Il Venezia è stato retrocesso dalla Serie A due anni fa, ma alla fine di questa stagione potrebbe tornarci. Almeno stando alle parole di un suo difensore.
Quest'anno il Venezia ha lavorato sodo: se tutto va bene, la prossima stagione potrebbe tornare in Serie A
Parola di Giorgio Altare, 25 anni, difensore della squadra veneta arrivato in prestito dal Cagliari la scorsa estate. In un'intervista a Gianluca Di Marzio ha parlato della sua esperienza a Venezia.
Venezia, Altare: "Obiettivo Serie A"
Queste le sue parole: "Sono qui perché ci ho creduto. A Venezia si sta bene. L’obiettivo? La Serie A".
Sui compagni di squadra
"Un bel mix internazionale. A volte parlo inglese, altre provo a insegnare un po’ di bergamasco. Volevo tornare a essere protagonista, non essere uno dei tanti. So quanto valgo e desideravo potermi esprimere".
Sull'allenatore e la tifoseria
"Mi chiamava sempre per convincermi. Vanoli è il miglior allenatore avuto. I tifosi? Il nostro uomo in più. Vogliamo averli vicini. Se ci sarà bisogno, comprerò un biglietto a chi non potrà comprarselo. Cerco di trasmettere positività ai compagni.
Mi chiamano Gigante buono, mi faccio voler bene. Vedo che mi seguono e sono la mia benzina. Unione, lavoro e cura del dettaglio, il resto arriva di conseguenza".
Sulle chances di riconquistare la Serie A
"Sono convinto di poter tornare in A. Mi pongo sempre degli obiettivi, senza è inutile giocare. Sognavo la Nazionale, ma non è mai arrivata la chiamata. Rispetto ad altri che ci andavano, sono riuscito a fare carriera. E comunque la maglia azzurra resta un mio obiettivo".
Sull’attaccante avversario più forte
"Lautaro. Ma anche Pohjanpalo non scherza. La pasticceria? Alle superiori facevo l’alberghiero. Era un’alternativa nel caso in cui non ce l’avessi fatta con il calcio. Il rifiugio in montagna? Mi rilassa“.
“Ora mancano otto finali. I gol? Da piccolo mi piaceva esultare come Toni. Replicare la sua esultanza? Dai, va bene. Promesso”.