Milan, rimpianto Vlahovic: ora la dirigenza deve fare mea culpa | L'editoriale di Mauro Vigna

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Milan, rimpianto Vlahovic: ora la dirigenza deve fare mea culpa | L'editoriale di Mauro Vigna
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Milan, che rimpianto non essere arrivati a Dusan Vlahovic. Un errore che la dirigenza rossonera sta scontando non a poco prezzo. Ma vediamo cosa era successo e come poteva andare diversamente. Mangiarsi le mani è il minimo per il club rossonero il quale in estate, così come oggi d'altronde, stava cercando un attaccante. In pancia c'era Santiago Gimenez, immediatamente bocciato dalla coppia Allegri/Tare i quali non sono stati minimamente ascoltati dalla proprietà, ergo dalla persona di Giorgio Furlani.

Milan, la prima vera spaccatura

Milan
DUSAN VLAHOVIC RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Una prima netta spaccatura tra allenatore e AD rossonero. Il tecnico livornese aveva infatti chiesto a gran voce Dusan Vlahovic, intuendo il momento di difficoltà del serbo, forse uno dei punti più bassi della sua carriera e praticamente in rotta con la Juventus. Quale momento migliore quindi per sborsare una cifra tra i 16 e i 20 milioni per portarsi a casa l'attaccante classe 2000? Ricordo che a bilancio pesava 16 milioni. Troppo bello per essere vero. Talmente bello che Furlani ha detto no, preferendo non investire una cifra minima per il cartellino, ma impegnativa sotto l'aspetto dell'ingaggio. Preferendo quindi rimandare i discorsi al 2026 quando scadrà il contratto al giocatore. Le cose tuttavia sono cambiate, l'arrivo di Luciano Spalletti ha di fatto contribuito a blindare Vlahovic fino a fine contratto, poi si vedrà. Club danarosi quali Bayern Monaco e altri della Premier League hanno già le antenne dritte e ben poco varrà l'offerta rossonera di fronte a colossi dal punto di vista delle disponibilità economiche. Un grave errore di timing che di fatto esclude Vlahovic dai possibili futuri scenari del Milan, nonostante Allegri continui ancora a provarci. Lo ritengo altresì un grave errore di pianificazione e una scarsa visione prospettica, purtroppo non nuovi a questa società che negli anni ha perso diverse occasioni per operare in maniera corretta e lungimirante sul mercato.

Il piano B

Milan La dirigenza ora non può che fare mea culpa provando a prendere il secondo nome fatto da Allegri: Mauro Icardi. Dal punto di vista dell'ingaggio sembra più fattibile, staremo a vedere se riusciranno a farsi sfuggire di mano anche l'attaccante argentino il quale aspetta solo una chiamata del Milan per partire a piedi da Istanbul. Come già scritto ieri, una bozza di contratto sarebbe già pronta sulla base di un biennale a 5 milioni a stagione bonus inclusi.
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