Il paraguaiano piace ai rossoblù per rinforzare la mediana. Il suo Mondiale racconta un centrocampista dinamico, più orientato alla pressione e alle transizioni che alla regia
MATÍAS GALARZA DEL PARAGUAY ESULTA DOPO AVER SEGNATO IL RIGORE DURANTE LA LOTTERIA DEI CALCI DI RIGORE IN FIFA WORLD CUP 2026 (FOTO DI ROBERT CIANFLONE/GETTY IMAGES)
Il Bologna segue con attenzione Matías Galarza Fonda per rinforzare un centrocampo ancora da completare. Il classe 2002 si è fatto notare con il Paraguay al Mondiale, ma il suo profilo non ricalca quello di Remo Freuler: offre più aggressività e movimento, mentre lo svizzero garantisce soprattutto ordine e gestione del gioco.
Ed è una distinzione che aiuta a inquadrare l'interesse rossoblù. Galarza non sarebbe una fotocopia di Freuler, ma un'alternativa dalle caratteristiche diverse per una mediana a cui il Bologna vuole aggiungere un nuovo elemento.
La mediana in cima alla lista del Bologna
Domenico Tedesco ha indicato pubblicamente il centrocampo tra i reparti da completare. In parallelo resta aperta la situazione di Freuler, arrivato a scadenza di contratto e ancora chiamato a decidere il proprio futuro.
Galarza può agire davanti alla difesa, ma dà il meglio quando ha libertà di muoversi, uscire in pressione e accompagnare l'azione. Mancino naturale, all'occorrenza si adatta anche da interno o mezzala.
Non è insomma un regista puro, chiamato a reggere da solo il possesso. Il suo è un calcio più diretto: cerca il duello, prova a riconquistare subito il pallone e tende ad accelerare la giocata dopo il recupero.
I numeri del Mondiale
Al Mondiale Galarza ha giocato quattro partite da titolare, restando in campo per 388 minuti, con un gol e un assist nel bilancio personale.
La rete è arrivata contro la Turchia dopo poco più di un minuto e ha regalato al Paraguay un successo per 1-0. Contro la Germania, invece, è stato il suo cross da sinistra a innescare il colpo di testa con cui Julio Enciso ha sbloccato la sfida, poi vinta dai sudamericani ai rigori.
Il torneo racconta anche il suo lavoro senza palla. Il paraguaiano ha preso parte a 72 duelli vincendone 34, ha completato 12 dei 17 interventi difensivi e ha subìto nove falli, spia della sua presenza nelle zone più calde del campo.
In costruzione ha invece completato 78 passaggi su 110, con una precisione vicina al 71%: un dato influenzato dal gioco verticale del Paraguay, ma che conferma quanto il suo profilo sia lontano da quello dell'organizzatore basso.
Perché può servire a Tedesco
La dote principale di Galarza è l'intensità. Accorcia sul portatore, segue lo sviluppo dell'azione e prova a trasformare ogni recupero in una ripartenza immediata.
Sono qualità che darebbero ai felsinei una soluzione preziosa nelle transizioni e nelle gare in cui serve alzare la pressione in mezzo al campo. Il piede sinistro, poi, aggiunge linee di passaggio diverse nello sviluppo della manovra.
Il contesto ideale sarebbe al fianco di un centrocampista più ordinato in fase di costruzione: lì il paraguaiano avrebbe la libertà di uscire dalla posizione, inserirsi e sfruttare il proprio dinamismo senza doversi caricare l'intera gestione del gioco.
Dal River alla possibile pista italiana
Galarza è di proprietà del River Plate, a cui è legato fino alla fine del 2028. Nella prima parte del 2026 ha giocato in prestito all'Atlanta United, dove ha raccolto dieci presenze prima della pausa per il Mondiale.
Chiusa l'esperienza in MLS, il centrocampista è rientrato al River. Le prestazioni con il Paraguay ne hanno alzato la visibilità e riaperto la porta a un trasferimento nella sessione estiva.
Sul giocatore si sono mossi anche il Getafe e alcune società della Saudi Pro League, ma per il Bologna il punto resta il profilo tecnico. Galarza non sostituirebbe Freuler replicandone le funzioni: porterebbe corsa, pressione e verticalità a una mediana in cerca di soluzioni nuove. Le prossime settimane diranno se l'interesse rossoblù si tradurrà in qualcosa di più.
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