Serie A
Udinese, Runjaic: “Dobbiamo essere svegli e veloci. Lecce forte in transizione, non possiamo permetterci distrazioni”
Lecce-Udinese, venerdì alle 20:45 al Via del Mare: le ultime sulle formazioni e le dichiarazioni di mister Runjaic in conferenza stampa
Venerdì alle 20.45 l’Udinese sarà di scena al Via del Mare per sfidare il Lecce. Mister Kosta Runjaic, in conferenza stampa, ha analizzato lo stato di forma della squadra friulana in vista del match.
Udinese, le parole di Runjaic
Momento ottimo, ora però bisogna trovare continuità. Davis come sta?: “E’ stata una settimana migliore rispetto alla scorsa, si è potuto allenare due volte con la squadra, è di nuovo a disposizione. Sappiamo che ha ancora bisogno di tempo per ritornare al tempo, abbiamo però fatto un passo avanti, penso oggi andrà tutto bene in allenamento e verrà con noi a Lecce. Sulla costanza, come già detto nelle scorse settimane, lavoriamo su quello, sulla stabilità della prestazione. Non può sempre funzionare tutto, ma i meccanismi, come ci presentiamo come squadra in trasferta, lavoriamo su quello, il Lecce è una squadra molto forte, sappiamo cosa ci aspetta, è bene avere tutte queste scelte”.
Maggior tranquillità vuol dire anche trovare nuovi stimoli: “Nell’ultima settimana siamo stati stabili, abbiamo affrontato le ultime partite da squadra, siamo più tranquilli, è evidente il passo in avanti. Dal punto di vista tecnico però si possono migliorare tante cose, anche dal punto di vista individuale. Ci siamo comunque fatti scappare alcune occasioni contro l’Empoli, proprio su questo c’è ancora da lavorare, da stare più concentrati, cercando di superare i nostri limiti, dobbiamo sempre essere concentrati sul nostro obiettivo. Lavoriamo intensamente su questo con la squadra, c’è sempre un potenziale per migliorare, nel calcio non si può mai essere tranquilli. Se diamo qualcosa in meno può andare tutto male, dovremo correre molto, giocare come squadra, mettendo gioia nel giocare. I ragazzi stanno crescendo insieme, possiamo ancora crescere. Anche dal punto di vista individuale c’è un’alta qualità, questo si vede sempre di più, dobbiamo continuare così per migliorare come squadra”.
Come si può migliorare nel gioco e fare un finale di campionato degno di nota?: “L’uno contro uno è elemento molto importante nel calcio, quando si hanno duelli bisogna far sì che tutto vada bene. A sinistra Kamara ed Ekkelenkamp possono coordinarsi ancora di più, aumentando l’intesa. Anche a destra si può crescere. Possiamo migliorare nella comunicazione, stiamo migliorando, ora comunichiamo in modo più attivo. Siamo molto soddisfatti della situazione, affrontiamo il Lecce, che è forte in transizione, sul lato destro hanno giocatori rapidi, hanno un attaccante che corre ed è bravo a sprintare, dobbiamo proprio evitare queste situazioni, non perdere la palla e reagire subito, soprattutto quando si tratterà di difendere. Dobbiamo essere svegli e veloci, attenti, non dovremo ignorare niente”.
Pafundi?: “E’ un grande talento, è ancora giovane, deve ancora allenarsi. Deve assorbire tutto, tutte le informazioni che gli diamo dentro e fuori dal campo. Può prendere esempio e imparare dai giocatori più esperti. Credo che proprio questa disponibilità a imparare sia un fattore fondamentale, può migliorare anche fisicamente e per questo c’è bisogno di allenamenti anche individuali. Ad oggi non può giocare dall’inizio, giocherebbe magari bene ma ci sono ragazzi con più esperienza. Lui però è sulla buona strada, abbiamo visto che ha un grande talento, ma quello è una cosa, il carattere è un altro aspetto, lui però è sulla buona strada, bisogna solo avere pazienza e continuare a lavorare. A volte si fallisce proprio quando si ha poca pazienza, si possono prendere decisioni che non fanno bene alla sua carriera. Farà un grande salto in avanti nel tempo, dobbiamo continuare a lavorare e migliorare la resilienza. Poi sicuramente accumulerà i suoi minuti, magari arriveremo al punto in cui giocherà dall’inizio, siamo però ancora nella fase di osservazione. Siamo soddisfatti di come si allena, è molto concentrato, stiamo lavorando proprio sui dettagli”.
Situazione infortuni: “Okoye non si allena ancora con la squadra, credo che una tra due settimane, potrà di nuovo prendere parte agli allenamenti. Toure sta recuperando, ci vorranno mesi affinchè torni a disposizione. Speriamo che vada tutto bene e possa fare passi avanti”.
A salvezza ottenuta, quale può essere l’obiettivo dell’Udinese?: “Credo che i giocatori abbiano una motivazione intrinseca, vogliono migliorare, fare minuti. Non c’è bisogno dell’allenatore per motivarli, basta guardare alla classifica, vogliamo fare il massimo, non possiamo rilassarci, anzi dobiamo utilizzare questo momento per accumulare quanti più minuti possibile. Conosciamo la statistica degli ultimi mesi, ogni ragazzo vuole migliorare, discutiamo tanti obiettivi con la squadra, lavoriamo su questi”.
Quanto ha inciso l’inserimento di Solet?: “Eravamo consapevoli della sua qualità, la domanda è come far sì che la sua qualità possa essere portata sul campo. Credo che siamo riusciti a lavorare su questo e sul suo impatto nella Serie A. Anche dal punto di vista umano è un ragazzo tranquillo, gioca bene, ha un buon fisico. Lavoriamo affinchè migliori sempre di più, dà molto alla squadra dal punto di vista dell’intelligenza di gioco, della forza. Ho parlato con lui, da giovane ha giocato anche in mediana, quindi è in grado di fare buoni passaggi, di guidare la squadra, credo che lavori molto bene con Bijol. Fin dall’inizio hanno lavorato molto bene insieme, ha dato stabilità alla squadra. E’ un giocatore molto competente, spero rimanga in forma e che la sua prestazione migliori sempre di più. Conto l’Empoli forse ha sottovalutato alcune situazioni, parliamo molto con lui, voglio vedere ancora di più da parte sua, perché quando le cose vanno bene è un conto, quando ci sono delle difficoltà un altro”.
Training 💪⚽️ pic.twitter.com/dtNUejZGEa
— Udinese Calcio (@Udinese_1896) February 19, 2025
Serie A
Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso
Un punto in quattro giornate ha portato al cambio in panchina. Il nuovo tecnico firmerà fino al 2028, ma il suo nome era nei piani di Sartori già da tempo.

DOMENICO TEDESCO, ALLENATORE DEL BOLOGNA FC, DELUSO DOPO UN CARTELLINO ROSSO (FOTO DI FABIO PATAMIA/GETTY IMAGES)
Le ore di riflessione a Casteldebole hanno portato alla svolta: dopo un punto raccolto nelle prime quattro giornate, il Bologna ha deciso di cambiare guida tecnica e ripartire da Raffaele Palladino al posto di Domenico Tedesco. Una scelta maturata rapidamente nelle ultime ore, ma non improvvisata, perché Palladino era da tempo uno dei principali obiettivi di Giovanni Sartori.
Il quadro è cambiato nel giro di ventiquattro ore. Il 15 settembre Tedesco aveva incontrato i vertici rossoblù per analizzare l’avvio senza vittorie; oggi il club ha scelto una nuova direzione affidandosi a un allenatore già seguito in passato dalla propria area tecnica.
Un punto in quattro giornate cambia lo scenario
I numeri spiegano la svolta. Dopo quattro turni il Bologna è 16° con un punto, senza vittorie e con appena due gol segnati.
I rossoblù hanno perso 1-0 contro Lazio, Atalanta e Napoli, raccogliendo l’unico punto nel 2-2 con il Sassuolo. Proprio contro i neroverdi sono arrivate le sole reti stagionali, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Il cambio arriva inoltre appena dodici giorni dopo le parole dell’amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 4 settembre, parlando del nuovo corso, aveva spiegato: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà».
Tedesco era arrivato soltanto il 2 giugno 2026, firmando fino al 2028 con opzione per un’altra stagione. L’avvio da un punto in quattro partite ha però cambiato rapidamente lo scenario costruito durante l’estate.
Palladino, la scelta del Bologna non nasce oggi
Se la decisione su Tedesco è maturata nelle ultime ore, il nome di Palladino ha radici molto più lontane.
Sartori aveva già individuato nell’ex tecnico di Monza e Fiorentina un profilo adatto al Bologna due anni fa, nel momento della ricerca del successore di Thiago Motta. Il suo nome è tornato poi nelle valutazioni della dirigenza anche durante l’ultima estate.
Il club ha quindi cambiato allenatore in poche ore, ma non ha scelto il sostituto in poche ore. Palladino era un obiettivo già conosciuto e studiato da Sartori, circostanza che ha permesso ai rossoblù di accelerare una volta presa la decisione di interrompere il percorso con Tedesco.
Nelle valutazioni per la panchina c’era anche Igor Tudor, considerato il piano alternativo. La priorità di Sartori è rimasta però Palladino, fino all’intesa raggiunta per aprire il nuovo ciclo.
Bologna-Palladino, 2 milioni a stagione e contratto fino al 2028
Anche la struttura dell’accordo chiarisce la prospettiva scelta dal club. Palladino guadagnerà 2 milioni di euro a stagione e firmerà un contratto fino al 2028, con un’opzione per prolungare il rapporto fino al 2029.
La clausola è legata ai risultati: l’opzione per il 2029 scatterà in caso di qualificazione del Bologna alle competizioni europee.
Non si tratta quindi di una soluzione pensata soltanto per gestire l’attuale momento di difficoltà. La durata dell’accordo lega il tecnico a un progetto pluriennale, con l’Europa inserita direttamente tra le condizioni che possono prolungare il rapporto.
Prima di iniziare la nuova esperienza, Palladino ha definito anche la separazione dal precedente contratto con l’Atalanta.
Dal progetto Tedesco al primo esame di Palladino
Il calendario non concede molto tempo al nuovo allenatore. Il prossimo appuntamento è Bologna-Torino, in programma sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara.
Palladino prende una squadra ancora senza vittorie, con un punto e due reti segnate dopo quattro giornate. Il suo primo compito sarà quindi interrompere subito un avvio che ha convinto il club a cambiare una scelta compiuta appena tre mesi fa.
Ieri a Casteldebole il futuro di Tedesco era ancora al centro delle valutazioni. Oggi la risposta è arrivata: il Bologna riparte da Palladino, il tecnico che Sartori aveva già cercato in passato e sul quale ha deciso di costruire il nuovo corso.
Serie A
Bologna, Tedesco in bilico: le ore che cambiano lo scenario a Casteldebole
Il futuro di Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna si è complicato nel giro di poche ore: alla fiducia filtrata in mattinata è seguita, nel pomeriggio, una serie di valutazioni interne sulla sua posizione. Nessun esonero, però, è stato ufficializzato.

DOMENICO TEDESCO, CT DEL BELGIO, DURANTE LA PARTITA DI UEFA NATIONS LEAGUE TRA ITALIA E BELGIO (FOTO DI EMMANUELE CIANCAGLINI/GETTY IMAGES)
Bologna-Tedesco, cosa cambia nel giro di poche ore
La mattinata del 15 settembre si è aperta con il confronto previsto a Casteldebole tra il tecnico e i vertici rossoblù. Sul tavolo l’avvio negativo in campionato e, soprattutto, la prestazione offerta nella sconfitta contro il Napoli.
Le prime indiscrezioni descrivevano ancora una società intenzionata ad analizzare la crisi insieme al proprio allenatore, senza mettere subito in discussione la panchina. Nel corso del pomeriggio, tuttavia, lo scenario è diventato più delicato: sarebbero emerse valutazioni sulla posizione di Tedesco all’interno del club.
Il condizionale resta d’obbligo su questo punto. Il tecnico non è stato esonerato e, al momento della pubblicazione, non esiste un comunicato ufficiale del Bologna che annunci una separazione.
Un punto in quattro giornate: i numeri della crisi rossoblù
A spiegare l’aumento della pressione è soprattutto la classifica. Dopo quattro giornate di Serie A 2026/27, il Bologna occupa il 16° posto con un punto, senza vittorie e con appena 2 gol segnati.
Il percorso è netto: 0-1 contro la Lazio, 0-1 con l’Atalanta, 2-2 contro il Sassuolo e 0-1 a Napoli. Tre sconfitte di misura, ma anche tre gare chiuse senza segnare.
Il dato offensivo resta il più evidente. Le uniche reti rossoblù sono arrivate nel pareggio con il Sassuolo, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Dopo il ko del Maradona, anche il vice allenatore Andrea Tarozzi ha riconosciuto il problema: «Abbiamo creato troppo poco, anche rispetto alle nostre ultime partite».
Le parole di Fenucci, undici giorni prima
Il possibile cambio di scenario pesa ancora di più alla luce di quanto dichiarato dal club a inizio settembre. Il 4 settembre l’amministratore delegato Claudio Fenucci aveva definito la stagione un anno di ricostruzione, indicando la top 10 come possibile traguardo e chiedendo pazienza per il nuovo corso.
Sul tecnico, in particolare, era stato chiaro: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà». Tedesco, del resto, è arrivato a Bologna soltanto il 2 giugno 2026, con un contratto fino al 30 giugno 2028 e opzione per un’ulteriore stagione.
Un eventuale cambio dopo quattro giornate rappresenterebbe quindi una svolta molto anticipata rispetto al progetto impostato appena tre mesi fa.
Il Torino sullo sfondo, ma prima la scelta su Tedesco
Il prossimo impegno di campionato sarà Bologna-Torino, sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara. Tedesco, sulla carta, deve ancora scontare la seconda delle due giornate di squalifica ricevute dopo l’espulsione contro il Sassuolo, sanzione accompagnata da un’ammenda di 5.000 euro.
Dopo quanto emerso il 15 settembre, però, il primo interrogativo non riguarda più soltanto la sua presenza fisica in panchina contro i granata. Il Bologna deve prima decidere se proseguire con l’allenatore a cui, undici giorni fa, aveva pubblicamente promesso tempo, oppure cambiare strada dopo un avvio da un punto in quattro giornate.
La posizione di Tedesco è ormai un tema concreto in casa rossoblù. L’esonero, invece, resta al momento un’ipotesi e non un fatto ufficiale.
Serie A
Como-Parma, le probabili: Kean dal 1′ dopo la Champions
Le probabili formazioni di Como-Parma. Fabregas applica il turnover con Kean e Rodriguez, Cuesta conferma la difesa a tre.

LA GRINTA DI CARLOS CUESTA CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Turnover Como, Fabregas ruota gli uomini dopo l’Europa
Archiviata la storiche e dispendiosa serata di Champions League, il Como si rituffa nel campionato con la necessità di gestire le energie psicofisiche dell’organico. Cesc Fabregas ha predisposto una serie di avvicendamenti in tutti i reparti per affrontare il Parma. In difesa, davanti all’estremo difensore Butez, Kempf si candida a far rifiatare Chalobah al fianco di Ramon, mentre le corsie esterne vedranno il probabile debutto dal primo minuto del giovane Kaiki a sinistra e l’impiego di Smolcic a destra.
In mediana si ricompone la cerniera composta da Perrone e Da Cunha per garantire equilibrio. Sulla trequarti, a supporto della punta centrale Moise Kean, agira il tridente formato da Jesus Rodriguez al posto di Diao, Nico Paz al centro e la conferma dell’ispirato Baturina sulla fascia sinistra.
Le scelte del Parma, Cuesta insiste sulla difesa a tre
Sul fronte opposto, il tecnico del Parma Carlos Cuesta appare orientato a proseguire con il modulo tattico a tre difensori. A protezione del portiere Corvi agirà la linea composta da Troilo al centro, affiancato da Delprato sul centro-destra e da Diego Carlos sul centro-sinistra, con quest’ultimo in vantaggio nel ballottaggio con Valenti.
La linea di centrocampo vedrà Britschgi e Valeri presidiare le corsie esterne, mentre la regia sarà affidata all’alternanza tra Keita e Ordonez, con Fabbian a garantire gli inserimenti offensivi. In attacco restano aperti i dubbi principali. Lo staff emiliano valuta l’impiego del tandem formato da Romero e Toure, pur mantenendo viva l’ipotesi di confermare dal primo minuto l’ottimo stato di forma di Lontani.
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