Il 30 ottobre del 1960 nasceva a Lanus, in Argentina, uno dei calciatori più forti di tutta la storia: Diego Armando Maradona.
Oggi avrebbe compiuto 65 anni Diego Armando Maradona, colui che da solo è stato in grado di lasciare una traccia indelebile nella storia del calcio. El Pibe de Oro ("il ragazzo d'oro") ha dimostrato di essere tra i più grandi calciatori di tutti i tempi, se non il migliore in assoluto. Non a caso, condivide con Pelé, il premio ufficiale FIFA come Miglior giocatore del XX secolo.
La sua carriera è iniziata ovviamente in Argentina, prima con gli Argentinos Juniors e poi con il Boca Juniors, consacratasi successivamente in Europa con Barcellona, Napoli e Siviglia e conclusasi con il ritorno in patria prima andando a vestire la maglia del Newell's Old Boys ed infine quella del Boca Juniors.
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Napoli
Tra tutte le squadre nelle quali ha militato, Maradona si è legato in maniera indissolubile al Napoli e alla stessa città partenopea. El Pibe de Oro ha contribuito in maniera determinante alla conquista dei primi titoli storici del club azzurro sia a livello nazionale con lo scudetto 1986-87 e quello 1989-90 che a livello internazionale con la Coppa UEFA 1988-89.
Subito dopo la sua morte arrivata il 25 novembre 2020, l'allora sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, decise di rendere onore a El Pibe de Oro intitolandogli lo stadio. Da cinque anni a questa parte, infatti, il Napoli disputa le sue partite casalinghe allo stadio Diego Armando Maradona.
L'Argentina e il Mondiale '86
Oltre a quanto mostrato nelle squadre di club, soprattutto a Napoli, Maradona è diventato un simbolo anche per il suo Paese per quanto fatto con la maglia della Nazionale argentina.
In particolar modo per aver vinto da protagonista assoluto il Mondiale del 1986, edizione durante la quale Maradona, nell'arco di quattro minuti di una singola partita, è stato in grado di regalarci due dei momenti più epici della storia di questo sport.
Infatti, nei quarti di finale contro l'Inghilterra che l'Argentina vinse per 2-1, El Pibe de Oro prima segna un gol di mano che diventerà noto come "mano de Dios" e dopo poco, partendo in solitaria dalla propria metà campo, riesce a smarcare tutti quelli che trova davanti, persino il portiere, andando a realizzare quello che è considerato il gol del secolo.
Diego Maradona
L'uomo Maradona
Fuori dal campo, Maradona ha commesso molti errori che lui stesso, successivamente, ha ammesso e condannato. Fu sospeso due volte dal calcio giocato: una volta per uso di cocaina nel 1991 e un’altra volta per positività ai test antidoping al Mondiale degli Stati Uniti 1994.
Maradona è sempre stato un animo ribelle e spesso si è lasciato trascinare dalla corrente sbagliata, che lo portava sulla strada della rovina. Imperdonabile furono i suoi guai con il fisco italiano e la sua frequentazione con la camorra, che afferrò subito le sue debolezze da cui cercò di trarne beneficio senza interessarsi dell’uomo.
Ma sul campo Maradona seguiva solo la legge del pallone e lui era il numero uno. Ed è per questo che è stato sempre amato, semplicemente perché faceva incantare chi lo guardava, non solo facendo gol ma anche facendoli fare. Il suo piacere era giocare e non pensava ad altro, amava il calcio come sport.
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