Milan: che dilemma la scelta dell’allenatore

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Milan: che dilemma la scelta dell’allenatore
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La seconda parte della stagione è appena cominciata, ma tolto l’entusiasmo per l’arrivo di Ibrahimovic e per un gioco che finalmente si fa decente, il Milan deve comunque già fare i conti con l’ennesimo campionato che almeno sulla carta sembrerebbe fallimentare. Troppo lontana la zona Champion peraltro presidiata molto bene da un’inarrestabile Atalanta a più 13 punti dai rossoneri e con una partita in più, molto più abbordabile la qualificazione per l’Europa League raggiungibile già questa sera in caso di vittoria contro il Torino. Ma non si può e non si deve essere soddisfatti di questa stagione, la capolista Juventus è a ben 27 punti di distacco, un vero e proprio abissò per i rossoneri il cui obiettivo dichiarato per questa stagione era il raggiungimento della zona Champion sfuggita lo scorso anno di un solo punto sotto la guida Gattuso.

Pioli si gioca la conferma

Dopo il disastro diz Giampaolo che probabilmente avrebbe avuto bisogno di ulteriore tempo per esprimere il suo gioco, ecco l’avvento di Pioli che ha portato di certo più serenità e soprattutto è tornato ad anteporre i giocatori agli schemi insegnando un calcio più semplice, più adatto a giovani con poca esperienza e tanta voglia di imparare. L’arrivo di Ibra è stata la ciliegina sulla torta ed il cambio di modulo ha fatto il resto, la squadra arriva al tiro molto più facilmente, Ibra da solo tiene impegnata buona parte della difesa avversaria liberando spazio per l’uomo che meglio ha saputo interpretare il nuovo gioco, ossia Ante Rebic, giocatore letteralmente rinato ed ora finalmente pericoloso. Ma tutto questo potrà bastare? Ritengo di no. Qualora il Milan non dovesse vincere la Coppa Italia e non dovesse qualificarsi per la Champions, Pioli sarebbe seriamente a rischio. Ovvio, è prematuro per dirlo, ma probabilmente si virerebbe su altri profili andando contro il volere di Paolo Maldini il quale sarebbe determinato a confermare il tecnico parmigiano.

La proprietà vuole Rangnick

Ben sappiamo quanto Gazidis stia spingendo per l’arrivo di Ralf Rangnick sulla panchina rossonera. Come riportato qualche settimana fa da calciomercato.com il tecnico tedesco sarebbe una pista calda, molto apprezzato per ciò che ha saputo fare alla guida del Lipsia come allenatore e come direttore sportivo. Voci peraltro al momento prove di fondamento sosterrebbero che Gazidis avrebbe fatto firmare una sorta di precontratto al tedesco, la certezza per ora non c’è ancora, ma è indubbio l’interessamento del fondo Elliott verso il tecnico che al Milan potrebbe anche assumere ruoli dirigenziali.

L’idea di Boban

È un Milan completamente diviso sulla scelta dell’allenatore, tanto che Boban parrebbe non sostenere in alcun modo le idee dei suoi colleghi dirigenti rossoneri, il nome messo in campo è un altro ancora, al momento l’unico che scalderebbe davvero il cuore dei tifosi milanisti, mi riferisco a Massimiliano Allegri, ex tecnico rossonero ed attualmente a libro paga della Juventus anche se a riposo è lontano dai campi di calcio. Il tecnico livornese aspetta, sembrerebbe già destinato ad andare in Premier League, ma potrebbe anche decidere di valutare il progetto rossonero, che però dovrebbe dare delle garanzie, viene difficile pensare che Allegri si siederebbe su una panchina che scotta così tanto, lo escludo a priori. Se la proprietà invece dovesse mettere mano al portafogli, sempre con un occhio al fair play finanziario, oppure dovesse andare a compimento un cambio di proprietà come si ventila da mesi, ecco che potrebbe prendersi in considerazione questa pista, al momento la più complicata.  
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