Calciomercato
Calciomercato Milan, perchè piace Onyedika
Calciomercato Milan, la dirigenza rossonera sarebbe orientata sempre più verso il giovanissimo centrocampista. Andiamone a vedere le caratteristiche tecniche.
La dirigenza ha virato in maniera decisa su Raphael Onyedika, centrocampista di proprietà del Midtjylland. Una scelta ragionata, il capo scout Geoffrey Moncada avrebbe infatti segnalato il ragazzo alla dirigenza in tempi non sospetti. Sappiamo infatti che l’attività di scouting è molto attiva in casa rossonera ed è considerata sempre più importante in un momento economico dove vige la sostenibilità.
Ovviamente uno dei motivi principali che ha fatto propendere l’ago della bilancia a favore del nigeriano è il prezzo contenuto. Il classe 2001 costa infatti una cifra intorno ai 6-7 milioni di euro.
Calciomercato Milan, le caratteristiche
Onyedika è un centrocampista già perfettamente formato fisicamente. Nonostante i suoi 185 centimetri di altezza, è un giocatore veloce ed abbastanza agile nei movimenti.
Sa giocare perfettamente davanti alla difesa intercettando una notevole quantità di palloni commettendo peraltro pochi errori. Difficilmente tende ad innamorarsi del pallone, sa sempre cosa fare e come servire al meglio il compagno più libero senza necessariamente forzare la giocata.
Onyedika ricorda per caratteristiche proprio lo stesso Franck Kessie partito per la Spagna poco tempo fa. Muscoli e cervello al servizio del tecnico Stefano Pioli. Un ragazzo che avrà ovviamente bisogno di integrarsi e crescere, ma che pare già sufficientemente “navigato” per essere utilizzato quasi subito.
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE QUESTO ARTICOLO >>> Milan, sirene inglesi per Bakayoko: spunta un altro club interessato
Calciomercato
Inter-Stankovic, solo 15 minuti: gennaio passa dalle scelte di Chivu
Il centrocampista è tornato a Milano per 23 milioni dopo l’ottima stagione al Club Brugge, ma finora ha trovato pochissimo spazio. Le prossime settimane saranno decisive per cambiare le gerarchie.

ALEKSANDAR STANKOVIC DELL’INTER (FOTO DI LUCA ROSSINI/NURPHOTO VIA GETTY IMAGES)
Aleksandar Stankovic è tornato all’Inter in estate dopo una stagione da protagonista al Club Brugge, ma il suo nuovo capitolo nerazzurro è iniziato con pochissimo spazio: appena 15 minuti nelle prime sei partite tra tutte le competizioni.
Il contrasto è evidente. L’Inter ha investito 23 milioni di euro per riportarlo a Milano e gli ha fatto firmare un contratto fino al 2031, mentre sul campo Cristian Chivu lo ha utilizzato pochissimo.
Le prossime settimane serviranno quindi a capire se il serbo riuscirà a entrare stabilmente nelle rotazioni prima che un nuovo prestito possa diventare un’opzione per gennaio.
Inter, 23 milioni per riportare Stankovic a Milano
Il ritorno del centrocampista non è stato un semplice rientro alla base. Dopo averlo ceduto al Club Brugge nell’estate 2025, l’Inter ha esercitato il diritto di riacquisto fissato a 23 milioni di euro e lo ha legato al club fino al 30 giugno 2031.
La scelta è arrivata dopo una stagione di alto livello in Belgio. Con il Brugge il serbo ha disputato 55 partite in tutte le competizioni, segnando 9 gol e servendo 5 assist. In Champions League ha raccolto 14 presenze, 3 reti e 2 assist, contribuendo anche alla conquista del titolo belga.
Stankovic è così tornato a Milano con una dimensione diversa rispetto a quella con cui aveva lasciato l’Inter: non più soltanto un prodotto del settore giovanile, ma un centrocampista reduce da una stagione completa tra campionato e Champions League.
Da protagonista in Belgio a 15 minuti con l’Inter
L’inizio della stagione ha però raccontato una realtà molto diversa.
Stankovic ha debuttato ufficialmente con la prima squadra nerazzurra il 22 agosto, entrando all’83’ al posto di Piotr Zielinski nella vittoria per 4-1 contro il Monza a San Siro. Successivamente ha trovato un altro breve spazio contro l’Udinese.
Il bilancio dopo sei partite è di appena 15 minuti complessivi. Tra i giocatori di movimento a disposizione di Chivu è quello con il minutaggio più basso: Henrikh Mkhitaryan, che lo precede nella graduatoria dei meno utilizzati, è già a quota 69.
È soprattutto il confronto con la stagione precedente a rendere significativo il dato. Al Club Brugge il classe 2005 giocava con continuità anche in Champions League; all’Inter deve invece conquistarsi spazio all’interno di una mediana con una concorrenza decisamente maggiore.
Jones aumenta la concorrenza a centrocampo
L’arrivo di Curtis Jones ha aggiunto un’altra soluzione alle rotazioni di Chivu. In mezzo al campo i nerazzurri possono contare anche su Hakan Calhanoglu, Nicolò Barella, Petar Sucic, Piotr Zielinski e Henrikh Mkhitaryan.
Per Stankovic la strada verso un minutaggio regolare è quindi più stretta rispetto a quella avuta in Belgio. Il serbo può agire davanti alla difesa e occupare altre posizioni della mediana, ma deve guadagnarsi spazio in un reparto profondo.
Chivu, inoltre, conosce bene il giocatore per averlo già allenato nella Primavera nerazzurra. In estate l’Inter ha scelto di trattenerlo anche davanti a una proposta da circa 40 milioni di euro del Brentford, confermando quanto il club consideri importante il suo percorso.
Le prossime settimane possono cambiare le gerarchie
Il minutaggio iniziale non chiude però il discorso. Con l’aumento degli impegni tra Serie A e Champions League, Chivu dovrà allargare le rotazioni e Stankovic avrà nuove possibilità per conquistare spazio.
È questo il passaggio decisivo della sua stagione. Se inizierà a essere utilizzato con maggiore continuità, i 15 minuti delle prime sei partite resteranno soltanto la fotografia di un avvio complicato. Se invece il suo impiego resterà marginale anche durante il periodo più intenso del calendario, la questione del futuro tornerà inevitabilmente d’attualità.
Per un centrocampista reduce da 55 presenze con il Club Brugge la continuità resta fondamentale. E l’Inter dovrà trovare il punto di equilibrio tra la necessità di avere alternative in una rosa impegnata su più competizioni e quella di non interrompere la crescita di un giocatore sul quale ha investito 23 milioni.
Gennaio dipende soprattutto dai prossimi mesi
Un nuovo prestito può quindi diventare una soluzione per la finestra invernale, ma soltanto se la situazione resterà invariata.
L’Inter non ha programmato l’uscita di Stankovic: il centrocampista è tornato per giocarsi le proprie possibilità con Chivu e il club ha respinto offerte importanti durante l’estate. Gennaio entrerà realmente nel discorso soltanto se, arrivati a dicembre, il serbo continuerà a trovare poco spazio.
Il punto, oggi, è molto più semplice: Stankovic deve trasformare i 15 minuti iniziali in un ruolo più stabile nell’Inter. Le prossime settimane diranno se riuscirà a farlo o se a gennaio il prestito tornerà davvero sul tavolo.
Calciomercato
Valentín Carboni, l’Inter paga i minuti: la logica dietro il prestito
Il Racing può incassare 200mila dollari ogni quattro presenze valide dell’argentino. I nerazzurri finanziano la continuità di un giocatore che resta interamente di loro proprietà.

VALENTIN CARBONI DEL RACING CLUB CONTENDE IL PALLONE A IGNACIO PAIS DEL BANFIELD (FOTO DI RODRIGO VALLE/GETTY IMAGES)
Il prestito di Valentín Carboni al Racing segue una logica quasi opposta a quella tradizionale: invece di incassare per la cessione temporanea, l’Inter paga quando il proprio giocatore accumula minuti. Il club argentino può ricevere 200mila dollari ogni quattro partite in cui il classe 2005 resta in campo almeno 20 minuti, mentre non dispone di alcun diritto di riscatto sul cartellino.
Dietro questa formula c’è una strategia precisa. I nerazzurri finanziano minutaggio, recupero competitivo e sviluppo di un calciatore sotto contratto fino al 2029. Il denaro va al Racing, ma la crescita sportiva di Carboni resta patrimonio dell’Inter.
Come funziona il bonus da 200mila dollari
Carboni è arrivato al Racing l’8 gennaio 2026, dopo il rientro anticipato dal prestito al Genoa. L’accordo iniziale con l’Inter prevedeva una permanenza ad Avellaneda fino al 31 dicembre 2026, senza costo per il prestito e senza opzione di acquisto.
La particolarità riguarda il cosiddetto derecho de vidriera.
Per ogni blocco di quattro partite da almeno 20 minuti, il club argentino riceve dai nerazzurri 200mila dollari. Le gare non devono necessariamente essere consecutive.
Il primo pagamento è già maturato. Carboni aveva raggiunto la quarta presenza valida il 14 febbraio contro il Banfield, dopo aver accumulato minuti anche contro Gimnasia, Rosario Central e Tigre.
Contro l’Argentinos Juniors, invece, era rimasto in campo soltanto un minuto, insufficiente per far avanzare il conteggio.
L’accordo si allunga fino al 2027
Racing e Inter hanno definito il prolungamento del prestito fino alla fine del 2027, mantenendo il meccanismo economico legato al minutaggio.
Con il precedente termine fissato a dicembre 2026, Carboni sarebbe rientrato formalmente a Milano quasi in coincidenza con la fase finale della riabilitazione. La nuova durata gli permette invece di restare nello stesso ambiente durante il passaggio più delicato: dal recupero medico al ritorno stabile nelle partite.
Cosa compra davvero l’Inter
I nerazzurri pagano soltanto quando Carboni raggiunge una determinata soglia di utilizzo. L’Inter sta quindi investendo direttamente sui minuti di un proprio giocatore.
Il primo vantaggio è la continuità.
In una rosa costruita per competere ai vertici della Serie A e in Europa, garantire al classe 2005 una lunga sequenza di partite sarebbe più complicato. Al Racing può invece ritrovare progressivamente spazio senza occupare un posto nelle rotazioni nerazzurre.
Il secondo vantaggio riguarda lo sviluppo. Partite, ritmo e responsabilità permettono a Carboni di accumulare esperienza competitiva e all’Inter di seguirne la crescita attraverso un campione di minuti molto più significativo.
Il terzo riguarda il valore del cartellino. Più continuità e rendimento aumentano le opzioni a disposizione dei nerazzurri, sia sul piano tecnico sia sul mercato. Il club sostiene il percorso di crescita senza cedere alcun diritto sul giocatore.
L’infortunio ha reso i minuti ancora più importanti
Prima dello stop Carboni aveva disputato cinque partite per complessivi 204 minuti con il Racing.
A fine febbraio, durante un allenamento, ha riportato la rottura completa del legamento crociato anteriore del ginocchio destro e una lesione parziale del collaterale esterno.
L’argentino ha scelto di operarsi e svolgere la riabilitazione in Argentina, rimanendo all’interno dell’ambiente Racing.
Dopo un infortunio di questa gravità il recupero non termina con il ritorno agli allenamenti. Carboni deve ritrovare ritmo gara, intensità e continuità attraverso le partite.
Il prolungamento fino al 2027 evita un altro cambio di ambiente proprio durante questa fase e permette al club argentino di accompagnarlo dal recupero fisico al pieno ritorno all’attività agonistica.
Racing guadagna, il cartellino resta all’Inter
Il punto che completa la logica dell’operazione è l’assenza di un diritto di riscatto.
Il Racing riceve un bonus quando Carboni raggiunge le soglie di minutaggio previste, ma non dispone di una cifra prestabilita per acquistarlo definitivamente.
Il giocatore resta legato all’Inter fino al 30 giugno 2029.
Questo lascia ai nerazzurri il controllo sul passo successivo. Al termine dell’esperienza argentina l’Inter avrà un Carboni con un percorso di recupero completato e nuovi minuti alle spalle, potendo decidere se inserirlo nel progetto tecnico oppure utilizzare il suo valore sul mercato.
L’Inter paga per trasformare i minuti in valore
I 200mila dollari non sono semplicemente il costo di un prestito insolito.
Sono un incentivo costruito attorno all’obiettivo principale dell’operazione: far giocare Carboni.
Il Racing ha un motivo sportivo ed economico per concedergli spazio, il giocatore può ricostruire continuità dopo il lungo stop e l’Inter sviluppa un talento che continua a essere di sua proprietà.
È questa la logica del prestito “al contrario”: l’Inter paga il Racing per i minuti di Carboni, perché quei minuti servono a far crescere un patrimonio che resta nerazzurro.
Calciomercato
Juventus, Neto per l’emergenza portieri: Di Gregorio può riaprire il mercato
La Juventus valuta Neto dopo l’infortunio di Grabara: il brasiliano è la pista più concreta tra gli svincolati, mentre Di Gregorio fatica a trovare spazio al Bournemouth.

MICHELE DI GREGORIO DELLA JUVENTUS ESULTA DOPO IL GOL DEL COMPAGNO KENAN YILDIZ (FOTO DI VALERIO PENNICINO/GETTY IMAGES)
Il ko di Grabara riapre il mercato dei portieri
Il 19 settembre Grabara ha riportato in allenamento un trauma distorsivo al ginocchio destro. Gli esami al J|medical hanno evidenziato una lesione del legamento crociato anteriore.
La Juventus non ha ancora comunicato i tempi di recupero. L’infortunio basta comunque a costringere la dirigenza a rivedere subito le alternative tra i pali.
Il polacco aveva debuttato appena due giorni prima, titolare nel 5-0 contro il NEC Nijmegen in Europa League. Dal suo lancio lungo era nata anche l’azione dell’1-0 di Nico Gonzalez.
Tra le soluzioni a parametro zero torna così d’attualità Neto, 37 anni, senza contratto dopo l’esperienza al Botafogo. Il brasiliano conosce già Torino: tra il 2015 e il 2017 ha collezionato 22 presenze in bianconero.
Non c’è però ancora un annuncio ufficiale. Neto resta la pista indicata in pole tra gli svincolati, non un acquisto già definito.
Di Gregorio, 84 presenze alla Juventus e appena 90 minuti al Bournemouth
Il 25 agosto la Juventus aveva ceduto Di Gregorio al Bournemouth dopo due stagioni e 84 presenze complessive in bianconero. In Inghilterra, tuttavia, il portiere italiano non è ancora riuscito a scalzare Đorđe Petrović.
Di Gregorio ha giocato una sola gara ufficiale: il 4-0 sul Lincoln City dell’8 settembre in Carabao Cup, chiuso senza subire reti. Petrović è rimasto invece titolare in Premier League contro Brentford e Liverpool, oltre che nel 2-1 sul campo della Real Sociedad in Europa League.
Il bilancio dopo le prime settimane è dunque di 90 minuti ufficiali per l’ex Juventus. È presto per parlare di bocciatura, ma il dato rende il suo futuro un dossier da seguire anche da Torino.
Il Bournemouth ha un diritto, non un obbligo di riscatto
È la formula dell’operazione a lasciare aperto lo scenario. Il Bournemouth ha versato 1,3 milioni di euro per il prestito fino al 30 giugno 2027, cifra che può salire di altri 800mila euro al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi.
Il club inglese dispone inoltre della facoltà di acquistare Di Gregorio a titolo definitivo per 12,7 milioni, più un massimo di 1,5 milioni di bonus. Non esiste quindi alcun obbligo di riscatto.
Questo non significa che il Bournemouth abbia già deciso di rimandare il portiere alla Juventus: non ci sono comunicazioni in tal senso. Significa solo che la sua permanenza in Inghilterra oltre giugno 2027 dipenderà da una scelta futura del club.
Neto per il presente, Di Gregorio resta una variabile per il 2027
Il paradosso della Juventus nasce proprio da qui. In estate il reparto era stato ridisegnato, con le partenze di Di Gregorio e Mattia Perin e l’arrivo di Grabara: meno di un mese dopo, il grave infortunio del polacco ha già reso necessario un nuovo intervento.
Neto rappresenterebbe una soluzione immediata, utile a completare la rosa senza attendere la prossima finestra di mercato. Di Gregorio riguarda invece la programmazione futura: se il Bournemouth eserciterà il diritto di riscatto, il dossier si chiuderà, altrimenti nell’estate 2027 la Juventus potrebbe ritrovarsi tra le mani un portiere lasciato partire dopo 84 presenze.
Non è ancora uno scenario da dare per probabile. Ma tra i pochi minuti concessi finora in Inghilterra e una formula senza obbligo d’acquisto, resta una variabile che la dirigenza dovrà tenere presente quando tornerà a pianificare la propria porta.
-
Calciomercato1 minuto faInter-Stankovic, solo 15 minuti: gennaio passa dalle scelte di Chivu
-
Calciomercato17 ore faValentín Carboni, l’Inter paga i minuti: la logica dietro il prestito
-
Calciomercato18 ore faJuventus, Neto per l’emergenza portieri: Di Gregorio può riaprire il mercato
-
Notizie19 ore faMilan, Athekame cresce a Lione: il prestito può cambiare il suo futuro
-
Notizie21 ore faInter, Ivan Provedel vede l’esordio: la sosta gli apre spazio
-
Notizie22 ore faMilan, Furlani esce anche dal CdA: l’addio è ora formale
-
Calciomercato23 ore faRoma, Guerreiro torna nel mirino: occasione a zero, ma senza fretta
-
Calciomercato2 giorni faInter, Romero sfumò per i costi: ora emerge il vuoto di Acerbi