L'evento storico per la Pulga e le iniziative celebrative dell'AFA
La data del sei ottobre si preannuncia come uno dei momenti di maggior impatto emotivo nella storia recente del movimento calcistico internazionale, segnando ufficialmente l'ultima apparizione di Lionel Messi con la maglia dell'Albiceleste.
Sebbene si tratti di una gara amichevole priva di qualsiasi valore per la classifica o per le qualificazioni ai tornei continentali, la Federazione Calcio Argentina ha predisposto un imponente palcoscenico per tributare il giusto omaggio al proprio capitano e simbolo. Per rendere la giornata ancora più memorabile, la AFA ha deciso di estendere un invito formale d'onore anche a tutti quei calciatori di spicco della nazionale che non sono stati inclusi nell'elenco ufficiale dei convocati del commissario tecnico Lionel Scaloni per la maxi-sosta autunnale.
Tra le figure di spicco inserite in questa lista di invitati d'eccezione figuravano proprio i due tesserati della Roma, che l'Argentina avrebbe voluto riabbracciare a Buenos Aires per permettere loro di condividere dal vivo il terreno di gioco e gli spogliatoi con l'otto volte Pallone d'Oro in questa iconica passerella d'addio.

No della Roma, priorità al campionato
Nonostante il forte valore simbolico dell'evento, la risposta in arrivo dal centro sportivo Fulvio Bernardini non sembra lasciare alcun margine per ripensamenti o deroghe straordinarie. Come ampiamente ricostruito ed evidenziato nelle pagine dell'edizione odierna de Il Messaggero, la linea della società di viale Tiziano rimane assolutamente inflessibile.
La Roma è fermamente orientata a negare il via libera per il viaggio transoceanico dei due argentini. L'obiettivo primario dello staff tecnico è infatti quello di sfruttare appieno la pausa per permettere a Dybala e Molina di proseguire il programma di lavoro differenziato e scarico atletico direttamente a Trigoria, evitando l'usura legata ai lunghi spostamenti continentali.
L'esigenza di preservare l'integrità fisica dei propri titolari e di prevenire inutili rischi di infortunio risponde a una logica di rigida programmazione, indispensabile per garantire all'allenatore la massima freschezza della rosa e una preparazione tattica impeccabile per l'imminente e impegnativo tour de force di campionato.







