Nemanja Matic è in guai seri e rischia fino a dieci giornate di squalifica dopo aver coperto il logo LGBTQ+ durante l’ultima gara di campionato. Ecco cosa è successo.
La battaglia contro l’omofobia nel calcio resta uno dei nodi più complessi e delicati del panorama sportivo europeo, e quanto accaduto recentemente in Francia ne è l’ennesima, amara conferma. Dopo il caso dell’attaccante egiziano
Mostafa Mohamed del Nantes, che ha rifiutato di scendere in campo per non indossare la maglia con il simbolo arcobaleno, ora è il centrocampista serbo a finire sotto i riflettori.
Il gesto di Matic
L’ex centrocampista di
Roma, Manchester United e Chelsea, attualmente al
Rennes, ha scelto un gesto silenzioso ma chiaramente polemico durante l’ultima gara di campionato contro l’Angers andando a coprire con una fasciatura il logo con i colori dell’
arcobaleno, simbolo della campagna a favore dei diritti della comunità
LGBTQ+, che la Lega Calcio Professionistica Francese (LFP) promuove ogni anno con un’iniziativa ufficiale.

Una scelta che ha immediatamente scatenato un’ondata di critiche e acceso il dibattito. La LFP ha convocato Matic per un’audizione ufficiale e il centrocampista 36enne dovrà spiegare il gesto, che potrebbe costargli
da 4 fino a 10 giornate di squalifica, in linea con quanto già accaduto in passato ad altri giocatori colpevoli di comportamenti ritenuti contrari ai principi di inclusione e rispetto promossi dalla Lega.
L’episodio di Matic, seppur diverso nei modi, si aggiunge alla recente presa di posizione di Mohamed, che per il secondo anno consecutivo ha scelto di non partecipare all’iniziativa. Scelte personali, certo, ma che si collocano in un contesto in cui il calcio – soprattutto in Francia, dove la questione sembra particolarmente esplosiva – fatica a trovare un equilibrio tra libertà individuale e responsabilità sociale.