Serie A
Udinese, Runjaic: “Chi non è soddisfatto può andare via. Il Verona? Sarà ostico come l’anno scorso”
L’Udinese affronterà lunedì alle ore 18:00 l’ Hellas Verona al Bluenergy Stadium per la prima giornata di Serie A. In conferenza stampa mister Kosta Runjaic.

fans of udinese calcio during Udinese Calcio vs FC Internazionale, italian Serie A soccer match in Udine, February 02 2020 – LPS/Alessio Marini
Udinese: le dichiarazioni di Runjaic
Inizio conferenza stampa (14.02).
Si ricomincia, che stagione si aspetta e come vede il gruppo al di là del mercato?
“Prima di tutto siamo contenti di poter cominciare a giocare in campionato, abbiamo già giocato la prima gara ufficiale fornendo una prestazione solida contro la Carrarese. Ovviamente l’Hellas Verona è un altro livello, la preparazione è stata intensa e lunga, dobbiamo portare ora in campo quanto fatto in allenamento. Vogliamo cominciare con il piede giusto, per riuscirci dovremo fare molto, giocando bene e reagendo agli attacchi del Verona. La scorsa stagione appartiene al passato, non vorrei spenderci troppe parole, un buon inizio in generale fa bene, abbiamo cominciato bene l’anno scorso e abbiamo avuto anche un po’ di fortuna, la fortuna però la si cerca”.
Il Verona l’anno scorso vi ha creato problemi, non gli avete mai segnato:
“Anche il Napoli non ci è riuscito, la dice lunga sulle capacità dell’Hellas. Hanno un gioco energico, molto basato sui duelli, noi dobbiamo essere pronti e preparati, pronti a determinate situazioni. Dobbiamo muoverci ancora di più senza palla per attaccarli, difendono bassi, questo sarà necessario per segnare, ora dobbiamo tradurlo sul campo. Mi aspetto che il Verona sia ostico da affrontare come l’anno scorso, hanno cambiato alcuni giocatori ma la filosofia di gioco resta”.
Come sta Ekkelenkamp? Kamara lunedì in panchina scelta tecnica o era acciaccato?
“Zemura ha fatto un po’ meglio rispetto a Kamara in preparazione, a mio avviso. E’ un ragazzo importante per la squadra, ho avuto un bel colloquio con lui, sa che è importante e ci serve. Non c’era un motivo particolare sulla sua assenza. Per quanto riguarda Ekkelenkamp invece si unirà alla squadra per la rifinitura, non vogliamo però rischiare troppo, vedremo se sarà il caso di portarlo con noi”.
Dobbiamo aspettarci novità per lunedì?
“Non voglio cambiare troppo per ora, abbiamo fornito una prestazione solida in Coppa e ora vogliamo ripeterci”.
Bertola e Goglichidze possono insidiare un buon Palma?
“Bertola purtroppo si è portato un infortunio e ha perso parte della preparazione, sta crescendo ora. Goglichidze anche è arrivato non al meglio, stanno entrambi lavorando per arrivare al top della forma. Sono giocatori di talento, hanno tutta la nostra fiducia, sono adatti a come vogliamo giocare. Gli stiamo dando il tempo necessario, quando si passa a un livello superiore serve sempre tempo per adattarsi, ma questo non vuol dire che non possano giocare in breve tempo. Sono qui per lavorare e lo stanno facendo bene. Palma ha fatto un buon precampionato, sono soddisfatto della sua evoluzione ora vedremo come si procederà nella sua crescita”.
Davanti siete ancora contati, la preoccupa?
“Abbiamo Davis, Bayo e Iker Bravo, tre ragazzi che sanno cosa bisogna fare e ci puntiamo. Stiamo cercando nuovi ragazzi, magari qualche ufficialità arriverà a breve, ma anche se fosse lunedì non avrebbero potuto esserci, però per il fine settimana dopo vogliamo essere pronti”.
Altri infortunati?
“Forse c’è un altro giocatore ma non vi svelo il nome, perché magari potrebbe anche esserci, abbiamo affrontato una preparazione dura. Magari un giocatore che ora non è al massimo, in un paio di giorni è di nuovo a posto. Valuteremo se sia il caso di rischiare, vedremo se Ekkelenkamp ci saranno così come un altro paio di ragazzi”.
Cosa non ha funzionato con Sanchez? Con Brenner? Dispiaciuto di aver perso Pafundi?
“In un’intervista ho già detto che abbiamo analizzato la scorsa stagione e che in generale prendiamo le decisioni insieme ai ragazzi, come con Pafundi. Abbiamo trovato una buona squadra per farlo migliorare e se riuscirà a integrarsi troverà più minuti, è già migliorato molto rispetto a gennaio e ora pensiamo di aver trovato una buona soluzione. Un giocatore di qui, con grande talento, ha già fatto apparizioni in prima squadra, però se non basta serve un piano B e questo è la Sampdoria. Quando tornerà potrà dare un contributo importante alla nostra squadra. Per quanto riguarda Sanchez non ho molto da aggiungere, avevamo grandi aspettative, è arrivato con un infortunio, poi non è stato soddisfatto per la sua stagione, c’è stato qualche problemino. Lui continua ad essere dell’Udinese, lui vuole giocare di più per il giocatore che è, ma non possiamo garantirglielo. Noi stiamo lavorando così come lui, c’è ancora qualche giorno per trovare una soluzione soddisfacente per tutti, lunedì non sarà con noi perchè la situazione è ancora in evoluzione. Si sta allenando in maniera soddisfacente e ora si è unito al gruppo e può effettuare allenamenti più mirati, vedremo cosa succederà prossima settimana. Brenner? Alcuni ragazzi hanno avuto alti e bassi senza la curva di crescita che ci saremmo aspettati, non ha giocato con la Carrarese e ha espresso il desiderio di partire per giocare. Ha fatto una bella preparazione, ha giocato molto in amichevole. Lunedì ho fatto altre scelte concedendo uno spezzone a Pafundi per vederlo ancora una volta prima di scegliere cosa fare per il suo futuro. Non trattengo qui giocatori che non sono soddisfatti, voglio gioatori in grado di stimolare la concorrenza e che danno tutto per poter giocare, voglio una concorrenza sana. Abbiamo gerarchie chiare con Karlstrom capitano, Lovric vicecapitano e un consiglio della squadra che sa comunicare agli altri cosa voglia dire giocare per l’Udinese, ci servono ancora un paio di giocatori, ma pensiamo ora a chi c’è”.
Quanto ci vorrà per vedere Miller e Piotrowski?
“Non c’è una formula magica, Miller è giovane ma ha già tante partite tra i grandi, ora vive una nuova avventura, ha cominciato bene, magari ci sarà una flessione nella sua crescita, ma deve pensare a lavorare. E’ un giocatore di grande talento, aumenta la qualità della squadra e ne sono molto contento, però poi ci sono anche i meccanismi della squadra e deve inserirsi. Ha capito rapidamente nei primi giorni cosa vogliamo da lui, siamo ottimisti che senza infortuni il suo inserimento sarà rapido, lunedì ci sarà. Piotrowski è un giocatore pronto, ha esperienza, ha giocato in competizioni europee. Poi ovviamente c’è differenza tra Serie A e campionato bulgaro. Dovrà lavorare ogni giorno per conquistarsi il posto, ha giocato nel Ludogorets che è una squadra dominante in Bulgaria, non penso abbia dovuto sempre dare il massimo e con tutto il rispetto la Serie A è un campionato diverso”.
Atta lunedì ha fatto la differenza:
“Atta è giocatore di qualità, ha fatto bene lunedì, ci aspettiamo che lui si assuma ancora più responsabilità sul campo. Lui deve farsi carico di una parte della squadra, è un centrocapista offensivo a tutto campo che può fare la differenza, può segnare e quest’anno deve mostrarlo. In Coppa Italia ha fatto la differenza, deve continuare così lunedì, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Deve dare il contributo con la sua personalità”.
E’ convinto che possa essere l’annata di Kristensen come centrale?
“Abbiamo trovato una buona soluzione per sostituire Bijol come centrale a 3, ma può giocare anche a 4. Abbiamo provato la posizione in allenamento e abbiamo preso la decisione di provarlo lì, abbiamo testato in quella posizione anche Kabasele, Kristensen può fare il braccetto se serve. Vogliamo che ottenga una certa costanza in quel ruolo, l’anno scorso all’inizio abbiamo cambiato spesso la catena difensiva e vogliamo trovare quest’anno costanza. Anche Kristensen come Atta è giovane, è alla terza stagione in Serie A con la maglia dell’Udinese e ci aspettiamo che continui a fare passi avanti”.
Fine conferenza stampa (14.29).
Serie A
Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso
Un punto in quattro giornate ha portato al cambio in panchina. Il nuovo tecnico firmerà fino al 2028, ma il suo nome era nei piani di Sartori già da tempo.

DOMENICO TEDESCO, ALLENATORE DEL BOLOGNA FC, DELUSO DOPO UN CARTELLINO ROSSO (FOTO DI FABIO PATAMIA/GETTY IMAGES)
Le ore di riflessione a Casteldebole hanno portato alla svolta: dopo un punto raccolto nelle prime quattro giornate, il Bologna ha deciso di cambiare guida tecnica e ripartire da Raffaele Palladino al posto di Domenico Tedesco. Una scelta maturata rapidamente nelle ultime ore, ma non improvvisata, perché Palladino era da tempo uno dei principali obiettivi di Giovanni Sartori.
Il quadro è cambiato nel giro di ventiquattro ore. Il 15 settembre Tedesco aveva incontrato i vertici rossoblù per analizzare l’avvio senza vittorie; oggi il club ha scelto una nuova direzione affidandosi a un allenatore già seguito in passato dalla propria area tecnica.
Un punto in quattro giornate cambia lo scenario
I numeri spiegano la svolta. Dopo quattro turni il Bologna è 16° con un punto, senza vittorie e con appena due gol segnati.
I rossoblù hanno perso 1-0 contro Lazio, Atalanta e Napoli, raccogliendo l’unico punto nel 2-2 con il Sassuolo. Proprio contro i neroverdi sono arrivate le sole reti stagionali, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Il cambio arriva inoltre appena dodici giorni dopo le parole dell’amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 4 settembre, parlando del nuovo corso, aveva spiegato: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà».
Tedesco era arrivato soltanto il 2 giugno 2026, firmando fino al 2028 con opzione per un’altra stagione. L’avvio da un punto in quattro partite ha però cambiato rapidamente lo scenario costruito durante l’estate.
Palladino, la scelta del Bologna non nasce oggi
Se la decisione su Tedesco è maturata nelle ultime ore, il nome di Palladino ha radici molto più lontane.
Sartori aveva già individuato nell’ex tecnico di Monza e Fiorentina un profilo adatto al Bologna due anni fa, nel momento della ricerca del successore di Thiago Motta. Il suo nome è tornato poi nelle valutazioni della dirigenza anche durante l’ultima estate.
Il club ha quindi cambiato allenatore in poche ore, ma non ha scelto il sostituto in poche ore. Palladino era un obiettivo già conosciuto e studiato da Sartori, circostanza che ha permesso ai rossoblù di accelerare una volta presa la decisione di interrompere il percorso con Tedesco.
Nelle valutazioni per la panchina c’era anche Igor Tudor, considerato il piano alternativo. La priorità di Sartori è rimasta però Palladino, fino all’intesa raggiunta per aprire il nuovo ciclo.
Bologna-Palladino, 2 milioni a stagione e contratto fino al 2028
Anche la struttura dell’accordo chiarisce la prospettiva scelta dal club. Palladino guadagnerà 2 milioni di euro a stagione e firmerà un contratto fino al 2028, con un’opzione per prolungare il rapporto fino al 2029.
La clausola è legata ai risultati: l’opzione per il 2029 scatterà in caso di qualificazione del Bologna alle competizioni europee.
Non si tratta quindi di una soluzione pensata soltanto per gestire l’attuale momento di difficoltà. La durata dell’accordo lega il tecnico a un progetto pluriennale, con l’Europa inserita direttamente tra le condizioni che possono prolungare il rapporto.
Prima di iniziare la nuova esperienza, Palladino ha definito anche la separazione dal precedente contratto con l’Atalanta.
Dal progetto Tedesco al primo esame di Palladino
Il calendario non concede molto tempo al nuovo allenatore. Il prossimo appuntamento è Bologna-Torino, in programma sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara.
Palladino prende una squadra ancora senza vittorie, con un punto e due reti segnate dopo quattro giornate. Il suo primo compito sarà quindi interrompere subito un avvio che ha convinto il club a cambiare una scelta compiuta appena tre mesi fa.
Ieri a Casteldebole il futuro di Tedesco era ancora al centro delle valutazioni. Oggi la risposta è arrivata: il Bologna riparte da Palladino, il tecnico che Sartori aveva già cercato in passato e sul quale ha deciso di costruire il nuovo corso.
Serie A
Bologna, Tedesco in bilico: le ore che cambiano lo scenario a Casteldebole
Il futuro di Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna si è complicato nel giro di poche ore: alla fiducia filtrata in mattinata è seguita, nel pomeriggio, una serie di valutazioni interne sulla sua posizione. Nessun esonero, però, è stato ufficializzato.

DOMENICO TEDESCO, CT DEL BELGIO, DURANTE LA PARTITA DI UEFA NATIONS LEAGUE TRA ITALIA E BELGIO (FOTO DI EMMANUELE CIANCAGLINI/GETTY IMAGES)
Bologna-Tedesco, cosa cambia nel giro di poche ore
La mattinata del 15 settembre si è aperta con il confronto previsto a Casteldebole tra il tecnico e i vertici rossoblù. Sul tavolo l’avvio negativo in campionato e, soprattutto, la prestazione offerta nella sconfitta contro il Napoli.
Le prime indiscrezioni descrivevano ancora una società intenzionata ad analizzare la crisi insieme al proprio allenatore, senza mettere subito in discussione la panchina. Nel corso del pomeriggio, tuttavia, lo scenario è diventato più delicato: sarebbero emerse valutazioni sulla posizione di Tedesco all’interno del club.
Il condizionale resta d’obbligo su questo punto. Il tecnico non è stato esonerato e, al momento della pubblicazione, non esiste un comunicato ufficiale del Bologna che annunci una separazione.
Un punto in quattro giornate: i numeri della crisi rossoblù
A spiegare l’aumento della pressione è soprattutto la classifica. Dopo quattro giornate di Serie A 2026/27, il Bologna occupa il 16° posto con un punto, senza vittorie e con appena 2 gol segnati.
Il percorso è netto: 0-1 contro la Lazio, 0-1 con l’Atalanta, 2-2 contro il Sassuolo e 0-1 a Napoli. Tre sconfitte di misura, ma anche tre gare chiuse senza segnare.
Il dato offensivo resta il più evidente. Le uniche reti rossoblù sono arrivate nel pareggio con il Sassuolo, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Dopo il ko del Maradona, anche il vice allenatore Andrea Tarozzi ha riconosciuto il problema: «Abbiamo creato troppo poco, anche rispetto alle nostre ultime partite».
Le parole di Fenucci, undici giorni prima
Il possibile cambio di scenario pesa ancora di più alla luce di quanto dichiarato dal club a inizio settembre. Il 4 settembre l’amministratore delegato Claudio Fenucci aveva definito la stagione un anno di ricostruzione, indicando la top 10 come possibile traguardo e chiedendo pazienza per il nuovo corso.
Sul tecnico, in particolare, era stato chiaro: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà». Tedesco, del resto, è arrivato a Bologna soltanto il 2 giugno 2026, con un contratto fino al 30 giugno 2028 e opzione per un’ulteriore stagione.
Un eventuale cambio dopo quattro giornate rappresenterebbe quindi una svolta molto anticipata rispetto al progetto impostato appena tre mesi fa.
Il Torino sullo sfondo, ma prima la scelta su Tedesco
Il prossimo impegno di campionato sarà Bologna-Torino, sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara. Tedesco, sulla carta, deve ancora scontare la seconda delle due giornate di squalifica ricevute dopo l’espulsione contro il Sassuolo, sanzione accompagnata da un’ammenda di 5.000 euro.
Dopo quanto emerso il 15 settembre, però, il primo interrogativo non riguarda più soltanto la sua presenza fisica in panchina contro i granata. Il Bologna deve prima decidere se proseguire con l’allenatore a cui, undici giorni fa, aveva pubblicamente promesso tempo, oppure cambiare strada dopo un avvio da un punto in quattro giornate.
La posizione di Tedesco è ormai un tema concreto in casa rossoblù. L’esonero, invece, resta al momento un’ipotesi e non un fatto ufficiale.
Serie A
Como-Parma, le probabili: Kean dal 1′ dopo la Champions
Le probabili formazioni di Como-Parma. Fabregas applica il turnover con Kean e Rodriguez, Cuesta conferma la difesa a tre.

LA GRINTA DI CARLOS CUESTA CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Turnover Como, Fabregas ruota gli uomini dopo l’Europa
Archiviata la storiche e dispendiosa serata di Champions League, il Como si rituffa nel campionato con la necessità di gestire le energie psicofisiche dell’organico. Cesc Fabregas ha predisposto una serie di avvicendamenti in tutti i reparti per affrontare il Parma. In difesa, davanti all’estremo difensore Butez, Kempf si candida a far rifiatare Chalobah al fianco di Ramon, mentre le corsie esterne vedranno il probabile debutto dal primo minuto del giovane Kaiki a sinistra e l’impiego di Smolcic a destra.
In mediana si ricompone la cerniera composta da Perrone e Da Cunha per garantire equilibrio. Sulla trequarti, a supporto della punta centrale Moise Kean, agira il tridente formato da Jesus Rodriguez al posto di Diao, Nico Paz al centro e la conferma dell’ispirato Baturina sulla fascia sinistra.
Le scelte del Parma, Cuesta insiste sulla difesa a tre
Sul fronte opposto, il tecnico del Parma Carlos Cuesta appare orientato a proseguire con il modulo tattico a tre difensori. A protezione del portiere Corvi agirà la linea composta da Troilo al centro, affiancato da Delprato sul centro-destra e da Diego Carlos sul centro-sinistra, con quest’ultimo in vantaggio nel ballottaggio con Valenti.
La linea di centrocampo vedrà Britschgi e Valeri presidiare le corsie esterne, mentre la regia sarà affidata all’alternanza tra Keita e Ordonez, con Fabbian a garantire gli inserimenti offensivi. In attacco restano aperti i dubbi principali. Lo staff emiliano valuta l’impiego del tandem formato da Romero e Toure, pur mantenendo viva l’ipotesi di confermare dal primo minuto l’ottimo stato di forma di Lontani.
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