Italia, disfatta totale: contro la Norvegia è notte fonda

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Italia, disfatta totale: contro la Norvegia è notte fonda
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Contro la Norvegia arriva un tracollo che fa rumore: Italia irriconoscibile, senza anima né gioco. Il Mondiale del 2026 è già un miraggio. La netta sconfitta subita ieri dall’Italia in casa della Norvegia rappresenta un colpo durissimo, l’ennesimo, per una Nazionale ormai irriconoscibile. L’orgoglio, il pragmatismo, la tenacia e quella resilienza che hanno reso gli Azzurri grandi nella storia sembrano ormai solo un ricordo.  Il prepartita era stato già agitato dalla querelle tra il commissario tecnico Luciano Spalletti e Francesco Acerbi, con il difensore dell’Inter che ha rinunciato alla convocazione dopo la polemica a distanza con il ct.  Ma non può esserci alcun alibi per quanto visto in campo: una squadra ectoplasmatica, dominata dal primo all’ultimo minuto da una Norvegia brillante, feroce, trascinata dai suoi talenti ma soprattutto da un’identità chiara.  L’Italia, invece, ha chiuso con un solo tiro in porta, al 92’. In difesa è stato un disastro: in un reparto composto da un campione d’Italia, un vicecampione d’Europa e un esordiente proveniente da una delle peggiori retroguardie della Serie A, è stato proprio quest’ultimo il migliore in campo. Un dettaglio che racconta meglio di ogni altra cosa lo stato allarmante di forma e motivazione del gruppo.
Italia, Spalletti, Tonali
SANDRO TONALI RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Italia senza anima né qualità

Ma il problema ormai va ben oltre i singoli. Questa squadra pecca di umiltà. Non si vede quello spirito di sacrificio che ha spinto i norvegesi a difendere in blocco, né la fame nei duelli, né la voglia di emergere. Manca tutto: carattere, leadership, identità. Soprattutto, manca la qualità.  La disfatta norvegese ha già compromesso un girone che sulla carta doveva essere alla portata: ora il Mondiale 2026 è lontanissimo, perché anche ipotizzando un successo al ritorno, la differenza reti sembra già un Everest. Contro la Moldavia, tra pochi giorni, non si può che pretendere una vittoria netta e convincente, che però non cancellerà quanto visto ieri.  Adesso il punto è un altro: è il momento di guardarsi dentro, tutti. Dai vertici della FIGC, con Gravina sotto esame, al ct Spalletti, fino a ogni singolo giocatore. Fallire per la terza volta consecutiva l’accesso a un Mondiale sarebbe un disastro storico. E oggi, purtroppo, sembra uno scenario tutt’altro che impossibile.
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