Leao, così proprio non va: l'editoriale di Mauro Vigna

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Leao, un giocatore assolutamente divisivo, ma altrettanto importante per l'economia del gioco rossonero. Lo è anche quest'anno? Qui di seguito alcune riflessioni.
Un irriconoscibile Rafael Leao quello visto in campo ieri sera contro la Juventus. E non possiamo certo parlare di mancanza di motivazioni quando nel giro di sette giorni ti ritrovi a giocare contro Napoli e Juventus, non Pisa e Genoa, con tutto il rispetto per queste ultime, ovviamente.
Due errori grossolani che restituiscono un verdetto impietoso, Leao non è in grado di giocare nel 3-5-2 di Massimiliano Allegri. E poco c'entra l'infortunio perché sbagliare davanti al portiere due volte non è ascrivibile a una forma fisica deficitaria, ma solamente a mancanza di cattiveria unita probabilmente ad eccessiva superficialità.
Difetti ormai noti, ma il Milan adesso ha necessità di alzare l'asticella e quello che poteva essere accettato fino a un anno fa, adesso non lo è più. Quando in squadra ci si ritrova con gente come Pulisic, Modric, Rabiot significa che il livello si sta alzando e Leao, con tutto il rispetto, non è un top player e all'alba dei suoi 26 anni mai lo diventerà.
E' dunque un problema? Sì, allo stato attuale lo è. Lo stesso Allegri prima di metterlo in campo gli ha detto:" Rafa non farmi incaz....", come se lo sapesse che sarebbe accaduto. Per ben due volte ha fatto urlare di nervoso il mister e di fatto, oltre all'errore di Pulisic, non ha permesso al Milan di uscire da Torino coi tre punti.
Riflessioni in corso da parte della dirigenza la quale starebbe pensando di cederlo in estate, attenzione al Chelsea. Ora starà a lui dimostrare quanto vale, se ne avrà voglia ovviamente.
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Redazione
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