L'ex centrocampista del Bari si è soffermato sul delicato momento della squadra e su alcune responsabilità dell'allenatore. Leggi con noi le parole di De Falco.
Il
Bari alle
17.15 ospiterà la
Salernitana per il 13° turno di
Serie B. Per l'occasione
De Falco, intervistato da
TuttoBari, ha analizzato quelle che sono le difficoltà della squadra e alcune responsabilità del mister
Longo.
Le parole di De Falco
Sulla Serie B.
"Questa è una serie B come ogni anno incerta e combattuta. Nonostante il Bari sia una nobile decaduta e nonostante le alte aspettative nei suoi confronti, quest’anno sta un po’ sulla falsa riga dell’anno passato, ha delle difficoltà evidenti. Non riesce ad avere continuità nei risultati e questo porta a dover combattere un campionato di medio basso livello. La squadra è costruita in realtà bene, con un giusto mix di giocatori esperti e meno esperti, un po’ quello che serve in questa categoria, ma ad oggi ancora non si è vista una squadra con una identità ben definita".
Gli errori del Bari.
"Se accade spesso lo stesso errore dove non si riesce a portare a casa il risultato dopo un iniziale vantaggio e se non si riesce a chiudere la partita prima del novantesimo, vuol dire che c’è un problema di insicurezza. Non riuscire a tener viva la partita è sinonimo di insicurezza. Sicuramente la squadra deve iniziare a credere nelle proprie qualità e deve cercare di imporre il proprio gioco.
Se ti adatti all’avversario rischi, soprattutto alla fine della gara, di perdere punti per strada per banalità. Longo? Il mister è un allenatore importante per la categoria. È un allenatore duro, che riesce ad incidere e a far valere la sua mentalità nei confronti della squadra, nonostante questo ancora non si sia visto. Può e deve dare ancora qualcosa in più".
Cosa significa giocare a Bari?
"Giocare a Bari non è come giocare per altre squadre, con tutto il rispetto per le altre. Bisogna calarsi bene nella realtà perché Bari è una piazza che pretende e merita molto, dove ci sono anche più pressioni rispetto alle altre piazze. Bisogna saper vivere sia i momenti negativi che quelli positivi con il giusto equilibrio. E i giocatori esperti sono quelli che dovrebbero insegnare questo equilibrio ai più giovani".