La situazione in casa Milan si fa sempre più calda, con movimenti importanti sia in dirigenza che sulla panchina.
L'incontro romano tra Giorgio Furlani e Igli Tare segna un passo cruciale verso un possibile nuovo assetto tecnico-dirigenziale.
Nonostante le divergenze sulla durata del contratto – Tare chiede tre anni, il Milan preferirebbe due – la sensazione è che la distanza sia colmabile e che si tratti solo di una questione di tempo e dettagli.
Milan, per la panchina Allegri in pole
Il ritorno di Massimiliano Allegri come allenatore sembra ormai un'ipotesi concreta.
Il fatto che sia la prima scelta sia di Furlani che di Gerry Cardinale è indicativo di una volontà condivisa di riportare in panchina un tecnico esperto, capace di riportare equilibrio e risultati dopo una stagione deludente.
Allegri conosce già l’ambiente e gode di grande rispetto nello spogliatoio e tra i tifosi, fattori che potrebbero facilitare un suo eventuale ritorno.
Non tramonta l'idea D'Amico
Alcune nostre fonti però ancora danno delle possibilità a D'Amico per svolgere l'attività di ds.
D’Amico direttore sportivo e Sarri in panchina. Un’accoppiata che porterebbe al Milan un’impronta molto chiara e netta, sia a livello gestionale che tecnico.
Moncada torna nell'area scouting
Intanto, la posizione di Moncada si rafforza: tornerà a concentrarsi sull’area scouting, ruolo dove ha sempre brillato, e accoglierebbe volentieri Tare al suo fianco.
Anche Ibrahimovic spinge per l’ex ds della Lazio, ulteriore segnale di quanto il suo arrivo sia ben visto all’interno della nuova struttura del club.
Insomma, si prepara una rivoluzione silenziosa ma molto significativa.







