Le prossime avversarie della Roma: prima Atalanta, poi Lazio
Ora la prossima sfidante per i quarti di finale è la Lazio. Una partita alla quale Mourinho ancora non pensa: "Il derby? Non so come ci arriveremo, prima abbiamo una partita importantissima (la prossima avversaria di Serie A sarà l'Atalanta, ndr.).
Se dovrà giocare difensore centrale Lukaku, lo farà. Giocheremo col cuore e con tutto quello che abbiamo. Prima pensiamo all'Atalanta, siamo questi. Azmoun parte la prossima settimana, Mancini è infortunato e diffidato, arriveremo alle prossime gare con il rispetto che ci siamo meritati. Non so quanti esauriti di fila abbiamo fatto, 43 mi pare. Fate i conti di quanti spettatori sono venuti all'Olimpico. Meritano tutto da noi e noi diamo tutto. Sono stanco anch'io, ho fatto dei chilometri a bordo campo".Mourinho sul modulo e sulle prospettive future
I limiti del modulo, con la rosa attualmente a disposizione, si sentono. Così Mou: "Sono contento ma è dura, è un rischio enorme che dovevamo correre per vincere. Giocare a tre senza un centrale di ruolo è meglio per chi non è abituato a farlo, occupano meglio gli spazi.
Kristensen ha fisico e aggressività, per schierare Cristante che è centrocampista è obbligatorio giocare a tre. Senza Smalling è drammatico, senza Kumbulla e Ndicka pure.
Poi con Lukaku, Dybala, El Shaarawy e Azmoun se perdiamo palla, chi difende in transizione? Chi lo può fare? Nessuno. Siamo una squadra che difende in due blocchi separati in quei momenti. Ma la partita di oggi l'abbiamo fatta, ora pensiamo alla prossima, andiamo avanti".
Riguardo il futuro, e in particolare quello della panchina giallorossa: "Non credo che sia vero che la Roma cerchi altri allenatori. L'onestà e la reciprocità sono importanti, mi fido dei Friedkin.
Io mi fido al 100% della loro onestà, non so se mi vogliono qua, ma non credo sia vero che parlino con altri allenatori alle mie spalle. Brasile? Non so se sia vero o meno. Con me non hanno parlato.
Al mio procuratore ho detto di non parlare con nessuno fino a che non so la volontà della società". Poi il tecnico portoghese dà una notizia in anteprima che lo riguarda: "Inizio un documentario su Netflix, ci sono cose che si sapranno solo lì. E da lì saprete che sono un pazzo totale.
Non avevo firmato con la Roma, ma avevo dato la mia parola. Poi ho avuto un club che mi ha cercato, che voleva che rompessi la mia parola. Non ci sono andato.
Quando vedrete nel documentario direte che sono uno stupido totale. Il mio presidente ha saputo delle offerte che mi sono arrivate. Non penso che parlino alle mie spalle con altri allenatori”.







