Fresco di ritorno in massima serie dopo una sola stagione d'assenza, il Genoa riceve complimenti da un ex eccellente che è rimasto nel cuore dei suoitifosi.
Genoa, Aguilera festante
Carlos Aguilera
Dici Pato Aguilera e, nella tifoseria del Genoa, si illuminano gli occhi. E si accendono i ricordi. Perché i supporter del Grifone non dimenticano quel ragazzo che, proveniente dall'Uruguay, ha lasciato un tesoretto di 105 presenze e 41 reti.
Così come non dimenticano quel 18 marzo 1992 quando, con Osvaldo Bagnoli in panchina e lui in campo, il Genoa mise a sedere un "certo" Liverpool in Coppa Uefa.
Quello stesso Aguilera, adesso, a La Gazzetta dello Sport, consegna l'affresco della sua felicità nel vedere i colori rossoblù ritornare sul palcoscenico principale della gerarchia calcistica tricolore. "Davanti alla tivù ho pianto - ammette- Alberto Gilardinoe Coda sono in modo particolare i simboli di questa promozione. Ero e sono felice e commosso, il Genoa rimane una parte importante della mia vita".
In Uruguay si è fatto installare l'impiantistica necessaria per non perdersi una partita dei rossoblù. Li ha seguiti passo passo, come se fosse ancora in campo con loro. E può quindi, con buona cognizione di causa, compendiare il suo giubilo con due parole: "promozione strameritata".
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