La Roma esce dal mercato estivo dopo aver investito una cifra imponente: la proprietà vuole la Champions.
I
Friedkin ci credono nel poter rilanciare le ambizioni giallorosse ed è stata un'estate di
spese pazze da
130 milioni di euro per consegnare a
De Rossi una rosa adeguata per competere per le prime posizioni in classifica.
Come riporta la
Gazzetta dello Sport oggi in edicola, la sessione estiva di trattative ha portato 12 giocatori, compreso il riscatto di
Angelino dal Lipsia, il primo investimento estivo, un’operazione da 5,1 milioni di euro. A cui hanno fatto seguito
Sangaré dal Levante per 1,6 milioni e il primo oneroso colpo Enzo
Le Fée dal Rennes, 23 milioni.
A seguire sono arrivati
Dovbyk (30,5 milioni più 5,5 di bonus e il 10% sulla futura rivendita, per un massimo garantito di 38,5 milioni) e
Soulé (26 milioni più 4 di bonus, praticamente garantiti anche questi), il giovane
Dahl (4,5 milioni più 1,5 di bonus e il 10% sulla futura rivendita),
Abdulhamid (3) e il colpo finale,
Koné, 20 milioni.
A parametro zero o in uno scambio di prestiti sono poi arrivati
Ryan, Hermoso, Hummels e Saelemaekers. Per un totale di
127,2 milioni, ma che con ulteriori bonus vari (facili) raggiunge la cifra di 130 milioni.
Un investimento come mai accaduto prima da quando la Roma è in mano di proprietari a stelle e strisce. Vi furono investimenti più alti nelle stagioni 2018-19 e l'anno seguente, ma le cifre spese (177,5 e 141 milioni) riguardavano le due sessioni di mercato e godevano di introiti importanti dalla partecipazione alla Champions.