Il Milan perde la finale di Coppa Italia contro il Bologna e si appresta a chiudere una stagione fallimentare sotto quasi ogni punto di vista.
Il Milan perde la finale di Coppa Italia all’Olimpico contro il Bologna e, con ogni probabilità, dice addio anche alla possibilità di qualificarsi per una coppa europea nella prossima stagione. Una sconfitta pesante, che rappresenta alla perfezione tutte le difficoltà vissute dai rossoneri in una stagione difficile da digerire, segnata da scelte societarie molto rivedibili e quasi mai condivise dai tifosi.
A partire dalla panchina, con l’ingaggio di Fonseca quando il sogno si chiamava Antonio Conte, fino alle operazioni di mercato, su tutte quella di Pavlovic, che ancora una volta ha dimostrato di non sapere giocare di reparto.
E anche il cambio in corsa con Conceicao, nonostante la vittoria in Supercoppa Italiana, non ha portato la svolta: ieri il portoghese, contro Italiano, ha perso su tutta linea, confermando le difficoltà avute in questi mesi nella gestione del gruppo e nel dare un’identità chiara alla squadra.
RAFAEL LEAO PERPLESSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Milan, leader spenti e segnali scoraggianti
Proprio come era accaduto in Supercoppa, anche ieri il Milan avrebbe avuto bisogno dei suoi leader per portare a casa un successo che, oltre a rappresentare il secondo trofeo stagionale, avrebbe permesso di salvare, almeno in parte, la stagione.
Invece, la partita ha raccontato un’altra storia con un Theo Hernandez ancora una volta mediocre e decisivo in negativo sul gol subito, un Leao volenteroso ma inconcludente, sempre incapace di trovare la giocata decisiva, e perfino un Reijnders insolitamente opaco, abulico e disorientato, tra i più deludenti nonostante una stagione, finora, incredibile.
Insomma, la finale persa è lo specchio di una stagione nata con basse aspettative e terminata ancora peggio di quanto si potesse immaginare. Le ultime due giornate di campionato chiuderanno un’annata che i tifosi vogliono dimenticare al più presto e che, si spera, possa servire da lezione per una dirigenza chiamata a cambiare rotta in estate.
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