Juventus, il 5-2 incassato dal Manchester City cancella l'ottimismo e mostra con chiarezza il divario con l’élite europea. Per Comolli, ora, è tempo di agire.
Per una Juventus reduce da un mese di speranze rinate — con la qualificazione alla prossima Champions League, l’arrivo del nuovo direttore generale Damien Comolli, la conferma di Tudor fino al 2027, un buon avvio nel Mondiale per club e l’esplosione di Kenan Yildiz — la sfida contro il Manchester City avrebbe potuto essere un banco di prova. È stata invece uno schiaffo sonoro, una lezione che ha spazzato via illusioni e slanci prematuri. Il 5-2 subito a Orlando contro la squadra di Guardiola ha mostrato con chiarezza quanto ancora disti la Juventus dai vertici del calcio europeo.
Indubbiamente hanno inciso anche il caldo o il fatto che entrambe le squadre fossero già qualificate e dunque l'importanza della partita era relativa. Sì, pesavano anche le assenze (Bremer, Gatti, Thuram, Conceição, lo stesso Yildiz), ma il problema è stato di natura strutturale ed è bene che Madama riparta dalla consapevolezza di quanto sia ancora lontana dal livello dei top club. In palio infatti c’era il primo posto nel girone, e la Juventus si è rivelata largamente impreparata. Il confronto diretto ha messo a nudo tutte le lacune della rosa bianconera, in ogni reparto.
RANDAL KOLO MUANI E KENAN YILDIZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Juventus, guardati allo specchio
Il confronto con l’élite è risultato impietoso, al netto del fatto che il City abbia già speso quasi 150 milioni nel mercato estivo. Tudor lo ha ammesso senza giri di parole: "Hanno giocatori molto più forti dei nostri". E batterli, ha aggiunto, richiede condizioni ideali che oggi non c’erano.
Il gap tecnico è profondo, e la dirigenza lo sa. Comolli è dunque atteso a un lavoro imponente poiché mancano ancora un direttore sportivo, servono risposte sui rinnovi (Vlahovic, Kolo Muani, Conceição), e ci sono delusioni pesanti da gestire (Koopmeiners, Douglas Luiz, Nico Gonzalez). L’attacco si regge solo sul talento ancora acerbo di Yildiz, la difesa traballa, e il centrocampo non incide.
Insomma, la Juventus ringrazi il Manchester City, perché l’ha costretta a guardarsi allo specchio.
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