Roma, le parole di Svilar
Momenti difficili?"Ci sono stati giorni in cui ero arrabbiato e frustrato. Non è facile allenarsi e non giocare per 4-5 anni. A essere onesto Oggi posso dire che mi hanno aiutato molto mentalmente. Non ho mai pensato di mollare, ma è stato difficile non portare il calcio a casa. La mia famiglia mi ha aiutato molto. Ho lavorato tanto sul fisico e su aspetti che chi gioca ogni tre giorni non può curare. Sapevo che sarebbe arrivata la mia occasione."
Con Mourinho?
"A essere onesto quando sono arrivato non mi aspettavo di giocare. Spero che sarei stato il secondo. Ma rivivere una situazione del genere, anche con gerarchie chiare, è stato duro".
Con De Rossi?
"Dopo che ho giocato a San Siro, la prima partita De Rossi rimette Rui Patricio titolare. Qualche ora prima della partita mi chiama al telefono e mi dice: "Metto Rui perché è più esperto, ma a breve arriverà il tuo momento". Ha mantenuto la sua parola.
Cosa vi chiede Gasperini?
"La massima concentrazione. Lui è abbastanza… non dico furbo, ma uno che sa come gestire la partita. Se stiamo vincendo, lui alza la soglia dell'attenzione. Sempre. Tiene di più agli allenamenti tra tutti quelli che ho avuto fino a ora. Poi la parte tattica… legge il gioco come pochi".
Prima del rinnovo con la Roma, si è mai sentito lontano dai giallorossi?
"Nelle trattative ci sono momenti difficili. Momenti in cui si dice qualcosa che non si pensa, da entrambe le parti. Però no, non ho mai pensato di lasciare la Roma".
Il meno battuto d'Europa e a detti di tanti, il migliore della Serie A. Che ne pensa?
"Non ci penso. Un'etichetta del genere non può farti perdere la concentrazione. Non mi piace neanche quando sento parlare di percentuali o statistiche".







