Alla luce della trattativa che ha portato in Serie A Joao Mario alla Juventus dal Porto, ripercorriamo gli scambi che hanno fatto storia in Italia.
Con lo scambio tra terzini attuato dalla Vecchia Signora, la macchina del tempo dei ricordi è tornata subito indietro ripensando agli altri scambi che, per un motivo od un altro, hanno attirato l'attenzione e creato scalpore.
THIAGO MOTTA PENSIEROSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Serie A: non solo Joao Mario-Alberto Costa
Di sicuro lo scambio bianconero di questa finestra estiva di mercato non sarà stato il più eccelso della storia bianconera, che negli anni passati è stata legata quasi a doppio filo con questo tipo di strategia, sia nel bene che nel male.
Come per esempio quello saltato con l'Interche prevedeva l'arrivo di Fredy Guarin in bianconero, con Mirko Vucinic destinato ai nerazzurri. Una vera e proprio sommossa dei tifosi milanesi, memori del disastro Cannavaro-Carini, fece implodere lo scambio.
Inoltre, è di fresco ricordo, lo scambio che portava Douglas Luiz a Torino, con Barrenechea e Iling Junior che prendevano la via per Birmingham sponda Aston Villa. Uno scambio che, a distanza di un anno, possiamo definire infruttuoso per entrambi i club. Ma si sa, la storia della Serie A è ricca di pesanti cambiamenti.
Uno di questi è stato l'affare Eto'o-Ibrahimović. Il destino, a volte molto beffardo, ha voluto che idue si incontrassero -a maglie invertite- in semifinale di Champions League, con quell'Inter mourinhana che puntava a realizzare poco dopo il famoso Triplete del 2010.
D'altronde, quei tre trofei vinti non sarebbero mai accaduti se non ci fosse stato un intreccio di mercato decisivo. A quel tempo l'Inter strinse uno scambio con il Genoa: Bonucci ed Acquafresca in Liguria e Milito e Thiago Motta ad Appiano Gentile.
A Torino però, volendo parlare dell'attualità bianconera, si ricordano molto volentieri lo scambio che coinvolto Danilo. Il brasiliano è stato anche capitano bianconero, con Cancelo spedito a Manchester da Guardiola.
Non si può dire lo stesso degli intrecci di mercato tipo Spinazzola-Pellegrini (scambio senza sensazioni positive) oppure Arthur-Pjanic (pagato a caro prezzo, con il brasiliano ancora a libro paga juventino e per l'ennesima volta in suscita).
Alla fine della fiera è impossibile calcolare se in principio se uno scambio possa essere favorevole o meno. La cosa migliore probabilmente quello di cercare di tirare fuori il meglio da ogni giocatore e sperare di venire ripagati. Quello che magari Comolli e Tudor sperano di fare con João Mário.
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