Milan, esonero Pioli: corsa a due per la panchina

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Milan, esonero Pioli: corsa a due per la panchina
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Il Milan sprofonda in quinta posizione a quota 66 punti, pari merito con la Juventus ed il Napoli, una situazione nemmeno lontanamente ipotizzabile solo ad inizio anno quando addirittura negli ambienti di Via Aldo Rossi si sentiva parlare di scudetto. Giocatori ed allenatore sarebbero sotto osservazione. Milan, dalle stelle alle stalle - è proprio il caso di dirlo - nel giro di poche settimane, dallo scudetto ad una striminzita qualificazione in Europa League il passo è stato breve, troppo breve per una squadra partita con l'obiettivo primario della qualificazione in Champions. Nulla di irrecuperabile, il quarto posto è assolutamente ancora alla portata nonostante i rossoneri abbiano un calendario di certo non facile, saranno però gli scontri diretti a determinarne l'ascensione nel calcio che conta oppure l'ennesimo anno di limbo. Ed è proprio nel caso di non qualificazione alla Champions che la dirigenza potrebbe seriamente optare per l'esonero di Stefano Pioli. Una soluzione inimmaginabile, al tecnico parmense vanno riconosciuti infiniti meriti per avere compattato un gruppo di fatto molto giovane, per avere recuperato giocatori sull'orlo della cessione, per avere anche trovato un gioco dall'anno scorso divertente e propositivo, ma qualcosa pare essersi rotto. Stanchezza, certamente; troppi infortuni, verissimo, ma come succede sempre se non arrivano i risultati ad essere eliminato è l'allenatore, anche quando probabilmente le colpe non sono solamente a lui imputabili. Fa parte del gioco. TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE QUESTO ARTICOLO >>> Lazio-Milan 3-0, si complica la Champions: le pagelle dei rossoneri

Un nome in pole

E' Rudi Garcia il nome in pole position qualora il Milan non dovesse centrare la qualificazione alla Champions, l'avventura dell'allenatore del Lione è giunta ai titoli di coda e per lui potrebbe esserci un clamoroso ritorno in Italia. Nonostante un cammino decisamente positivo in Ligue 1, Garcia vorrebbe cambiare aria non convinto sui progetti futuri del club. Le avances della dirigenza rossonera potrebbero accelerarne le decisioni. Il gioco di Garcia può venire accostato a quello attuale dei rossoneri, schiera infatti un 4-2-3-1 oppure un 4-3-3 con prevalenza offensiva, possesso palla e fraseggio corto. Il tecnico pretende un pressing alto, mentre in difesa predilige un centrale fisicamente prestante (Tomori?) ed uno in grado di impostare il gioco, mentre i suoi terzini devono essere in grado di dare un forte contributo in attacco. Per la fase offensiva il suo attaccante ideale deve partecipare alla manova ed i giocatori sulla trequarti devono dare un apporto anche in zona gol.

Un suggestivo ritorno

L'altro nome particolarmente "attenzionato" da Paolo Maldini sarebbe quello della nota gloria rossonera Andriy Shevchenko. L'ipotesi al momento è qualcosa in più che una semplice suggestione, l'ex attaccante rossonero è infatti seguito con attenzione, anche se - come detto - il nome in pole position sarebbe proprio quello di Garcia. A pagare è l'ancora poca esperienza come allenatore, nonostante il ruolo di Commissario Tecnico dell'Ucraina, Maldini e la proprietà stessa non vuole perdere altro tempo e cercherebbe qualcuno con qualche anno di panchina in più alle spalle. Una delle migliori caratteristiche di Schevchenko è la lettura della partita con conseguente variazione di assetto a gara in corso, una caratteristica non troppo comune che spesso fa la differenza soprattutto in un campionato tatticamente ostico come la nostra Serie A.
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