Federico Chiesa sembra sempre più vicino a lasciare il Liverpool. Le condizioni fisiche non sono delle migliori e Slot non gli concede abbastanza fiducia.
Il futuro dell'ex Juventus pare già scritto e potrebbe essere lontano dal Mersey. Nell'immediato ci sono due ipotesi che potrebbero rilanciarlo anche in ottica nazionale.
Chiesa, quella voglia di Serie A e l'occasione ad Anfield
L'esterno è pronto a salutare i Reds dopo una stagione complicata dagli infortuni e dalla poca continuità. Le 11 presenze totali tra tutte le competizioni, di cui la stragrande maggioranza da subentrato, e le 2 reti totali messe a referto non sono sicuramente abbastanza da meritare una permanenza ad Anfield (nonostante il contratto fino al 2028).
Tuttavia, in estate potrebbe aprirsi una clamorosa possibilità di affermarsi in maglia Reds siccome il futuro di Luis Diaz non sembra essere del tutto sicuro. Il colombiano infatti sembra essere sul punto di salutare ed è attenzionato da diversi club, uno su tutti il Manchester City.
Federico Chiesa of Liverpool during the Premier League match Liverpool vs Bournemouth at Anfield, Liverpool, United Kingdom, 21st September 2024 (Photo by Cody Froggatt/News Images)
Nel caso in cui i Citizens dovessero affondare il colpo e sborsare la cifra monstre di 80 milioni di euro, il Liverpool sarebbe chiamato a trovare immediatamente un sostituto di livello. In questo senso la strategia potrebbe comprendere Federico Chiesa, portandolo avanti nelle gerarchie e affiancandogli una riserva altrettanto importante per garantire a Slot una staffetta sulla sinistra.
Tanto dipenderà anche dalla decisione di Mohamed Salah, in scadenza a giugno e ancora senza un rinnovo. Nelle scorse ore il club gli avrebbe offerto un biennale e la scelta finale è attesa nei prossimi giorni.
Tuttavia qualora la società decidesse per la cessione, allora l'ex Fiorentina e Juventus si guarderebbe intorno, con la Serie A principale candidata ad accoglierlo. Il Napoli di Conte rappresenta una concorrente molto agguerrita e sicuramente avanzerà un'offerta all'apertura del mercato.
Anche la Juventus però resta alla finestra, infatti nel caso in cui Roberto Mancini dovesse sedersi sulla panchina bianconera potrebbe chiedere per l'estate il ritorno dell'attaccante, grazie al quale in Nazionale ha vinto EURO2020.
Un futuro dunque tutto da scrivere per il classe 1997 che deve aspettare ancora per sapere quale sarà il destino a fine stagione.
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Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Si conferma la tradizione e il tabù delle ultime stagioni: il derby della Madonnina tinge nuovamente i suoi colori di rossonero. L'Inter incassa la prima sconfitta in questo campionato di Serie A e sbatte ancora una volta contro l'incantesimo della stracittadina. Al Meazza a fare festa è il Milan di Ruben Amorim, capace di imporsi con un netto 3-1 grazie a una prestazione memorabile e a un assoluto mattatore in campo: Moreira, autentico dominatore della serata con due assist illuminanti e la firma personale sul tabellino dei marcatori.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.