Vaciago: "La Juventus? Ha speso 180 milioni senza criterio. Ora paga il conto"

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Vaciago: "La Juventus? Ha speso 180 milioni senza criterio. Ora paga il conto"
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Guido Vaciago parla di Juventus: pur avendo investito tanto, il club si trova a fare i conti con le difficoltà di un mercato dispendioso ma poco risolutivo.

La Juventus paga un conto salato

"Nel corso della stagione la Juve ha speso oltre 180 milioni. E ora paga il conto". È una dichiarazione che suona come un verdetto, quella firmata Guido Vaciago per Tuttosport. La Juventus, pur non avendo tra le mani una rosa all’altezza del Manchester City (come evidenziato anche da Igor Tudor dopo il pesante 2-5 subito) non è certo una squadra che può appellarsi alla scusa della povertà tecnica o dell’impossibilità di intervenire sul mercato. Tutt’altro.

Vaciago smonta con misura, ma con decisione, l’argomentazione del tecnico croato. Tudor ha, infatti, fatto notare come i Citizens possano permettersi ogni capriccio. Il club può permettersi di sborsare senza esitazione cifre a nove zeri. Un’osservazione vera, nel merito, ma che, secondo il direttore, rischia di suonare parziale se si guarda alle cifre spese dalla Juventus nella passata estate. Parliamo di 60 milioni per Koopmeiners, 50 per Douglas Luiz e 38 per Nico Gonzalez. Un totale di circa 180 milioni di investimento in una sola sessione, se non di più. E non sono bastati a ridurre il gap tecnico con le corazzate europee.

Juventus
CRISTIANO GIUNTOLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Tudor non è responsabile, ma..

Tudor, ricorda Vaciago, non ha responsabilità dirette in queste scelte. Questo perchè non era lui l’allenatore al momento degli acquisti. Ma è ora, nella fase di transizione e di costruzione futura, che emergono i nodi strutturali e finanziari di quelle operazioni. Il nuovo responsabile dell’area sportiva, Damien Comolli, si ritrova così a dover affrontare un compito arduo. Dovrà gestire un’eredità economica pesante che limita le possibilità di rafforzamento in vista della prossima stagione. Il mercato in uscita diventa quindi fondamentale. Non solo per sfoltire la rosa, ma per recuperare risorse e ridare margine di manovra alla dirigenza.

Eppure, Vaciago invita a non cadere nel catastrofismo. I segnali di speranza esistono e uno su tutti ha il nome di Kenan Yildiz, autore di un Mondiale sorprendente per maturità e talento. La Juventus, dice il direttore, non è da buttare. Ma non può permettersi di ignorare i pesi che ancora si porta dietro. Sia quelli finanziari, che quelli progettuali. La prossima stagione dovrà essere costruita con realismo, concretezza e un’attenzione chirurgica alle risorse. Inutile piangere sul latte versato.

Non sarà una ripartenza facile. Vaciago lo dice senza soluzione di continuità: la Juve è ancora “impantanata” nella stagione precedente. Certo, non è più la Vecchia Signora che abbiamo conosciuto qualche anno fa. Ma è proprio da quel ricordo che deve cominciare. Serve consapevolezza degli errori. Ma anche delle poche certezze su cui si può fare leva.

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