Calciomercato
Milan, la bocciatura di Pioli: se ne va in Argentina
Il giovane attaccante non ha mostrato la crescita che ci si aspettava da lui. Il Milan apre al prestito, pronto a volare in Argentina per la seconda parte di stagione.
Dal Milan al Boca Juniors per ripartire:
Non ha giocato quasi mai, seppur ancora giovanissimo, da Luka Romero si aspettava di più il Milan ed il tecnico rossonero Pioli.
Dopo sole 5 presenze, di cui solo 1 in Coppa Italia da titolare, per un totale di 155 minuti in campo l’ex Lazio potrebbe trasferirsi in prestito.
Pioli non gli ha dato fiducia e visto il poco spazio andrà altrove per giocare e fare esperienza.
La voce rimbalza dall’Argentina, a Radio La Red è stato il nonno del calciatore del Milan ha confermare un possibile passaggio di Luka Romero in prestito agli Xeneizes.
Secondo quanto detto dal nonno, Romero avrebbe già detto si al Boca Juniors contento di poter giocare in patria, manca però quello tra i club.
Negli ultimi giorni si era prospettato un trasferimento in Serie B, all’ambizioso Como di Cesc Fabregas.
Ma nonostante il pressing del tecnico spagnolo il ragazzo non si è convinto a scendere in cadetteria. Romero aspettava una possibilità in un club importante.
Spunta l’Almeria
Tuttavia, il Boca e il Como non sono le uniche squadre interessate all’ex-Lazio.
Infatti, secondo quanto riportato da Mateo Moretto, l’Almería avrebbe presentato un’offerta di prestito fino al termine del campionato.
Al ragazzo piacerebbe molto tornare in Spagna e questo mette gli iberici al primo posto nella corsa all’argentino, con le due sopracitate più defilate.
Calciomercato
Juventus, Neto per l’emergenza portieri: Di Gregorio può riaprire il mercato
La Juventus valuta Neto dopo l’infortunio di Grabara: il brasiliano è la pista più concreta tra gli svincolati, mentre Di Gregorio fatica a trovare spazio al Bournemouth.

MICHELE DI GREGORIO DELLA JUVENTUS ESULTA DOPO IL GOL DEL COMPAGNO KENAN YILDIZ (FOTO DI VALERIO PENNICINO/GETTY IMAGES)
Il ko di Grabara riapre il mercato dei portieri
Il 19 settembre Grabara ha riportato in allenamento un trauma distorsivo al ginocchio destro. Gli esami al J|medical hanno evidenziato una lesione del legamento crociato anteriore.
La Juventus non ha ancora comunicato i tempi di recupero. L’infortunio basta comunque a costringere la dirigenza a rivedere subito le alternative tra i pali.
Il polacco aveva debuttato appena due giorni prima, titolare nel 5-0 contro il NEC Nijmegen in Europa League. Dal suo lancio lungo era nata anche l’azione dell’1-0 di Nico Gonzalez.
Tra le soluzioni a parametro zero torna così d’attualità Neto, 37 anni, senza contratto dopo l’esperienza al Botafogo. Il brasiliano conosce già Torino: tra il 2015 e il 2017 ha collezionato 22 presenze in bianconero.
Non c’è però ancora un annuncio ufficiale. Neto resta la pista indicata in pole tra gli svincolati, non un acquisto già definito.
Di Gregorio, 84 presenze alla Juventus e appena 90 minuti al Bournemouth
Il 25 agosto la Juventus aveva ceduto Di Gregorio al Bournemouth dopo due stagioni e 84 presenze complessive in bianconero. In Inghilterra, tuttavia, il portiere italiano non è ancora riuscito a scalzare Đorđe Petrović.
Di Gregorio ha giocato una sola gara ufficiale: il 4-0 sul Lincoln City dell’8 settembre in Carabao Cup, chiuso senza subire reti. Petrović è rimasto invece titolare in Premier League contro Brentford e Liverpool, oltre che nel 2-1 sul campo della Real Sociedad in Europa League.
Il bilancio dopo le prime settimane è dunque di 90 minuti ufficiali per l’ex Juventus. È presto per parlare di bocciatura, ma il dato rende il suo futuro un dossier da seguire anche da Torino.
Il Bournemouth ha un diritto, non un obbligo di riscatto
È la formula dell’operazione a lasciare aperto lo scenario. Il Bournemouth ha versato 1,3 milioni di euro per il prestito fino al 30 giugno 2027, cifra che può salire di altri 800mila euro al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi.
Il club inglese dispone inoltre della facoltà di acquistare Di Gregorio a titolo definitivo per 12,7 milioni, più un massimo di 1,5 milioni di bonus. Non esiste quindi alcun obbligo di riscatto.
Questo non significa che il Bournemouth abbia già deciso di rimandare il portiere alla Juventus: non ci sono comunicazioni in tal senso. Significa solo che la sua permanenza in Inghilterra oltre giugno 2027 dipenderà da una scelta futura del club.
Neto per il presente, Di Gregorio resta una variabile per il 2027
Il paradosso della Juventus nasce proprio da qui. In estate il reparto era stato ridisegnato, con le partenze di Di Gregorio e Mattia Perin e l’arrivo di Grabara: meno di un mese dopo, il grave infortunio del polacco ha già reso necessario un nuovo intervento.
Neto rappresenterebbe una soluzione immediata, utile a completare la rosa senza attendere la prossima finestra di mercato. Di Gregorio riguarda invece la programmazione futura: se il Bournemouth eserciterà il diritto di riscatto, il dossier si chiuderà, altrimenti nell’estate 2027 la Juventus potrebbe ritrovarsi tra le mani un portiere lasciato partire dopo 84 presenze.
Non è ancora uno scenario da dare per probabile. Ma tra i pochi minuti concessi finora in Inghilterra e una formula senza obbligo d’acquisto, resta una variabile che la dirigenza dovrà tenere presente quando tornerà a pianificare la propria porta.
Calciomercato
Roma, Guerreiro torna nel mirino: occasione a zero, ma senza fretta
Il portoghese è libero da contratto dopo tre anni al Bayern Monaco: piace anche all’Olympiacos, mentre Trigoria continua a monitorare il monte ingaggi.

RAPHAËL GUERREIRO DEL BORUSSIA DORTMUND ESULTA DOPO AVER SEGNATO SU CALCIO DI RIGORE (FOTO DI LARS BARON/GETTY IMAGES)
La Roma guarda di nuovo a Raphaël Guerreiro: il 32enne portoghese, svincolato dopo l’addio al Bayern Monaco, rappresenta un’occasione a parametro zero. Al momento non risultano offerte né una trattativa avanzata, e a Trigoria il mercato degli svincolati resta aperto senza necessità di accelerare.
Guerreiro torna tra i profili valutati a Trigoria
Il nome era già stato accostato ai giallorossi nelle scorse settimane ed è tornato d’attualità nelle ultime ore. L’ex Bayern può giocare da terzino sinistro e anche a centrocampo, una duttilità che potrebbe offrire nuove soluzioni a Gian Piero Gasperini.
Il portoghese ha chiuso in estate la sua esperienza in Baviera, dopo che il Bayern aveva annunciato il 30 marzo il mancato rinnovo del contratto in scadenza. A quell’annuncio, Guerreiro aveva collezionato 89 presenze, 12 gol e 8 assist con il club tedesco. La pista resta però soltanto un’indiscrezione di mercato: non risultano accordi contrattuali, visite mediche o offerte formalizzate.
Il monte ingaggi resta la priorità dei giallorossi
Un parametro zero permette di evitare il costo del cartellino, ma comporta comunque spese legate a stipendio, bonus ed eventuali commissioni. Per la Roma questo aspetto continua a pesare nelle scelte di mercato.
Il ds Tony D’Amico, nella conferenza stampa del 2 settembre, ha spiegato che il club ha ridotto il monte ingaggi del 15%, quasi 20 milioni di euro, sottolineando come nei rapporti con la UEFA non conti soltanto il costo dei trasferimenti. D’Amico aveva inoltre lasciato aperta la porta agli svincolati: “Valutiamo quello che c’è tra gli svincolati, ma affronteremo il tutto un po’ più avanti”. Il quadro suggerisce quindi prudenza, senza però permettere di dire che siano già le richieste economiche di Guerreiro a frenare un’intesa.
Anche l’Olympiacos osserva il portoghese
Sul giocatore viene segnalato pure l’interesse dell’Olympiacos, ma anche in questo caso le informazioni disponibili parlano di un profilo valutato, non di una trattativa avviata. Per Guerreiro si apre quindi una possibile corsa tra club pronti a sfruttare l’occasione a parametro zero.
La sua esperienza resta comunque di livello: oltre ai tre anni al Bayern, il portoghese ha vissuto sette stagioni al Borussia Dortmund ed è stato campione d’Europa con il Portogallo nel 2016.
Perché il profilo interessa alla Roma
Sul piano tecnico, Guerreiro offre una caratteristica precisa: è un mancino naturale capace di coprire più posizioni sulla corsia sinistra. D’Amico aveva ammesso a inizio settembre che la rosa era ancora leggermente corta, ammettendo che “un giocatore probabilmente manca” dopo il mancato arrivo di un altro esterno.
Guerreiro può quindi rientrare nell’identikit cercato dalla dirigenza, ma la situazione resta in una fase preliminare. Il giocatore è disponibile, l’interesse viene segnalato e la concorrenza dell’Olympiacos esiste: per parlare di trattativa, servono ancora segnali più concreti.
Calciomercato
Inter, Romero sfumò per i costi: ora emerge il vuoto di Acerbi
Il Tottenham valutava l’argentino 45-50 milioni. I nerazzurri hanno poi investito su Curtis Jones, mentre l’avvio di stagione ha evidenziato la mancanza di un marcatore con le caratteristiche di Acerbi.

CRISTIAN ROMERO DELL’ARGENTINA IN CONDUZIONE (FOTO DI LARS BARON/GETTY IMAGES)
L’Inter aveva individuato in Cristian Romero la prima scelta per completare la difesa, ma in estate il peso economico dell’operazione ha fermato l’affare: il Tottenham valutava il proprio capitano tra i 45 e i 50 milioni di euro e anche le richieste contrattuali rendevano costoso l’investimento. I nerazzurri hanno poi destinato oltre 30 milioni a Curtis Jones, fortemente voluto da Cristian Chivu, mentre le prime difficoltà difensive hanno fatto emergere il vuoto lasciato da Francesco Acerbi: manca un marcatore aggressivo capace di reggere il duello diretto con il centravanti.
Romero avrebbe portato proprio queste caratteristiche. Per questo il suo mancato arrivo assume oggi un peso diverso rispetto all’estate: l’Inter ha diverse alternative in difesa, ma deve ancora ritrovare il tipo di centrale che Acerbi rappresentava.
Romero, l’Inter si fermò davanti ai costi
L’interesse nerazzurro per l’argentino era concreto. A fine luglio il direttore sportivo Piero Ausilio aveva confermato i contatti con il giocatore e con il Tottenham, mentre Chivu aveva individuato in Romero la prima scelta per rinforzare la difesa.
L’ostacolo principale era economico. Gli Spurs valutavano il proprio capitano 45-50 milioni di euro, cifra alla quale si aggiungevano le richieste contrattuali del giocatore.
L’Inter decise di non portare l’operazione fino in fondo. Il 15 agosto Romero lasciò poi Londra per trasferirsi all’Atlético Madrid, chiudendo dopo cinque stagioni la sua esperienza in Premier League.
L’Inter investe su Curtis Jones
Pochi giorni dopo i nerazzurri completarono un investimento importante in un altro reparto.
Il 19 agosto arrivò l’accordo con il Liverpool per Curtis Jones: 30 milioni di euro più 5 di bonus difficili da raggiungere e il 10% sulla futura rivendita. Per il centrocampista inglese contratto quinquennale da circa 3,5 milioni a stagione.
Jones era da tempo in cima alle preferenze di Chivu per la mediana e rispondeva a una necessità differente. Il mercato nerazzurro prese così una direzione precisa: mentre l’operazione Romero si fermava davanti ai costi, oltre 30 milioni venivano destinati al centrocampista richiesto dall’allenatore.
Acerbi sostituito nei numeri, non nelle caratteristiche
In estate hanno lasciato Milano sia Francesco Acerbi sia Stefan de Vrij, entrambi a fine contratto. La società ha ricostruito il reparto e oggi Chivu può contare, tra gli altri, su Bastoni, Akanji, Stones, Bisseck e Pavard.
Le alternative quindi ci sono. A mancare è una caratteristica specifica.
Acerbi poteva uscire dalla linea, seguire il centravanti anche lontano dall’area e accettare il duello fisico individuale. Era il centrale incaricato di aggredire il riferimento offensivo avversario e permetteva al resto della difesa di mantenere una struttura precisa.
Gli attuali centrali garantiscono qualità differenti. Bastoni rimane fondamentale nella costruzione, Stones aggiunge lettura e gestione del pallone, Akanji velocità ed esperienza, mentre Bisseck e Pavard offrono ulteriori possibilità nei ruoli di braccetto.
Otto gol subiti nelle prime cinque di Serie A
L’inizio della stagione ha reso il problema più evidente.
Dopo cinque giornate di Serie A l’Inter ha segnato 15 gol e ne ha subiti 8. Contro il Napoli è andata sotto 0-2 prima di vincere 3-2; con l’Udinese ha incassato due reti nei primi 16 minuti prima della rimonta fino al 5-3; all’Olimpico contro la Roma si è ritrovata ancora sullo 0-2, recuperando poi fino al 2-2.
Dopo la gara con l’Udinese, Chivu aveva ricondotto diversi gol subiti a errori individuali, indicando nell’equilibrio difensivo uno degli aspetti sui quali continuare a lavorare.
I numeri delle prime cinque giornate mostrano una squadra ancora alla ricerca della propria stabilità senza palla. E nei duelli centrali emerge proprio la funzione che per anni era stata affidata ad Acerbi.
Romero avrebbe portato proprio quel mestiere
L’argentino conosce già la Serie A grazie alle esperienze con Genoa e Atalanta e ha costruito la propria reputazione su anticipo, aggressività, intensità nei duelli e capacità di difendere in avanti. Nel 2020/21 è stato premiato come miglior difensore del campionato italiano.
Era quindi un profilo particolarmente adatto a raccogliere l’eredità tattica lasciata da Acerbi al centro della difesa.
L’Inter in estate ha scelto di non sostenere il costo dell’operazione e ha investito una parte importante delle proprie risorse su Jones, rinforzando il centrocampo. Le prime settimane della stagione hanno però evidenziato ciò che manca dietro.
La rosa di Chivu ha qualità e alternative in difesa, ma dopo l’uscita di Acerbi manca ancora il centrale che faccia della marcatura e del duello individuale con il centravanti il proprio mestiere. Ed è proprio qui che il mancato arrivo di Romero torna a pesare.
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