Momenti di difficoltà per Cristian Chivu, neo allenatore dell'Inter, data la situazione legata a Mehdi Taremi, bloccato in Iran causa guerra.
Tutta la squadra nerazzurra, dalla dirigenza ai compagni fino allo staff sono con gli occhi e le orecchie -e il cuore- in Iran. La loro punta iraniana, Mehdi Taremi, è rimasto bloccato a causa delle bombe che piovono su Teheran. Non si hanno idee chiare sul fatto che Taremi possa raggiungere al più presto i suoi compagni negli Stati Uniti.
MEHDI TAREMI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter: con Taremi in dubbio la coperta è corta
Ovviamente l'appuntamento FIFA è niente rispetto al problema della guerra. Sta di fatto che l'assenza dell'iraniano pone, in termini di competizione, un problema per il neo CT interista.
Al momento, dietro alla ThuLa manca, infatti, la prima alternativa, e non è cosa da poco. Che Taremi non arrivi da una stagione positiva è assodato. Però, sarebbe comunque potuto servire se necessario. Lautaro e Thuram, spremuti come pochi altri in rosa, partiranno titolari come sempre. Tuttavia è impossibile pensare di tenerli in campo sempre per 90’.
Dietro ai due big, al momento, il panorama non offre molte possibilità. Pio Esposito, il centravanti del futuro nerazzurro su cui si ripongono grandi aspettative, lavora a parte. Corre da solo nel campo di allenamento di UCLA iniziando a spingere, ma servirà ancora qualche giorno di fatica.
Impossibile che ci sia per l’esordio nella notte tra martedì e mercoledì contro il Monterrey. Ancora più difficile vederlo in campo sabato 21 a Seattle contro gli Urawa Red Diamonds. Si lavora dunque per averlo a disposizione contro il River Plate.
Un altra situazione delicata è quella di Valentin Carboni. Il gioiellino argentino ha ritrovato il suo mentore ai tempi della Primavera, Cristian Chivu. E tecnicamente sarebbe guarito dall’infortunio, ma non ha ancora giocato un minuto ufficiale dal 12 ottobre 2024, il giorno in cui si è procurato una lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro con la maglia del Marsiglia.
Per questo, per ora l’alternativa più credibile rimane l’altro Esposito, Sebastiano. Non riscattato dall’Empoli dopo la retrocessione, il suo futuro sembra comunque lontano dal Biscione. Il tutto aspettando la punta del ParmaAnge-Yoan Bonny, su cui si stringerà però solo dopo il Mondiale. Oltre all’oggetto del desiderio Rasmus Hojlund.
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.