Juventus, nonostante il rinnovo fino al 2027, l’attaccante polacco è fuori dai piani tecnici di Tudor. Dopo un anno ai margini è ora di dirsi addio?
Un finale che sa di resa, quello vissuto da
Arkadiusz Milik alla Juventus. Trentuno anni compiuti da poco, l’attaccante polacco ha chiuso una stagione da incubo senza mai mettere piede in campo. Nemmeno un minuto disputato, nemmeno nel palcoscenico del
Mondiale per Club, dove la Juventus ha affrontato quattro partite e Milik è rimasto
sempre in panchina, spettatore silenzioso e rassegnato.
La sua assenza prolungata è frutto di persistenti
problemi fisici che ne hanno condizionato l’intero percorso stagionale. Un epilogo triste, tanto più per un giocatore che – almeno sulla carta – avrebbe dovuto rappresentare un’alternativa di peso nell’attacco bianconero. Invece, è rimasto ai margini, dimenticato dal campo e sempre più distante dai progetti tecnici della squadra.
Juventus, l'Arabia si fa sotto per Milik
Eppure, come riportato da
La Gazzetta dello Sport, il club e il calciatore hanno da poco trovato un’intesa per il
rinnovo del contratto fino al 2027. Una mossa che, a prima vista, potrebbe apparire come un gesto di fiducia. Ma la realtà è più complessa dal momento che Milik ha accettato una
spalmatura dell’ingaggio, un ridimensionamento economico, che però non cambia il quadro generale. Il polacco non rientra più nei piani della Vecchia Signora e il suo futuro appare segnato.
Tornato ad allenarsi in gruppo da circa tre settimane, Milik è stato recentemente oggetto di un sondaggio da parte di una squadra degli Emirati Arabi. Nessuna trattativa concreta, al momento, ma un interesse che potrebbe presto trasformarsi in qualcosa di più. Le riflessioni sono in corso, tanto da parte del giocatore quanto della Juventus. L’unica certezza, al momento, è che le strade tra il centravanti e il club bianconero sembrano destinate a dividersi.
In casa Juventus, la necessità di svecchiare e rinnovare il reparto offensivo è evidente. Milik, con un ingaggio ancora significativo nonostante il taglio, è oggi una pedina più che sacrificabile.