Roma, Totti: "Tornerò all'Olimpico. Su Gasperini e Dybala..."

DiMichele Capolupo·Pubblicato
Roma, Totti: "Tornerò all'Olimpico. Su Gasperini e Dybala..."
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L'ex capitano giallorosso Francesco Totti ha parlato ad un nuovo format di DAZN, toccando tanti temi legati al suo passato e al momento attuale della Roma. Se dici Roma, dici anche Francesco Totti. E' ancora così, e lo sarà ancora per molto tempo. L'ex capitano giallorosso è stato il protagonista di "Legends Roads", il nuovo programma su DAZN, rispondendo a tante domande sul suo passato, ma anche del presente della squadra giallorossa.

"Vengo a correre all'Olimpico, ma di nascosto"

"Per me è impossibile farlo in pace, quindi cerco di andarci la mattina presto o quando fa buio. Mi manca tanto. Se ritornerò all'Olimpico a vedere la Roma? L'ultima volta è stata tre anni fa, ma a breve ci ritornerò. Lo faccio per la gente, mi identifico in loro. Andare travestito con i baffi? No, se devo andare andrò senza travestimenti. Non sarà facile, anzi quasi impossibile."

"Napoli? Una città che paragono a Roma"

"Nel 2001 se avessimo vinto contro il Napoli loro sarebbero andati in Serie B. Abbiamo pareggiato, e così il match point fu all'Olimpico. Probabilmente era il destino: quella stagione iniziò in casa con il Bologna e finì in casa con il Parma. Maradona? Ho avuto la fortuna di conoscerlo: una persona straordinaria. Per me è stato il calcio, ho un debole per lui come penso tutto il mondo. Quando ha detto che ero il calciatore italiano più forte è stata una cosa che mi è rimasta dentro. Noi due simili? Non penso a livello di qualità, ma abbiamo avute delle vite private pesanti entrambi. Non puoi fare una passeggiata in maniera tranquilla: senti l'amore e l' affetto della gente."

"Un tifoso mi ha fermato al semaforo"

"Mi aveva riconosciuto dallo specchietto, dicendomi "guarda che t'ho visto capità". Io gli sorrido e lo saluto. Vado avanti e, durante un altro semaforo, lui si accosta e piangeva a dirotto. Mi dice che non potevo capire quello che gli avevo dato in 25 anni, dicendomi che mi amava più di sua madre. Mi dice che si è fatto l'abbonamento in Tribuna Tevere e spera che ogni domenica mi veda uscire dalle scalette: appena vede che non esco, prende e se ne va."
LA GRINTA DI GIAN PIERO GASPERINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

"Gasperini? Ancora non vedo il suo gioco, ma contano i risultati"

"Spero che il gioco possa migliorare, ma i risultati ci sono, quindi va bene così. Dybala centravanti? Non ha le caratteristiche fisiche. Può giocare nelle due mezze punte. Aldilà dell'aspetto tecnico noi due siamo diversi nel modo di giocare."

"Il capitano ha una responsabilità diversa rispetto agli altri"

"Fortunatamente conoscevo già Roma, Trigoria e dintorni. Ero diverso dagli altri, anche in campo. Salire le scale dell'Olimpico non è mai una cosa facile. Io geloso del numero 10? No, ma è un numero diverso da tutti gli altri. Va portato con la testa giusta, è difficile che a Roma qualcuno possa rimettere quel numero, ma i bambini devono sognare di indossarlo. Spero che qualcuno lo possa prendere, ma è difficile."

"De Rossi? Gli è sempre piaciuto fare l'allenatore"

"L'ho sentito: è teso, agitato. Credo che con il tempo riuscirà a far vedere le proprie qualità ed i propri pensieri. Abbiamo due caratteri diversi: io sono timido, lui è più espansivo. Se ti deve dire una cosa te la dice, io cerco di aspettare il momento giusto. Lui ha quest'obiettivo, ma io non ci riuscirei: quando dall'altra parte ti si mettono contro 20 giocatori è un problema.

"Spalletti? Mi è dispiaciuto per il rapporto che avevo con lui"

"Ci siamo riavvicinati al Bambin Gesù, lì non ho potuto dire di no. Ho accantonato tutto quello che era successo, perché l'obiettivo era un altro. Non abbiamo parlato di ciò che è successo, ma spero di poterlo fare in futuro per capire come sono andate le cose. Qualcosa è successo, e a me è dispiaciuto per il rapporto che avevo con lui. Quante volte abbiamo girato la scena della pubblicità? Quasi buona la prima. Alla Juventus potrà far bene. E' un allenatore che ti fa giocare con serenità, sa trovare sempre la soluzione. Chivu? Un ragazzo eccezionale, a Roma ci frequentavamo spesso. E' umile, con tanti valori."

"Io pronto ai 50 anni l'anno prossimo? No, è pesante"

"Mi sembra quasi finito tutto, almeno mentalmente. Hai altre responsabilità e pensieri, poi dopo i 50 anni è il giro di boa, è quasi tutto in discesa. Mi sarebbe piaciuto vivere a Madrid."  
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Michele Capolupo
Michele Capolupo

Redattori

Redattore sportivo specializzato nel mondo del calcio. Si occupa principalmente di Serie A, attualità e calcio internazionale.

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