Il 16 maggio 1984 allo stadio Sankt Jakob di Basilea, la Juventus vinceva la sua prima ed ultima Coppa delle Coppe, dopo un viaggio partito da molto lontano.
Per arrivare ad affrontare il porto in Svizzera bisogna partire dalla vittoria della Coppa Italia nella stagione 82/83 in finale contro il Verona, che permetteva allora l'accesso alla competizione.
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Coppa delle Coppe: il cammino bianconero
Dopo la vittoria nella Coppa nazionale italiana la Vecchia Signora, nel primo turno incontra il Lechia Danzica. La squadra polacca è costretta a subire un sonoro 7-0 al Comunale. A segno un poker di Penzo. Mentre in terra polacca un risultato più combattuto: 3-2 con reti di Vignola, Tavola e Boniek.
Meno facile, invece, il turno successivo contro i francesi del Paris St. Germain. I bianconeri sfruttano la regola dei gol fuori casa: 2-2 oltralpe e 0-0 in casa.
Quarti di finale sulla carta più abbordabili. Di fronte alla Juventusi finlandesi dell’Haka. Tuttavia, nonostante la teorica facilità, vengono superati solo con un doppio 1-0. Vignola timbra il cartellino in trasferta, mentre Tardelli lo fa a Torino.
E si arriva così in semifinale. La competizione si fa più dura, per forza di cose. Questa volta le urne sono meno benevole e accoppiano i bianconeri al Manchester United. Oltremanica la Juventus strappa meritatamente un 1-1, mentre il ritorno risulterà più difficile. Boniek sblocca subito, pareggio inglese al 70’ e poi Paolo Rossi al 90’ infila il pallone che allontana l’incubo dei supplementari.
E finale fu
Si arriva quindi al 16 maggio a Basilea, al Sankt Jakob, per la finale con il Porto
Partita "strana" già dall'inizio, con i due club che non indossano le tradizionali divise. In giallo i bianconeri, in blu i lusitani. Trapattoni schiera Tacconi, GentileCabrini, Bonini, Brio, Scirea, Vignola, Tardelli, Rossi, Platini e Boniek.
Nomi che risentiti oggi mettono paura. Come quella paura del ricordo della finale dell’anno precedente in Coppa dei Campioni ad Atene. Quel tiro di Magath ancora è presente nella mente della squadra bianconera.
Tutto questo però lascia subito il tempo che trova: al 13’ Vignola infila la porta da posizione impossibile andando a centrare un angolo quasi impossibile. Al 29’ però Sousa trova un tiro che, complice un rimbalzo davanti Tacconi in tuffo, riequilibra il match.
Ma la Juve ha quello che oggi verrebbe definito top player: Boniek. “Il bello di notte”, al 41′ infila la palla alle spalle del portiere portoghese. A nulla i tentativi di fallo della squadra portoghese. E' 2-1, e rimarrà così fino al triplice fischio.
Capitan Scirea, dopo lo scudetto di qualche giorno prima, alza la Coppa delle Coppe al cielo. L’unica nella preziosissima bacheca juventina.
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