Benfica: uno stadio da pagare e 5 giocatori coinvolti
Facciamo chiarezza. Tutto ha inizio con il presidente delle Aquile che chiama il greco Fyssas. Nella conversazione il numero uno del club portoghese comunica al difensore di essere stato "ipotecato". A questa comunicazione il ragazzo classe 1973 chiede se fosse stato ceduto, ricevendo una risposta negativa dal presidente che gli ribadiva di essere stato solamente ipotecato.
La verità era che Fyssas era sì stato messo sul mercato, ma attraverso un metodo del tutto particolare. In quell'estate del 2005 il difensore greco però non è l'unico a ricevere questo trattamento. Insieme a lui c'erano il centrocampista della nazionale portoghese Armando Petit, l’attaccante brasiliano Geovanni, il difensore francese Manuel Dos Santos e l’attaccante portoghese Carlitos Cunha.
Nonostante la squadra a livello calcistico se la passava bene (il titolo riconquistato dopo 11 anni con Trapattoni alla guida), a livello economico la squadra portoghese è in piena crisi economica. La pietra tombale di questa crisi gliela da l'investimento sullo stadio Da Luz che si rifaceva il look in occasione dell’Europeo del 2004.
Il club si trovava in debito infatti di ben 16 milioni di euro con l’impresa edile: la Somague. Da qui il piano bizzarro: scegliere cinque giocatori dalla sua rosa ed offrirli come “garanzia di pagamento”.
In parole povere se il club non avesse pagato una rata, la Somague avrebbe avuto il cartellino di un giocatore. Così, dopo i pagamenti dilazionati e i prestiti con obbligo veniva creata una nuova formula creativa.
E Fyssas? Alla fine il Benfica non aveva bisogno di cedere nessuno, ma il greco saluta ugualmente e se ne va in Scozia. Precisamente agli Hearts.







