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Il Napoli batte l’Empoli e resta nella scia dell’Inter

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Lukaku

Nel posticipo del lunedì sera, il Napoli deve vincere necessariamente contro l’Empoli per provare a rimanere in scia all’Inter

Nel posticipo del lunedì sera, il Napoli deve vincere necessariamente contro l’Empoli per provare a rimanere in scia all’Inter.

Le scelte degli allenatori

Mister Conte conferma il 4-3-3: torna Meret tra i pali, al centro della difesa tocca Juan Jesus a sostituire Buongiorno, out per infortunio. Ci sono poi Mazzocchi e Gilmour al posto degli squalificati Di Lorenzo e Anguissa. In attacco ancora il tridente Politano-Lukaku-Neres.

Nei toscani, il tecnico D’Aversa nel suo 3-4-2-1 dà fiducia ancora a Marianucci in difesa, attenzionato proprio dal club partenopeo; insieme a lui e Goglichidze, è recuperato Viti. Nei quattro di centrocampo, Gyasi e Pezzella larghi con l’ex Grassi e Henderson in mezzo. In attacco giocano Fazzini e Cacace a supporto di Esposito.

Di seguito le formazioni ufficiali:

NAPOLI (4-3-3): Meret; Mazzocchi, Rrahmani, Juan Jesus, Olivera; Gilmour, Lobotka, McTominay; Politano, Lukaku, Neres. A disposizione: Turi, Scuffet, Okafor, Billing, Rafa Marin, Simeone, Ngonge, Raspadori, Hasa, Spinazzola. Allenatore: Antonio Conte

EMPOLI (3-4-2-1): Vasquez; Goglichidze, Marianucci, Viti; Gyasi, Grassi, Henderson, Pezzella; Fazzini, Cacace; Esposito. Allenatore: Roberto D’Aversa

Primo tempo

Pronti via e dopo soli 15 secondi l’Empoli è subito pericoloso. Gli azzurri toscani si fanno vedere dalle parti di Meret con un colpo di testa di Gyasi in area. I toscani al termine dell’azione reclamano un tocco di mano di Juan Jesus, ma per il direttore di gara è tutto regolare. Subito dopo il Napoli prova a costruire con un’ottima uscita dal basso del Napoli:Rrahmani libera lo spazio per Mazzocchi che poi cerca Politano in profondità, ma viene fermato da Viti. Al terzo minuto McTominay finisce a terra dopo aver subito un colpo da Viti, gli azzurri protestano giustamente per il fallo non fischiato.

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In un minuto c’è una doppia situazione interessante, sia da un lato che dall’altro: prima, al quinto minuto, Neres riceve isolato sull’out di sinistra: cross insidioso del brasiliano che viene rigettato dalla difesa toscana. Sull’altro versante, invece, dopo una ripartenza fulminea dell’Empoli, cross di Pezzella per Fazzini che pochi passi colpisce male di testa.

Senza particolari sussulti, nei primi 10 minuti, l’Empoli gioca in maniera spavalda pressando molto alto. Di contro il Napoli, accetta il pressing basso, provando verticalizzazioni improvvise per Lukaku. I padroni di casa provano a costruire: al minuto 12 Mazzocchi realizza una buona percussione centralmente, poi però sbaglia la misura del passaggio. Dopo un giro di lancette Neres-Olivera provano a connettersi, l’uruguagio però sbaglia il passaggio che avrebbe chiuso la triangolazione sull’out di sinistra.

Al quarto d’ora il Napoli conquista un calcio di punizione per un fallo di Viti su Gilmour. Della battuta si incarica Politano con un cross morbido: un flipper in area per poco non favorisce Lukaku a due metri dalla porta. Provvidenziale l’intervento di Marianucci che mette in corner.

Dopo due minuti arriva il vantaggio del Napoli: al 17′ minuto  Lukaku defilato sulla linea laterale trova una palla geniale che taglia l’Empoli in due. McTominay riceve centralmente, punta l’area e arrivato al limite trafigge Vasquez con un destro violento e preciso a incrociare. Napoli-Empoli 1-0. 

L’Empoli prova a rispondere e si rende ancora pericoloso sull’asse Pezzella-Gyasi: il primo trova il secondo in area che di testa manda alto.

Poi è ancora Napoli: Politano  si accentra sul mancino e calcia a giro, costringendo Vasquez a fare un difficile intervento. Insistono gli azzurri: dopo un fraseggio nella trequarti avversaria, Gilmour tenta il tiro dal limite ma è debole e centrale.

Al 23′ minuto prova a farsi vedere Esposito che, in area, accerchiato da tre difensori si gira sul mancino e conclude. Ma la difesa del Napoli respinge.  Pochi minuti dopo, al 27′ minuto, Politano sfila via sulla destra e fa un cross morbido di piede debole: sul secondo palo recapita Neres che schiaccia il tiro di mancino, ma Vasquez si oppone e devia in corner.

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Alla mezz’ora è l’Empoli che prova ad impensierire Meret: prima c’è un traversone a rientrare di Cacace sul secondo palo: ci arriva coi tempi giusti Marianucci che però di testa non riesce a indirizzare nello specchio della porta. Un minuto dopo  Rrahmani perde un pallone sanguinoso nei pressi dell’area: Fazzini riesce a calciare dai 16 metri ma il suo tiro finisce alto.

Il Napoli continua a risalire il campo, grazie ad un ottimo lavoro di McTominay.  Al 36′ lo scozzese illumina per Neres. Il brasiliano rientra sul piede debole e non se la sente di calciare, così va al cross che però termina direttamente sul fondo. Al minuto 39 Meret si rende protagonista di un ottimo intervento.

Su una palla vagante Esposito calcia benissimo al volo dai 25 metri: la palla s’alza e s’abbassa con il portiere azzurro che riesce a respingere in corner. Al 41′ minuto arriva la prima ammonizione della partita: Lukaku interviene in ritardo su Marianucci e si prende il giallo. Il primo tempo scorre tranquillo e, dopo un solo minuto di recupero, Fabbri fischia la fine, mandando tutti negli spogliatoi.

Secondo tempo

La ripresa inizia con il Napoli che spinge per provare a chiuderla, conquistando subito un angolo che batte Gilmour. Colpisce Juan Jesus di testa, ma la palla termina alta. Politano prova a fare incursioni ma la retroguardia dei toscani è attenta. McTominay prova a replicare la rete, ma colpisce malissimo e la palla termina altissima. Al minuto 52 Politano commette un fallo e l’Empoli può usufruire di un calcio di punizione da buona posizione. Ma viene calciata direttamente tra le braccia di Meret.

Al minuto 54 grande giocata di David Neres sul lato sinistro del campo, manda a vuoto Goglichidze e serve in area Olivera, il colpo di testa del terzino sinistro termina di pochissimo fuori.

Un minuto dopo, al 55′ minuto, arriva il raddoppio del Napoli: azione lunga e manovrata del Napoli che prima non riesce con Gilmour e Lukaku a concludere in rete ma recupera immediatamente il pallone, Politano scarica dietro a Olivera che al centro dell’area di rigore serve Lukaku, l’attaccante aggiusta il pallone ed insacca per il raddoppio

Al minuto 58 la ripresa del gioco è lenta poiché il VAR controlla un possibile tocco di mani di Juan Jesus in un rimpallo in area. Alla fine del check, al minuto 59 l’Empoli sostituisce Fazzini con Colombo.

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Il Napoli cala il tris ancora con Scott McTominay che realizza la sua doppietta personale: palla recuperata da Olivera sul lato sinistro, subito il pallone viene indirizzato a David Neres che scatta sulla fascia servendo al centro Politano, da questi il pallone a Lukaku che dal lato destro dell’area di rigore mette un pallone morbidissimo per l’incornata perfetta dello scozzese.

Lo stadio inizia a cantare intensamente: i tifosi spingono la squadra. Ancora McTominay colpisce un palo, con la porta spalancata, ancora su assist di Lukaku. I due, che giocavano insieme al Manchester United, si intendono alla perfezione e sono scatenati.

Nota negativa a 20 minuti dalla fine: Juan Jesus si strappa. E’ costretto alle cure mediche in campo. Poi viene sostituito da Rafa Marin. Da valutare le sue condizioni per le prossime due gare a Monza e, in casa, contro il Torino. Cambia anche l’Empoli: dentro Ebuehi e fuori Viti. Subito dopo Conte richiama in panchina Mazzocchi che si prende la standing ovation del pubblico e inserisce Spinazzola.

Alla ripresa del gioco David Neres accende i motori, scatta sulla fascia brucia Ebuehi e cerca Lukaku ma il sinistro del belga sfiora il palo. Alla prima interruzione di gioco, al minuto 80, continua la girandola di sostituzioni. Prima il Napoli  effettua un triplo cambio: escono Gilmour, Politano e Lukaku, entrano Billing, Ngonge e Raspadori. Poi anche D’Aversa effettua una doppia sostituzione: fuori Cacace e Henderson dentro Kovalenko e Sambia.

Il Napoli insiste e si procura una doppia chance ancora: prima McTominay ci prova al volo ed impegna Vasquez, poi David Neres che dopo 2 dribbling scarica il suo destro ma il portiere colombiano dice ancora no. Anche se lo scozzese era partito in fuorigioco e sarebbe stato inutile.
Ammonito anche Goglichidze per un fallo inutile. Negli ultimi minuti di gioco il Napoli si limita a gestire il giropalla, mentre l’Empoli prova a chiudere gli spazi di manovra dei partenopei. L’arbitro assegna 3 minuti di recupero. Il Napoli si limita a gestire e controllare il gioco. L’Empoli prova a farsi vedere dalle parti di Meret ma senza creare particolari problemi. Al triplice fischio, il Napoli ritorna a meno tre dall’Inter.

Conclusioni

Il Napoli era chiamato a rispondere alla vittoria dell’Inter. Nel posticipo del lunedì, ha affrontato un avversario caparbio e tosto come l’Empoli che, seppur con qualche defezione, aveva bisogno di importanti punti salvezza.

L’Empoli imposta una partita all’attacco, tanto da costringere il Napoli ad accettare un pressing basso, provando improvvise verticalizzazioni in avanti. In particolare su Lukaku. I primi 15 minuti trascorrono senza particolari sussulti. Al 17′ minuto McTominay porta in vantaggio il Napoli, approfittando, di un’intuizione geniale di Lukaku. 

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Dopo il vantaggio l’Empoli prova a reagire, ma il Napoli fa buona guardia.

L’unica azione che impensierisce la retroguardia azzurra è un tiro velenoso di Esposito dai 25 metri, ma Meret è attento e fa buona guardia. Il primo tempo scivola via senza particolari sussulti, se non per un’ammonizione a Lukaku che interviene in ritardo su Marianucci.

Nella ripresa il Napoli scende in campo per provare a chiuderla subito e spinge forte. L’Empoli, però, fa buona guardia. Però il Napoli nel giro di 5 minuti, la chiude con un uno- due spaventoso: prima Lukaku al 55′ e poi, ancora McTominay al 60′, calano il tris, sigillando il risultato.

Lo scozzese è scatenato e dopo essere stato innescato, ancora una volta, da Romelu Lukaku, colpisce un palo in pieno, con la porta spalancata. Purtroppo, a 20 minuti dal termine, Juan Jesus si strappa ed è costretto ad uscire. Al suo posto Rafa Marin. Le sue condizioni sono da valutare.

Cambia l’Empoli inserendo Ebuehi per Viti. E cambia ancora anche Conte che richiama Mazzocchi per inserire Spinazzola. Il pubblico dedica una standing ovation e un applauso infinito al ragazzo napoletano.

A dieci dalla fine parte la girandola di sostituzioni. Prima c’è un triplo cambio nel Napoli: escono Gilmour, Politano e Lukaku, entrano Billing, Ngonge e Raspadori. Poi anche D’Aversa effettua una doppia sostituzione: fuori Cacace e Henderson dentro Kovalenko e Sambia. Il Napoli non è domo e crea una doppia occasione: Vazquez si fa trovare pronto, ma sarebbe stato tutto inutile visto il fuorigioco di partenza di McTominay.

L’arbitro concede 3 minuti di recupero. Durante i quali, il Napoli abbassa i ritmi. L’Empoli prova a farsi vedere dalle parti di Meret ma senza creare particolari patemi. La gara finisce e il Napoli risale a meno 3 dall’Inter.

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(Foto: Depositphotos)

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Inter, Ivan Provedel vede l’esordio: la sosta gli apre spazio

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Inter, Ivan Provedel vede l'esordio: la sosta gli apre spazio

Martínez sarà impegnato con la Spagna fino al 6 ottobre, mentre l’ex Lazio resterà ad Appiano: i giorni con Chivu possono portarlo verso il primo match in nerazzurro.

Inter, Ivan Provedel vede l'esordio: la sosta gli apre spazio-2

IVAN PROVEDEL DELL’FC INTERNAZIONALE IN AZIONE DURANTE L’ALLENAMENTO AD APPIANO GENTILE (FOTO DI MATTIA PISTOIA – INTER/INTER VIA GETTY IMAGES)

Ivan Provedel si avvicina alla prima vera occasione per debuttare ufficialmente con l’Inter: durante la lunga sosta Josep Martínez sarà impegnato con la Spagna, mentre l’ex Lazio resterà ad Appiano Gentile e potrà lavorare con continuità agli ordini di Cristian Chivu in vista della ripresa contro il Parma.

La data da cerchiare è sabato 10 ottobre, quando i nerazzurri torneranno in campo a San Siro. Provedel avrà davanti diverse settimane per preparare quella partita con lo staff dell’Inter e provare a conquistarsi il primo posto da titolare della sua nuova esperienza.

Provedel aspetta il primo minuto ufficiale

L’Inter ha acquistato il portiere a titolo definitivo dalla Lazio lo scorso 8 luglio. Il classe 1994 ha firmato fino al 30 giugno 2029, portando nel reparto l’esperienza accumulata in quattro stagioni in biancoceleste e in numerosi campionati di Serie A.

L’avvio della stagione ha però visto Josep Martínez davanti nelle gerarchie. Chivu si è affidato allo spagnolo nelle prime gare ufficiali, mentre Provedel ha aspettato dalla panchina.

Il risultato è un dato molto semplice: arrivato a Milano oltre due mesi fa, l’ex Lazio deve ancora disputare il suo primo minuto ufficiale con la maglia nerazzurra.

La sosta arriva quindi in un momento particolarmente favorevole per provare a cambiare questa situazione.

Martínez parte, Provedel resta con Chivu

Martínez lascerà Appiano per raggiungere la Spagna, impegnata in quattro partite di Nations League tra il 26 settembre e il 6 ottobre. L’ultimo appuntamento sarà la trasferta contro la Croazia, appena quattro giorni prima di Inter-Parma.

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Provedel resterà invece al centro sportivo nerazzurro. Per lui significa poter trascorrere l’intera pausa lavorando direttamente con Chivu e il suo staff, senza le interruzioni legate agli impegni internazionali.

È soprattutto questo elemento a rendere diversa la situazione rispetto alle prime settimane della stagione. Il portiere avrà tempo per consolidare automatismi e intesa con il sistema dell’Inter proprio mentre il titolare utilizzato finora sarà lontano dal club.

Non si tratta soltanto di aspettare un turno di riposo per Martínez: Provedel ha davanti un periodo di lavoro nel quale può costruire concretamente la propria candidatura per la ripresa.

Due settimane per guadagnarsi il Parma

L’ex Lazio conosce già il gruppo dopo la preparazione estiva, ma la pausa gli offre una continuità di lavoro particolarmente utile.

Per un portiere arrivato da pochi mesi significa poter approfondire ulteriormente i meccanismi richiesti da Chivu, dalla costruzione dell’azione al coordinamento con la linea difensiva. Sono aspetti che acquistano ancora più importanza quando si punta a entrare nella formazione titolare.

Il Parma diventa così il primo obiettivo concreto. Martínez tornerà dagli impegni internazionali a pochi giorni dalla partita, mentre Provedel avrà preparato la ripresa interamente ad Appiano.

È la finestra che il classe 1994 aspettava dall’inizio della stagione.

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Dopo il Parma arriva subito la Champions

Anche il calendario rende questo momento importante per la gestione dei portieri.

Dopo Inter-Parma del 10 ottobre, i nerazzurri torneranno in campo già il 13 ottobre contro il Club Brugge in Champions League. Seguiranno Bologna-Inter il 17 e un altro appuntamento europeo contro lo Shakhtar Donetsk il 21.

Chivu entrerà quindi in una fase con partite ravvicinate tra campionato ed Europa. Avere Provedel pienamente inserito nelle rotazioni permetterebbe all’allenatore di disporre di un’altra soluzione pronta anche tra i pali.

L’esperienza non manca. Il portiere arriva da quattro stagioni alla Lazio e conosce sia la Serie A sia il calcio europeo. L’Inter lo ha inserito nel reparto proprio con un bagaglio molto diverso da quello di un semplice secondo chiamato a crescere alle spalle del titolare.

Provedel vede il debutto

La sosta può quindi rappresentare il passaggio che cambia l’inizio della stagione di Provedel in nerazzurro.

Martínez parte con la Spagna, l’ex Lazio resta ad Appiano e Chivu avrà diverse settimane per lavorare direttamente con lui prima della ripresa. Poi arriverà il Parma, seguito immediatamente dalla Champions League.

Dopo aver trascorso le prime gare ufficiali in panchina, Provedel ha finalmente davanti l’occasione per trasformare il lavoro quotidiano nel primo match con la maglia dell’Inter. Il 10 ottobre può diventare la data del suo debutto ufficiale.

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Serie A

Per Dybala un inizio al top: mai così tanti minuti in campo con la Roma

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Manca ancora il gol, ma per Dybala è un avvio di stagione da incorniciare: la Joya non aveva mai giocato così tanto con la Roma nelle prime cinque di campionato.

Il pareggio di ieri pomeriggio della Roma contro l’Inter ha lasciato tanto spettacolo, qualche rammarico, ma anche tante certezze in casa giallorossa. All’Olimpico è stato un autentico show da ambo le parti e, senza usare troppa retorica, uno spot per la Serie A.

La Roma ha confermato per larghi tratti di essere alla pari dei campioni d’Italia, o perlomeno di aver assottigliato di tanto il gap con la squadra nerazzurra. Alla doppietta di Konè nel primo tempo ha risposto quella di Lautaro Martinez nel secondo: ora la classifica entrambe in vetta a 13 punti assieme alla Lazio.

Il big match di ieri ha dato a Gasperini tante risposte, o meglio, tante conferme nei singoli e nel gruppo: il gioco espresso soprattutto nella prima frazione di gioco è stato a tratti dominante, come già visto nelle gare precedenti, dando anche però i soliti quindici minuti di spaesamento ad inizio ripreso che, purtroppo per i giallorossi, hanno significato la rete dell’Inter che ha riaperto la partita.

Tra le tante positive di ieri in casa giallorossa, però, ce n’è una che ormai sembra quasi non far più notizia, e a ripensarci non più tardi di sei mesi fa sarebbe stata quasi utopia: il rendimento fisico ed atletico di Paulo Dybala.

PAULO DYBALA IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Dybala, minutaggio record nelle prime cinque di campionato: meglio del 2022-23

Da quando è iniziato il campionato la Joya è rimasta in campo per 407 minuti: non era mai successo da quando il n.21 giallorosso veste la maglia giallorossa. Nella sua prima annata con la Roma (2022-23) Dybala aveva disputato 392 minuti nelle prime cinque gare di Serie A, suo record prima di questo incredibile avvio di stagione.

Nel 2023-24, invece, l’argentino era calato leggermente, con 312′, così come nella stagione seguente, quando era arrivato a 285 minuti totali. Il record negativo è stato l’anno scorso, quando con la Roma Dybala giocò solamente 106 minuti nelle prime cinque di campionato, forse il preludio della stagione più complicata in giallorosso per l’ex Juve.

Il gol, però, fatica ad arrivare: l’ultimo era arrivato contro il Torino a gennaio, durante la gara con il Torino in cui per la prima volta si è potuta ammirare la coppia formata dal sudamericano e da Donyell Malen. Poi i continui problemi fisici, culminati con l’operazione chirurgica al ginocchio e conclusi con un finale di stagione da assoluto protagonista.

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Già durante la preparazione estiva Dybala aveva già fatto intravedere quella che sarebbe potuta essere la sua stagione: nei test amichevoli il n.21 era già sembrato uno dei più in forma di tutto il gruppo, confermato anche dallo stesso Gasperini: pochi giorni fa il tecnico della Roma lo aveva definito “una bestia”. E fa sorridere se pensiamo che solo qualche mese fa proprio le condizioni fisiche di Dybala hanno rischiato di mettere in dubbio il futuro dell’argentino nella capitale.

Dybala ha ricominciato da dove aveva finito, o forse addirittura meglio. Sì, perché se è vero che la rete ancora non si è gonfiata, è altrettanto vero che i suoi passaggi hanno aiutato i compagni a farlo per lui: infatti per la Joya sono già quattro gli assist in questa stagione.

Ora c’è la sosta: la Roma riscenderà in campo l’11 ottobre a casa del Como, gara che inaugurerà un vero e proprio tour de force per i giallorossi tra campionato e Champions. Dybala (che è stato lasciato a casa dal CT dell’Argentina Scaloni) avrà l’occasione di riprendere un po’ di fiato migliorando se possibile ancor di più la sua condizione fisica a Trigoria sotto gli occhi di Gasperini. Come affermato dallo stesso Gasperini le rotazioni saranno praticamente inevitabili, ma ad un Dybala in un tale stato di grazia sarà difficile rinunciare.

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Serie A

Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso

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Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso

Un punto in quattro giornate ha portato al cambio in panchina. Il nuovo tecnico firmerà fino al 2028, ma il suo nome era nei piani di Sartori già da tempo.

Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso-2

DOMENICO TEDESCO, ALLENATORE DEL BOLOGNA FC, DELUSO DOPO UN CARTELLINO ROSSO (FOTO DI FABIO PATAMIA/GETTY IMAGES)

Le ore di riflessione a Casteldebole hanno portato alla svolta: dopo un punto raccolto nelle prime quattro giornate, il Bologna ha deciso di cambiare guida tecnica e ripartire da Raffaele Palladino al posto di Domenico Tedesco. Una scelta maturata rapidamente nelle ultime ore, ma non improvvisata, perché Palladino era da tempo uno dei principali obiettivi di Giovanni Sartori.

Il quadro è cambiato nel giro di ventiquattro ore. Il 15 settembre Tedesco aveva incontrato i vertici rossoblù per analizzare l’avvio senza vittorie; oggi il club ha scelto una nuova direzione affidandosi a un allenatore già seguito in passato dalla propria area tecnica.

Un punto in quattro giornate cambia lo scenario

I numeri spiegano la svolta. Dopo quattro turni il Bologna è 16° con un punto, senza vittorie e con appena due gol segnati.

I rossoblù hanno perso 1-0 contro Lazio, Atalanta e Napoli, raccogliendo l’unico punto nel 2-2 con il Sassuolo. Proprio contro i neroverdi sono arrivate le sole reti stagionali, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.

Il cambio arriva inoltre appena dodici giorni dopo le parole dell’amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 4 settembre, parlando del nuovo corso, aveva spiegato: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà».

Tedesco era arrivato soltanto il 2 giugno 2026, firmando fino al 2028 con opzione per un’altra stagione. L’avvio da un punto in quattro partite ha però cambiato rapidamente lo scenario costruito durante l’estate.

Palladino, la scelta del Bologna non nasce oggi

Se la decisione su Tedesco è maturata nelle ultime ore, il nome di Palladino ha radici molto più lontane.

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Sartori aveva già individuato nell’ex tecnico di Monza e Fiorentina un profilo adatto al Bologna due anni fa, nel momento della ricerca del successore di Thiago Motta. Il suo nome è tornato poi nelle valutazioni della dirigenza anche durante l’ultima estate.

Il club ha quindi cambiato allenatore in poche ore, ma non ha scelto il sostituto in poche ore. Palladino era un obiettivo già conosciuto e studiato da Sartori, circostanza che ha permesso ai rossoblù di accelerare una volta presa la decisione di interrompere il percorso con Tedesco.

Nelle valutazioni per la panchina c’era anche Igor Tudor, considerato il piano alternativo. La priorità di Sartori è rimasta però Palladino, fino all’intesa raggiunta per aprire il nuovo ciclo.

Bologna-Palladino, 2 milioni a stagione e contratto fino al 2028

Anche la struttura dell’accordo chiarisce la prospettiva scelta dal club. Palladino guadagnerà 2 milioni di euro a stagione e firmerà un contratto fino al 2028, con un’opzione per prolungare il rapporto fino al 2029.

La clausola è legata ai risultati: l’opzione per il 2029 scatterà in caso di qualificazione del Bologna alle competizioni europee.

Non si tratta quindi di una soluzione pensata soltanto per gestire l’attuale momento di difficoltà. La durata dell’accordo lega il tecnico a un progetto pluriennale, con l’Europa inserita direttamente tra le condizioni che possono prolungare il rapporto.

Prima di iniziare la nuova esperienza, Palladino ha definito anche la separazione dal precedente contratto con l’Atalanta.

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Dal progetto Tedesco al primo esame di Palladino

Il calendario non concede molto tempo al nuovo allenatore. Il prossimo appuntamento è Bologna-Torino, in programma sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara.

Palladino prende una squadra ancora senza vittorie, con un punto e due reti segnate dopo quattro giornate. Il suo primo compito sarà quindi interrompere subito un avvio che ha convinto il club a cambiare una scelta compiuta appena tre mesi fa.

Ieri a Casteldebole il futuro di Tedesco era ancora al centro delle valutazioni. Oggi la risposta è arrivata: il Bologna riparte da Palladino, il tecnico che Sartori aveva già cercato in passato e sul quale ha deciso di costruire il nuovo corso.

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