match dell'Olimpico è di vitale importanza per i giallorossi per la corsa la quarto posto, ultimo slot valido per l'accesso alla prossima edizione della Champions League.
Sarà una gara molto sentita anche per il tecnico romano, alla 500° panchina in Serie A e all'ultima presenza nella sua casa prima di diventare un dirigente giallorosso. Si aspettano lacrime per un uomo che ha fatto la storia del calcio.
LA CURVA SUD OSANNA CLAUDIO RANIERI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Roma, le parole di Ranieri
Il mercato?
"Per il mercato ne parleremo a fine campionato, non ora. I dati parlano chiaro, vedremo il da farsi".
L'episodio?
"Resto della mia idea, parlo di uniformità di intenti e del protocollo VAR. Ci sono stati sia in Italia che in Championse errori simili e il VAR non è intervenuto. Che il presidente dell'AIA difenda l'arbitro, è giusto. Io discuto quando è chiaro ed evidente. Solo questo, ma con tranquillità".
L'ultima all'Olimpico?
"Siamo romani e romanisti, magari un altro non ha la stessa sensazione. Da ragazzo a vedere i giocatori della Roma mi batteva forte. Salire gli scalini dell'Olimpico è un emozione, con i tifosi che stanno sempre vicino. Sensazione bellissima".
La Roma può lottare per la Champions?
"Abbiamo due aperture di mercato dove saremo ristretti. Cercheremo di sbagliare il meno possibile. Poi vedremo, perché tante volte non vince la più forte, vince chi è riuscito a costruire un qualcosa. Avete visto, abbiamo giocato, credo, a viso aperto con una squadra lunedì scorso che è stata formata in nove anni. Allora mi verrebbe da dire, stiamo là. No, io dico, dobbiamo migliorare. Abbiamo iniziato a mettere le fondamenta. Piano piano costruiremo una squadra che sia un orgoglio per i tifosi".
Saelemaekers?
"Quello che il mercato non ne parlo. Per quanto riguarda me, vi devo dire che col fatto che Soulé si è adattato bene su quella fascia e lui, con Saelemaekers, aveva fatto una combinazione con Dybala meravigliosa, perché si interscambiavano la palla a 2.000 all'ora, creavano dei problemi all'avversario. Mancandogli Dybala, ho visto che non era più lo stesso e allora ho cercato di cambiare, ho cercato di dare un qualcosa in più. Ma Alexis è sempre nella mia mente, perché è un giocatore importante".
Quanto è importante l'Europa?
"È importante perché voglia arrivarci, perché pensa a dove l'abbiamo presa, quello che abbiamo fatto, i sacrifici che hanno fatto i ragazzi, la voglia, la determinazione, i tifosi. Per tutto questo è super importante. Poi dopo penserò anche che è importante per la società".
La gara contro l'Atalanta?
"C'è da dire che quando ci abbassiamo e se siamo attenti è difficile che ci facciano gol. Noi abbiamo preso il gol di Lookman proprio perché su una punizione siamo rimasti aperti e gli abbiamo fatto battere la palla inespiegabilmente. Nessuno davanti alla palla, tutti e due aperti, per cui la palla ci è sfilata in mezzo ai due. Non è una questione mia di abbassarsi, è anche la forza dell'avversario. Poi bisogna sempre vedere la forza dell'Atalanta, quella delle ripartenze. Infatti loro sono stati pericolosissimi sempre nelle ripartenze, ma così come siamo stati noi pericolosissimi. Perché se noi avessimo fatto il rigore o i gol che si sono mangiati loro e non ci saremmo mangiati noi, cioè quegli episodi positivi, saremmo a riparlare della stessa partita dell'Inter. Grande Roma, attaccato, è stata lì, concentrata, ha sbandato un poco, però alla fine ha vinto. E qui invece diciamo che la Roma si è ribassata, si è messa dietro, ha preso gol, questo è.
Mats Hummels e Paredes?
"Cosa abbiamo fatto in quelle nove partite in cui hanno giocato? Vinto. Grazie".
La squadra verrà stravolta?
"Che possiamo fare seguendo anche la linea dei giocatori che abbiamo, senza stravolgere troppo".
La Roma ha organizzato qualcosa per lei?
"Se l'hanno fatto è giusto che non me lo dicano, ma non lo so. Sono 500 in Serie A, sono contento. Anni fa ne feci mille in totale a Londra. Entrai nella Hall of Fame dei Mille e neanche lo sapevo. Per cui sono cose che rivedrò tra un mesetto. Spero di avere tempo per guardare quello che ho fatto".
C'è qualche vittima sacrificabile sul mercato?
"Onestamente ne avete parlato voi e non ne abbiamo parlato noi in società. Per cui, sapete voi, i mercati sono sempre aperti a mille situazioni. Noi cercheremo di fare del nostro meglio per dare ai tifosi una squadra competitiva. Ma è importante lo zoccolo duro, è importante la mentalità, è importante tutto quello che abbiamo costruito quest'anno. Questa è una squadra seria, una squadra che si impegna, una squadra che fa squadra. Sono giocatori che si aiutano l'uno con l'altro e noi non possiamo sbagliare i giocatori che arrivano".
Oggi è il compleanno di Bove? Lo vorrebbe rivedere nella Roma?
"Gli mando un messaggio. Non lo sapete, ma lo chiesi a José e mi disse di no, altrimenti sarebbe venuto in prestito al Cagliari. Gli auguro tutto ciò che desidera, perché è un ragazzo meraviglioso. Io non lo conosco, ma ho visto le sue interviste e basta poco per capire che tipo di intelligenza ha un giocatore o un uomo".
Redazione sportiva dedicata all’informazione calcistica. Si occupa del calcio italiano a tutti i livelli, dei principali campionati europei, di calciomercato, competizioni internazionali e approfondimenti sul mondo del calcio.
A poche ore dall'attesissimo e suggestivo ritorno di José Mourinho da avversario della Roma allo Stadio Olimpico per la sfida di UEFA Champions League nell'ottobre 2026, un increscioso episodio di vandalismo ha macchiato l'attesa della vigilia nel cuore della Capitale. Nel rione Testaccio, feudo e simbolo della passione romanista, il celebre murale realizzato per omaggiare le gesta dello Special One è stato gravemente deturpato da ignoti, che hanno coperto il volto del tecnico portoghese con una densa colata di vernice nera, rovinando un simbolo di storia recente amato da gran parte della tifoseria.
La concorrenza tra i due attaccanti offre nuove soluzioni ad Alberto Aquilani e può influenzare le strategie del club per il mercato invernale. Palmieri conferma la fiducia nell'attuale reparto offensivo.
Tripletta del francese con il Lipsia, pari dei rossoneri con il Sassuolo: i numeri non raccontano una crisi realizzativa, ma il collegamento tra centrocampo e attacco resta un tema aperto.
Il premio straordinario del Chief Football Officer bianconero verrà compensato con gli incentivi annuali fino alla stessa cifra: un meccanismo che cambia il calcolo delle remunerazioni legate ai risultati.
La sesta sconfitta consecutiva riapre il dibattito sulla panchina arancioneroverde. La presenza di due tecnici durante la sfida con l'Atalanta alimenta le ipotesi sul futuro.