Google celebra Giovanna Boccalini Barcellona, femminista e partigiana italiana, fondò la prima squadra di calcio femminile. Sfidando gli stereotipi e il regime.
Su numerose testate ieri è rimbalzato il nome e l’approfondimento su una figura italiana non nota ai più, ma decisamente importante:
Giovanna Boccalini Barcellona.
Se tante ragazze oggi possono praticare il loro sport del cuore è anche grazie al suo impegno e alla sua dedizione.
Chi è Giovanna Boccalini Barcellona
Nata a Lodi il 24 settembre 1901
Giovanna Boccalini Barcellona si forma come educatrice, ma il suo impegno maggiore è l’attivismo: lotta per l’uguaglianza di genere e i diritti delle donne. In più, dopo lo scoppio della guerra, si unisce alla Resistenza Italiana come partigiana.
È medaglia d’oro per aver fatto parte del Comitato di Liberazione Nazionale Lombardo.
Il Gruppo calcistico femminile
Alla fine del 1932
Giovanna Boccalini Barcellona fonda la prima squadra di calcio femminile, insieme ad altre appassionate: il
Gruppo calcistico femminile milanese, noto come
Gfc. Al giorno d'oggi può sembrare nulla di che, ma al tempo era sicuramente un atto intraprendente e rivoluzionario nonché poco benvisto. Infatti dopo l’iniziale permesso di
Leandro Arpinati, capo sia del
CONI che della
FIGC, con l'obbligo di giocare a porte chiuse, venne dato il divieto totale dal regime fascista. Il ruolo della donna non era questo.
Alle ragazze della squadra è stata
intitolata una via nel 2021, all’interno del
Parco Sempione.
La partita mancata
Dopo 90 anni, per ricordare e riscattare le squadre femminili da questo divieto, lo scorso
15 aprile è stata giocata una partita che richiama un match mancato del
Gfc contro l’
Alessandria, dovuto proprio allo stop imposto dal regime.
Giovanna Boccalini Barcellona e la sua eco
Viste
le lotte ancora in corso e i diritti ancora da conquistare, sicuramente il ricordo di
Giovanna Boccalini Barcellona può influenzare e dare forza alle guerriere di oggi. Sperando che, un giorno, non ci sia più bisogno di fare battaglia.