Udinese, le parole di Runjaić
Come sta la squadra dopo la sconfitta col Monza e con tante assenze?
"La sconfitta con il Monza è stata dura da digerire, soprattutto perché arrivata in casa nostra contro l’ultima in classifica. Ci è rimasto l’amaro in bocca, eravamo frustrati e tristi, anche per l’infortunio di Jaka Bijol e quello di Martin Payero, che non sarà più disponibile fino a fine stagione. Atta e Lucca sono squalificati. Ma nonostante tutto, ci siamo allenati bene e con concentrazione. Abbiamo ragazzi validi e motivati: contro la Juventus, in uno stadio come lo Stadium, la motivazione viene da sé. Daremo tutto fino alla fine, vogliamo chiudere con buone sensazioni".
Ha avuto colloqui con la dirigenza in settimana?
"Sì, come ogni settimana. Parlo spesso con Gino Pozzo, Nani, Inler e Collavino. Discutiamo sia della partita appena giocata che del futuro. È un confronto continuo, costruttivo, positivo. Stiamo già riflettendo su cosa migliorare in vista del futuro, ma ora l’attenzione è sulle ultime due gare. Alla fine della stagione farò il mio bilancio completo".
Come giudica l’atteggiamento della squadra nelle ultime settimane?
"Dopo una buona gara col Bologna e la vittoria a Cagliari, volevamo fare bene anche col Monza. Il primo tempo, se guardiamo i dati, non è stato negativo: loro hanno fatto un solo tiro. Però ci è mancata intensità, quella voglia in più, anche nella trasmissione del gioco. Lo abbiamo detto chiaramente ai ragazzi. Abbiamo avuto occasioni, ma come spesso accaduto quest’anno, abbiamo pagato care le nostre ingenuità. Il nostro obiettivo resta quello di correggere questi errori e restare sempre concentrati".
Payero e Kamara: quali sono le loro condizioni?
"Payero ha un infortunio muscolare e ne avrà per settimane. Kamara, invece, ha un problema alla caviglia da tempo, ma sta stringendo i denti per giocare fino alla fine. Col Monza ha subito un intervento duro non fischiato, da cui è nato anche il 2-1. Da ieri si è allenato con il gruppo e sarà disponibile contro la Juve".
Vista l’emergenza, spazio a giovani come Iker Bravo e Pafundi?
"Non voglio mettergli troppa pressione. Iker Bravo, ad esempio, prima di arrivare da noi aveva giocato poco in prima squadra al Bayer. Qui ha avuto minuti e ha mostrato cose buone, ma per essere pronti per la Serie A serve continuità, fisica e mentale. Anche lui ha avuto qualche problema fisico. Pafundi è ancora più giovane, ha potenziale ma deve ancora trovare il suo percorso. Gli allenamenti sono una cosa, le partite un’altra. Hanno tempo, devono crescere con pazienza".
Il passaggio tra difesa a tre o a quattro è stato pianificato o una necessità?
"L’idea di essere duttili c’era fin dall’inizio, ma abbiamo preferito iniziare con la difesa a tre, già rodata. In base all’avversario abbiamo poi provato anche la linea a quattro. Abbiamo esterni come Ehizibue, Kamara e Zemura, abituati a entrambi i sistemi. Lavorando bene possiamo adottare entrambi i moduli, l’importante è avere l’equilibrio. I gol presi col Monza, comunque, sono arrivati per errori individuali, non per questioni di sistema".
Il presidente Pozzo ha confermato la sua fiducia: che effetto le fa?
"Fa piacere, è stato un anno intenso e difficile ma importante per la mia crescita. Per me è la prima stagione in Serie A, in un paese nuovo, e sto imparando molto. Dopo questa stagione saprò interpretare meglio certe dinamiche. Ora voglio chiudere al meglio e poi ragioneremo insieme sul futuro. Ogni calciatore ha ancora qualcosa da dimostrare in queste ultime due partite".







