Messi, l’ultima danza al Monumental: la doppietta col Venezuela sa di addio

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Messi, l’ultima danza al Monumental: la doppietta col Venezuela sa di addio
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Messi saluta il Monumental con una doppietta contro il Venezuela: probabile ultima partita casalinga con l’Argentina. Una carriera infinita tra Barcellona, Mondiale in Qatar e Palloni d’Oro.

Quella andata in scena al Monumental contro il Venezuela è stata, con ogni probabilità, l’ultima partita casalinga di Lionel Messi con la maglia dell’Argentina. Un pensiero che fa sentire un po’ più vecchi, perché dopo il Mondiale in America l’addio al calcio giocato sembra ormai scritto.

Eppure non poteva esserci epilogo migliore: Messi che entra in campo con i suoi figli per mano, una doppietta che decide la gara e parole che profumano di addio, ma di quelli dolci, carichi di consapevolezza. Perché Leo, quel bambino di Rosario cresciuto con la nonna sul campetto di quartiere, di strada ne ha fatta davvero tanta.

Messi
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Messi, va via un'epoca

Dalle prime giocate che lasciavano senza fiato, alla benedizione del “Caucho” Ronaldinho che per primo vide in lui qualcosa di unico. Dal colpo di testa nella finale di Champions a Roma contro lo United – con Cristiano Ronaldo che sarà rivale sportivo per un’intera carriera – fino al Mondiale perso nel 2014 e alla rivincita in Qatar, quando il tempo sembrava ormai scaduto.

Messi ha attraversato le epoche senza mai smettere di riscrivere la storia: otto Palloni d’Oro, più di 800 gol ufficiali, record su record che probabilmente resteranno imbattuti per decenni. Ha portato il Barcellona a diventare una delle squadre più forti di sempre, trasformandosi in simbolo di un calcio che oggi sembra quasi irripetibile. Con l’Argentina ha chiuso il cerchio, vincendo Copa América e Mondiale, cancellando le etichette di eterno secondo che per anni lo avevano inseguito.

Per chi ha amato questo genio assoluto (davvero arduo non farlo), vederlo avvicinarsi al passo d’addio è un colpo al cuore. Non se ne va solo forse il più grande “10” della storia del calcio, se ne va una parte della nostra giovinezza, un’epoca che ci sembrava infinita e che adesso appare lontana. Ma il campo, quello sì, non dimenticherà mai chi è stato davvero Leo Messi: la Pulga.

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