Era praticamente certo l’arrivo di Ralf Rangnick al Milan, ho sempre nutrito dubbi sul fatto che potesse e volesse ricoprire anche il ruolo di allenatore, così come ho sempre nutrito dubbi sul fatto che potesse coesistere con Stefano Pioli. Schemi simili, ma teste differenti. Tutti gli addetti ai lavori, e ripeto tutti, nessuno escluso, sono stati spiazzati dalla decisione presa in settimana dalla proprietà e da Gazidis, la conferma di Pioli può essere ritenuta giusta, ma dietro tutto questo c’è una sorta di lucida follia ed anche qualcosa che non mi torna.
Ripensamento
Rangnick era certo di venire a Milano, così sicuro che erano mesi che studiava l’italiano, stava cercando casa tra Milano ed i campi di Milanello, stava trattando la buonuscita con il Gruppo Red Bull, queste non sono panzane giornalistiche per coprire il vuoto lasciato dai campi giocati nel periodo del lockdown, questo è ciò che realmente stava accadendo, la decisione era stata presa e si stava proseguendo col vento in poppa in tal senso.
Incompetenza
Ritengo che la situazione sia stata gestita nel peggiore dei modi per totale incompetenza della proprietà, che sappiamo masticare poco di calcio e soprattutto dell’Ad Ivan Gazidis, lui sì che avrebbe potuto gestire in maniera diversa. Come si spiega, e ci spiega il licenziamento di Boban? Come si spiega, e ci spiega la dura posizione di Maldini contro Rangnick?
Nuovo proprietario?
La spiegazione potrebbe essere soltanto una, ossia che il tanto agognato cambio della proprietà è imminente. Lo scrivo da tempo, Arnault è interessato al Milan che però al momento non vale il miliardo chiesto dai Singer. Lo varrà quando verrà definito il nuovo stadio e ci sarà l’ok per l’inizio dei lavori, non prima. Ritengo, come già detto in precedenza, che se ne dovrebbe parlare ad inizio 2021, sempre che dietro non ci sia qualcosa di assolutamente segreto e che nei prossimi giorni verrà svelato. I tifosi sognano.