Solo una volta nella storia Azzurra, nel 1920, era accaduto di vincere incassando quattro reti. A Debrecen l'Italia ottiene un successo folle che vale quasi il secondo posto nel girone.
Nella storia della Nazionale, solo una volta era capitato di subire quattro gol e vincere. Era il 18 gennaio 1920, un’amichevole contro la Francia finita 9-4. Un calcio d’altri tempi. Oggi, a 105 anni di distanza, l’Italia ha rivissuto quell’assurdità a Debrecen, in una gara che resterà unica per andamento e intensità.
Il 5-4 sugli israelianiconsegna agli Azzurri la quasi certezza del secondo posto nel gruppo I e quindi un pass per i play-off, se non arriverà l’aggancio alla Norvegia da qui a novembre. Un traguardo che un tempo sarebbe stato considerato deludente, ma che oggi assume un peso diverso, soprattutto per come è maturato.
Italia, il cambio modulo necessario
L’avvio è stato da incubo: Italia distratta, stanca e travolta dalle ripartenze di Solomon e compagni. La retroguardia azzurra, schierata prima col 4-3-3 e poi col 4-4-2, ha mostrato tutti i suoi limiti. Bastoni in difficoltà, marcature saltate, vulnerabilità evidente. Solo nella ripresa la squadra ha trovato equilibrio, trascinata dalla grinta di un doppio centravanti efficace e dal guizzo finale di Tonali, autore del tiro-cross che ha regalato i tre punti.
SANDRO TONALI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Gattuso dovrà lavorare molto sulla fase difensiva, troppo fragile per pensare in grande. Ma la Nazionale porta a casa un successo che porta con sé entusiasmo, spirito di sacrificio e la voglia di lottare per la maglia. È la mano del nuovo CT, che ha saputo trasmettere valori più ancora che schemi.
Un’Italia imperfetta, ma finalmente viva. E questo, dopo mesi di smarrimento, è il miglior segnale possibile che poteva lanciare Gattuso
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Nelle pagine dell'intervista rilasciata a Tuttosport, l'allenatore della Juventus Luciano Spalletti ha tracciato una vera e propria ode alla versatilità tattica e allo spessore umano di Weston McKennie. Il tecnico di Certaldo ha coniato l'espressione "Weston Zone" per descrivere l'incredibile capacità dell'eclettico centrocampista americano di dominare ogni zolla del campo di gioco, muovendosi senza punti di riferimento fissi. Nel contesto del calcio di ottobre 2026, dove la totale duttilità ha soppiantato i ruoli tradizionali, il numero otto bianconero rappresenta l'interprete ideale dell'armata juventina per intelligenza negli inserimenti e generosità atletica.
Nello scacchiere tattico della nuova Germania guidata da Jürgen Klopp, Florian Wirtz continua a confermarsi uno dei punti di riferimento tecnici più luminosi del panorama internazionale. Durante il match di Nations League contro la Serbia, il trequartista ha letteralmente dominato la scena, fornendo prima l'assist perfetto per la rete di Bischof al 39' della prima frazione e firmando poi in prima persona la marcatura del raddoppio nel corso della ripresa. Una prova maiuscola arrivata nel momento più opportuno, capace di restituire entusiasmo al talento tedesco in vista del rientro con i club dopo la sosta per le selezioni nazionali.
In un'ampia intervista rilasciata ai microfoni della piattaforma Futnet, il tecnico dell'Inter Cristian Chivu ha tracciato il bilancio del suo primo anno e mezzo sulla panchina nerazzurra, delineando le coordinate del suo lavoro strategico.
In vista della grande sfida di Nations League in programma venerdì 2 ottobre allo Stade de France tra Francia e Italia, Manu Koné è intervenuto in conferenza stampa per analizzare il momento dei Bleus e il confronto con diverse sue conoscenze del campionato di Serie A. Il centrocampista della Roma ha espresso parole di grande stima nei confronti di due compagni di squadra 'italiani', sottolineandone il ruolo primario nell'organico della Nazionale.