Bayern Monaco, esordio da urlo: con Auckland non c'è storia

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Bayern Monaco, esordio da urlo: con Auckland non c'è storia
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Il Bayern Monaco travolge l'Auckland (4-0) e inizia al meglio la sua avventura nella prima edizione del nuovo Mondiale per Club. Alla seconda partita del nuovo Mondiale per Club voluto dalla FIFA, sorgono subito i primi dubbi sul senso di mettere sullo stesso piano squadre militanti in leghe di terzo o quarto piano con i top club europei. Forse illudendosi che il calcio moderno non sia euro-centrico, come naturale conseguenza del suo modello.

Bayern Monaco-Auckland senza storia: inizio perfetto

Il Mondiale per Club è una formula che sarebbe potuta andare bene quaranta o cinquant'anni fa, con le frontiere chiuse o comunque con un limite al numero di stranieri per squadra. Una soluzione tampone all'esodo dai campionati minori verso il gotha del calcio internazionale, ovvero quello europeo, che ha svuotato tutto il resto dell'orbe calcistico e reso avvilente il confronto in queste manifestazioni. Belle, per carità. Romantiche, anche. Ma non esistono più le autarchie nazionali, dove un paese ha la possibilità di mantenere i propri migliori giocatori all'interno dei confini nazionali. Ed è vero che alcuni modelli sportivi sono in crescita, ma siamo sempre lì. Nel bene e nel male c'è la dissonanza fra club e nazionale (quando non dovrebbe esserci) e la partita Bayern Monaco-Auckland ne è un esempio lampante. A maggior ragione perché il movimento calcistico neozelandese non è certo di primissima fascia, e infatti la partita non conosce contraddittorio. I bavaresi partono subito forte e la sbloccano dopo pochi minuti con Coman (6'). Poi in tre minuti chiudono definitivamente la contesa, alle idi della prima frazione. Quando non siamo neppure alla mezz'ora il punteggio è già 4-0: prima Boey, poi Olise e infine di nuovo Coman. A fine primo tempo, quando arriva addirittura il gol del 5-0 di un Muller prossimo all'addio e quello del 6-0 sempre di Olise in pieno recupero, il tabellino della gara è impietoso. Possesso palla 71-29, il dato degli xG è di 1,53 contro 0. Nessun tiro per i neozelandesi, 15 (di cui 9 in porta e 6 gol) per i tedeschi. Nel secondo tempo non cambia la sostanza delle cose, ma nessuno si aspettava davvero che qualcosa potesse cambiasse. Se si eccettua l'inizio dello show personale targato Musiala, con il fuoriclasse dei rossi che realizza una tripletta nel giro di 17 minuti. Una rete al 67esimo e una all'84esimo, intervallate da un calcio di rigore trasformato al 73esimo. Giusto per ricordare che, se ci fosse stato lui nei quarti di finale di questa Champions League contro l'Inter, probabilmente le cose per la squadra di Kompany sarebbero andate diversamente. Il 10-0 di Muller è un epitaffio funebre sulla credibilità di questo torneo, che sembra morire sul nascere per un risultato quasi tennistico. Stante che anche queste squadre hanno diritto ad avere il proprio palcoscenico internazionale, ma questa competizione sembrerebbe non avere nulla a che vedere con la politica di "spettacolarizzazione" forzata del calcio iniziata con la nuova Champions League. Bayern Monaco, Olise
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