Il gol al Mondiale ha riportato Marcus Pedersen al centro dell'attenzione granata: il terzino norvegese, a segno contro il Senegal, torna a essere un nome da valutare con attenzione per il futuro della corsia destra del Torino.
MARCUS HOLMGREN PEDERSEN (#16) DELLA NORVEGIA (FOTO DI MOLLY DARLINGTON/GETTY IMAGES)
La questione non riguarda soltanto eventuali offerte in arrivo. Per la dirigenza granata il tema è più ampio: sfruttare la visibilità internazionale del giocatore oppure blindarlo come elemento stabile della rosa.
Pedersen, il Mondiale pesa sul mercato
Pedersen è arrivato alla vetrina mondiale dopo una stagione solida in maglia Torino. Nel campionato di Serie A 2025/26 ha raccolto 29 presenze, un gol e 2194 minuti giocati, numeri che lo hanno reso una presenza concreta nelle rotazioni granata.
Il gol segnato con la Norvegia contro il Senegal, nella vittoria per 3-2, ha aggiunto un elemento nuovo al suo profilo. Un Mondiale può cambiare la percezione di un giocatore, soprattutto quando si parla di un esterno già abituato al campionato italiano e ancora in un'età pienamente spendibile sul mercato.
La Norvegia è arrivata fino ai quarti di finale, aumentando l'esposizione dei suoi giocatori. In questo contesto Pedersen ha attirato attenzione anche fuori dall'Italia, ma al momento non risultano accordi chiusi né offerte ufficiali comunicate.
Il bivio del Torino
Il contratto di Pedersen con il Torino arriva fino al 2027, con opzione per un'altra stagione. Per questo l'estate 2026 diventa un passaggio da gestire con attenzione: il club non è costretto a decidere subito, ma deve evitare di arrivare troppo vicino alla scadenza senza una linea chiara.
Le possibilità sul tavolo sono due. La prima è dare continuità al norvegese, puntando su un giocatore che conosce già la Serie A; la seconda è ascoltare eventuali sondaggi e capire se il momento post Mondiale possa trasformarsi in un'occasione economica.
È qui che nasce il vero bivio granata. Tenere Pedersen significherebbe garantire stabilità alla fascia destra, mentre cederlo aprirebbe spazio a un nuovo investimento, obbligando però il Torino a trovare rapidamente un sostituto affidabile.
Favasuli resta un nome da seguire
In caso di partenza, tra i profili graditi in casa granata c'è Costantino Favasuli del Catanzaro. Classe 2004, esterno destro, è legato al club calabrese fino al 30 giugno 2029 dopo l'arrivo a titolo definitivo dalla Fiorentina.
Favasuli rappresenta una soluzione diversa da Pedersen: più giovane, italiano e con margini di crescita. Tuttavia la sua stagione al Catanzaro ha attirato l'interesse anche di altri club, tra cui il Cagliari, un dettaglio che rende l'eventuale operazione tutt'altro che semplice.
Per il Torino non si tratterebbe quindi di una sostituzione automatica. Prima servirà capire il futuro di Pedersen, poi eventualmente muoversi su un giocatore che il Catanzaro può gestire da una posizione contrattuale forte.
Una scelta tecnica ed economica
La corsia destra può diventare uno dei punti caldi del mercato granata. Pedersen offre esperienza, conoscenza della Serie A e una visibilità rafforzata dal Mondiale; Favasuli, invece, aprirebbe una strada più giovane e italiana, ma con concorrenza e costi da valutare.
Per ora il Torino osserva. Il Mondiale ha acceso i riflettori su Pedersen, ma la decisione finale dovrà tenere insieme due esigenze: non perdere valore sul mercato e non indebolire una zona del campo già delicata. Resta da capire quale delle due strade prenderà la dirigenza granata.
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