Il fondo Elliott venderà il Milan, questa è l’unica certezza intorno a tutto un progetto che di fatto stenta a decollare. La proprietà americana - dobbiamo ricordarlo - si è trovata in mano un giocattolo senza però avere voglia di giocare, troppo più seri sono i loro affari, giochi speculativi, aiuti agli stati in default, non hanno di certo tempo per gestire una squadra di calcio, settore in cui non avrebbero voluto entrare se Yonghong Li avesse onorato i suoi debiti, anziché farsi escutere le garanzie.
Alla ricerca dell’appeal perduto
E di errori gli americani ne hanno commessi molti, ad iniziare dalla scelta dei collaboratori, da Gazidis a Boban per finire a Paolo Maldini, uomini capaci, ma non in grado di coesistere. Si è proseguito poi negli errori tecnici, mandare via Gattuso dopo avergli costruito una squadra a sua immagine e somiglianza è stato un suicidio calcistico, così come è stato un disastro scegliere Gianpaolo che si è trovato ad allenare troppi muscoli e pochi cervelli, contrariamente al suo credo calcistico. La situazione l’ha poi dovuta sistemare Pioli che non sarà un fulmine di guerra, ma se non altro è tornato a fare giocare i calciatori nel loro ruolo ed in modo facile, a volte elementare, ma efficace, come ci era riuscito un anno prima Gattuso. Una serie di errori a ripetizione che non ha fatto altro che abbattere l’appeal del Milan già sotto le scarpe. La proprietà Elliott sa che la prossima stagione si giocheranno tutto.
La scelta di Rangnick
Un taglio netto col passato, un progetto nuovo, rischioso, ma anche ambizioso. Tutto questo si cela sotto la scelta di portare a Milano Ralf Rangnick, un duro che guarda in faccia a nessuno sebbene con i giocatori riesca ad instaurare sempre ottimi rapporti. Il tedesco chiede tanto, ma dá tanto, la dirigenza lo ha scelto proprio per questo, dovrà rivoltare il Milan come un calzino, trasformare un ambiente lasso in una corda ben tesa, fare tornare la fame ai giocatori, la bava alla bocca per le vittorie. La storia parla per il tedesco, dalla costruzione della galassia Red Bull al miracolo Lipsia.
Lo stadio
Elliott finora ha investito oltre 600 milioni di euro, in estate ne stanzierà altri 75 oltre il 50% ricavati dalle cessioni. Numeri non di poco conto se consideriamo che il Milan attuale - a stare larghi - vale 500 milioni. Ecco perché Elliott venderà solo quando la questione stadio sarà definita ed i lavori inizieranno, solo allora infatti il Milan potrebbe valere una cifra tra i 900 milioni ed il miliardo, gli accordi con il compratore Bernard Arnault potrebbero essere questi.
Azzeramento del debito
In questi ultimi anni il Milan ha dovuto registrare a bilancio pesanti perdite ed anche il bilancio che si chiuderà il 30 giugno registrerà un rosso di quasi 100 milioni, anche se in miglioramento rispetto i 146 dell’ultimo esercizio. La solidità economica della proprietà Singer ha pero portato il club di Via Aldo Rossi a non avere alcun debito sui mercati obbligazionari, una novità rispetto al passato il cui trend andrà seguito anche durante questa stagione con un mercato oculato, ma al tempo stesso esigente per mettere in grado a Rangnick di fare bene ed arrivare al grande obiettivo rossonero che è la qualificazione Champions che vorrebbe dire soldi, visibilità ed appeal per il pieno rilancio del club.