Calciomercato Milan, sale la curiosità dei tifosi per quelle che saranno le future mosse nel mese di gennaio quando riapriranno i battenti delle contrattazione e prenderà ufficialmente vita il mercato invernale. La dirigenza rossonera ha le idee ben chiare, andiamole a leggere qui di seguito nel dettaglio.
La
dirigenza rossonera ha una visione molto chiara e precisa in merito al prossimo futuro. Il ritorno di
Ivan Gazidis in Italia ha fatto tirare un forte sospiro di sollievo, l'Amministratore Delegato sta rispondendo al meglio alle cure oncologiche effettuate a New York per il carcinoma alla gola. E' quindi sua intenzione mettersi immediatamente al lavoro per la definizione del nuovo stadio, fino a qui seguito dal Presidente
Scaroni.
Ma non solo, Gazidis insieme a
Paolo Maldini e
Frederic Massara inizierà a ricontattare nuovamente calciatori ed agenti per i delicati e brucianti rinnovi contrattuali, si va da
Kessie a
Romagnoli, da
Bennacer a
Theo Hernandez fino ad arrivare a
Rafael Leao. Verranno effettuate attente valutazioni senza cedere minimamente al volere dei procuratori, ergo rimarrà solo chi avrà a cuore le sorti del Milan e sarà disposto a sudare per la maglia.
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Calciomercato Milan, le trattative aperte

Il mercato del Milan a gennaio sarà mirato, scevro da grandi colpi proprio perchè la dirigenza è convinta di avere una rosa completa e competitiva. La posizione in classifica, nonostante le parecchie defezioni, sembrerebbe dare ragione all'operato di Maldini & Co, ma saranno fatte ulteriori valutazioni da qui a dicembre.
Osservati speciali
Olivier Giroud e
Zlatan Ibrahimovic le cui condizioni finalmente sembrano essere migliori rispetto a qualche settimana fa. Se i due "vecchietti" in attacco staranno bene e non accuseranno problemi gravi, difficilmente il Milan ricorrerà sul mercato per fare arrivare un ulteriore attaccante. C'è pur sempre
Pietro Pellegri, al momento una scommessa, in grado di entrare.
Si sta parlando in questi di giorni di
Belotti, ma anche di
Icardi, nomi comunque difficili da portare a gennaio. Nel primo caso
Urbano Cairo chiederebbe un conguaglio economico, cosa che Maldini non è disposto a concedere siccome l'attaccante della nazionale italiana dal primo febbraio è libero di accasarsi con chiunque a
parametro zero. Per quanto riguarda Icardi le cifre del trasferimento sono elevate e serve tempo.
Ancora da valutare la situazione di
Lorenzo Lucca, forte attaccante del
Pisa su cui ci sono gli occhi anche da parte della
Juventus. Il Milan guarderà coin attenzione anche l'evoluzione di
Lorenzo Colombo, prodotto del settore giovanile rossonero, ora in prestito alla
Spal.
Ritocchi a centrocampo

Come sappiamo, il futuro di
Franck Kessie è sempre più in bilico. L'ivoriano sembra non volere rinnovare con il Milan reo di offrire troppo poco rispetto alle richieste dell'agente
Atangana che pretende per il suo assistito un ingaggio da
8 milioni di euro. Riteniamo però molto improbabile che il giocatore possa abbandonare il Milan a gennaio, anche perchè avrà altro da pensare. In palio c'è la
Coppa d'Africa e sia lui che
Bennacer saranno impegnati a giocarsela.
Al Milan quindi per il mese di gennaio rimarrebbero
Bakayoko e
Tonali, con
Krunic che all'occorrenza potrebbe dare manforte. Orbene, possiamo sostenere che se il Milan a gennaio fosse ancora in lotta per la
Champions League, si potrebbe pensare ad un arrivo anticipato del già rossonero
Yacine Adli con un pagamento di un conguaglio al
Bordeaux. Difficile pensare che i rossoneri ricorrano al mercato per acquistare un altro centrocampista avendo in giro anche
Pobega.
Un rinforzo sulla trequarti

Il colpo più probabile sarà quello di un trequartista. Abbiamo visto che durante l'assenza di
Brahim Diaz nè Krunic nè
Daniel Maldini non hanno saputo dare quel qualcosa in più voluto da Pioli. probabile quindi che si riprendano i discorsi con
Romain Faivre che al Milan verrebbe al volo. Il francese era vicinissimo ai rossoneri già in estate e sembra che la trattativa di fatto non si sia mai interrotta.
Del tutto infondate le voci su
Isco, lo spagnolo non è nelle mire della dirigenza per gli alti costi di gestione e l'età non più giovane.