La Fiorentina è pronta a voltare pagina. La scelta del nuovo allenatore si rivela più complessa del previsto. Soprattutto dopo l’addio lampo di Palladino.
Fiorentina: Baroni favorito
Il club viola si è preso qualche giorno di riflessione per individuare il profilo giusto a cui affidare il rilancio del progetto tecnico. Il nome forte resta quello di Marco Baroni. Ma l’ombra di un possibile ritorno di Stefano Pioli rischia di cambiare le carte in tavola. Quest'ultimo già sotto il mirino della Juventus.
Baroni, fiorentino doc e reduce da salvezze importanti con Lecce e Verona, rappresenta la pista più concreta. Il suo calcio dinamico e il carattere da lavoratore silenzioso convincono la dirigenza gigliata. Per ora è considerato il candidato ideale per ricostruire sulle macerie di una stagione segnata da alti e bassi. I contatti sono continui e la risoluzione del suo attuale contratto con la Lazio è attesa a breve. L’accordo potrebbe chiudersi in tempi rapidi.
Pioli is on fi(o)re?
Ma lo scenario si complica sul fronte Pioli. Il tecnico ex Milan, ora ad Al-Nassr, ha mantenuto un forte legame con l’ambiente viola e il suo profilo rassicura. Le carte in tavola ci sono: esperienza, gestione del gruppo e conoscenza della piazza. Comunque, su di lui è piombata anche la Juventus, alla ricerca di una figura che sappia coniugare pragmatismo e continuità dopo il turbolento finale. Il fascino della panchina bianconera e la prospettiva di lottare subito per traguardi ambiziosi potrebbero spingere Pioli verso Torino. E la Fiorentina potrebbe rimanere di nuovo in cerca d'alternative.
Alternative che portano ai profili emergenti di Alberto Gilardino e Francesco Farioli. Due tecnici giovani, moderni e in forte ascesa. Gilardino ha guidato con intelligenza il ritorno del Genoa nella massima serie. Mentre Farioli, dopo aver conquistato la Ligue 1 e l’Ajax con idee coraggiose, rappresenta una scelta visionaria e internazionale.
Il tempo stringe e il margine d’errore è minimo. La Fiorentina sa bene che il prossimo allenatore dovrà dare subito una direzione chiara, dentro e fuori dal campo. Il weekend potrebbe portare una decisione. Ma fino ad allora, la sensazione è che ogni opzione resti sul tavolo. Anche perché, in questo gioco di incastri e interessi incrociati, basta poco per riscrivere tutto. Anche solo una proposta più vantaggiosa per i tecnici a cui mirano, potrebbero lasciarli a bocca asciutta. E a panchina vuota.







