Milan, cosa succede nelle stanze segrete di Casa Milan riguardo ai rapporti fra la proprietà e il tecnico rossonero? Tutti i dettagli in redazione
Per capire l'attuale situazione bisogna riavvolgere il nastro e tornare nel maggio-giugno 2023. Mesi epocali, segnano una svolta nel pianeta Milan:
Paolo Maldini e Frederic Massara chiedono la testa di Stefano Pioli.
Non sono soddisfatti, vedono le storture della gestione del mister emiliano e preparano un dossier. Infortuni e loro gestione, formazioni sbagliate (a volte corrette in corso o cambi sbagliati), mancata valorizzazione giovani vivaio.
Non solo, deprezzamento di tutta la campagna acquisti e fiducia ai soliti noti. Fallimento di tutti gli obiettivi stagionali, Champions League centrata solo grazie alla penalizzazione inflitta alla Juventus. Joseph Cardinale legge tutto.
Indice una riunione con
Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada, capiscono che non possono esonerare l'allenatore e caricarsi lo stipendio fino al 2025. L'allenatore viene a sapere lo stato delle cose e si allea con l'a.d.
Milan, l'asse Pioli-Furlani e le perplessità su Pirlo
Ma perché l'amministratore delegato ha preferito fare asse con l'attuale tecnico? Soprattutto perché non era convinto del candidato proposto dai vecchi uomini mercato, ossia Andrea Pirlo. E degli acquisti da fare.
La loro linea ha convinto il patron a mettere alla porta la leggenda rossonera e il fido braccio destro. Solo che il corso di questa stagione sta convincendo il fondatore di RedBird che la linea della vecchia dirigenza aveva un senso.
E ha ordinato di cominciare a programmare il dopo Pioli. Come riportato dal sottoscritto e dal collega Mauro Vigna il casting è partito da qualche tempo. Contatti in corso con Antonio Conte e Roberto De Zerbi in particolare.
Altri sondaggi sono stati fatti con Federico Farioli, Thiago Motta, Raffaele Palladino. Non è un caso che il rientro di Zlatan Ibrahimovic stia slittando, si attende di conoscere la prossima guida tecnica, per deciderne il ruolo.