La Juventus ha superato l'Inter nella corsa al calciatore dell'Hellas Verona: ecco perché il Club bianconero ha deciso di puntare sul classe 2001.
Juan Cabal
Con un blitz a sorpresa, la Juventusha perfezionato il sorpasso nei confronti dell'Inter nella corsa che porta a Juan Cabal, difensore dell'Hellas Veronache vestirà ufficialmente il bianconero.
L'intesa tra Cristiano Giuntoli e il Club scaligero è maturata sulla base di pagamento di 12 milioni di euro da destinare nelle casse gialloblù, bonus compresi.
Scopriamo le motivazioni per i quali la Juventusha deciso di puntare sul giocatore colombiano.
Fasce da rinforzare
La Juventus ha deciso di affondare il colpo su Cabal con l'intento di rinforzare la squadra sugli esterni. Con l'arrivo di Thiago Motta, la Vecchia Signora sarà chiamata a puntare sulla difesa a quattro (abbondonata nei tre anni di Massimiliano Allegri).
Il passaggio ad un sistema difensivo a quattro obbliga la Juventus a rimpolpare il numero delle soluzioni a propria disposizione: dopo i saluti di Alex Sandro e con un De Sciglio ai margini del progetto bianconero, gli unici terzini in rosa sono Danilo e Cambiaso.
Troppo pochi, infatti, per affrontare una stagione dove il Club si ritroverà immerso in ben cinque competizioni.
La duttilità di Cabal
Il colombiano, oltre che sulla corsia di sinistra, può essere schierato in qualità di difensore centrale. E la Juventus, in tal senso, stava sondando da tempo il mercato per riuscire a mettere le mani su un difensore di piede mancino. Missione, possiamo dire, compiuta.
La 'Linea Verde'
L'acquisto di Cabal si colloca perfettamente nei parametri del nuovo corso bianconero, chiamato a privilegiare i giovani e scandito da una gestione più oculata delle risorse a disposizione.
L'ex Hellas Verona (23 anni compiuti l'8 gennaio) rispecchia in tutto e per tutto questa filosofia: il suo ingaggio rappresenta, appunto, un investimento per il presente e per il futuro.
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Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.